In realtà andrebbe scritto Liverpool – Arshavin. E la cosa non ha affatto il tono dello scherzo. Non ci si soffermi troppo sui quattro goal segnati ad Anfield (che pure hanno qualcosa di incredibile), si pensi piuttosto a come il risultato finale sia stato determinato. Del resto anche il poco rimpianto Julio Baptista era stato capace di timbrare il cartellino quattro volte in casa dei Reds, durante quel rocambolesco 3 – 6 di Carling Cup, solo un paio d’anni fa. Ma qui, signori miei, stiamo parlando di due livelli completamente distinti e separati.
Ricordo di quando io e qualcuno di voi assidui lettori del blog, ne caldeggiavamo l’acquisto, al posto di un Hleb ormai demotivato e attratto dalle assolate terre della Catalogna. Ieri dovremmo aver percepito una intensa sensazione di soddisfazione. Che almeno avrà attenuato la delusione per non esser riusciti ad ottenere il bottino pieno dalla delicatissima trasferta. Mi basta al momento sapere che questo straordinario talento giocherà con noi anche la prossima stagione, e pertanto non si può far altro che porgere i complimenti a Wengèr e alla sua capacità di intuizione nell’aver ingaggiato il fantasista russo dallo Zenit.
Non posso complimentarmi (ancora una volta) per quanto concerne le sue scelte tattiche di formazione. Sapevamo delle indisponibilità in difesa, così come eravamo al corrente dell’affaticamento muscolare di Van Persie e di Adebayor; Ciononostante, stento ancora a capire il significato del modulo dei Gunners, scesi per l’occorrenza in campo con Fabianski in porta, difeso da Sagna, Tourè, Silvestre e Gibbs; Denilson e Song si pongono a mò di cerniera di centrocampo, con Nasri a destra, Arshavin a sinistra e Fabregàs in funzione di rifinitore alto, dietro l’unica punta Bendtner.
Sagna non si è dimostrato pienamente recuperato a seguito del virus influenzale che lo ha colpito; Nasri sulla corsia perde tutta la sua efficacia, mentre Fabregàs ha già dimostrato di non rendere al meglio quando non è in cabina di regia. Senza contare del “peso” offensivo che può offrire Bendtner, solo lì davanti. Benitez, che pure deve fare a meno del suo capitano Steven Gerrard, imposta una formazione eccellente, in termini di modulo e di strategia: Pepe Reina tra i pali è protetto dalla linea a 4 composta da Arbeloa, Agger, Carragher e Fabio Aurelio; Mascherano e Alonso occupano la zona nevralgica della mediana, ad alternare i compiti di interdizione e organizzazione della manovra, mentre Riera a sinistra, Benayoun a destra e Kuyt in posizione centrale, supportano Torres, terminale offensivo dello schieramento.
Il tecnico spagnolo riesce a mettere eccellentemente in pratica quanto viene indicato sui fogli delle distinte. Vista l’occasione, nonchè l’importanza della partita, risulta davvero deludente l’arbitraggio di Adam Webb (voto 5): da dove avrà tirato fuori l’idea dei 5 minuti di recupero nel secondo tempo, resterà per sempre uno dei più grandi misteri del mondo
La cornisce di Anfield Road è di per sè uno spettacolo fantastico. A pochi mesi dal ventennale della vittoria leggendaria del titolo, ispiratore di Fever Pitch, la storia che caratterizza questo match tende ad avere un profumo sempre più intenso. Del resto, non a caso, le divise away di quest’anno posseggono i colori della storia, oltre che della leggenda.
Come se non bastasse, il tasso storico viene ulteriormente arricchito dal doveroso tributo alla figura di Ray Kennedy, presente in tribuna e giustamente acclamato da entrambe le tifoserie per aver onorato entrambe le maglie: nemmeno il morbo di Parkinson che lo ha colpito, riuscirà ad offuscarne la grandezza.
Sulle note del “You’ll never walk alone” parte l’incontro. Inutile dire di quanto siano concitate le prime fasi di gara. Non male l’inizio dell’Arsenal, ma dopo pochi minuti si inizia a percepire una certa fatica nel costruire gioco da parte degli uomini di Wengèr. Di contro, i Reds sfruttano a proprio favore la scarsa vena degli ospiti. Con l’incedere dei minuti, i padroni di casa tendono ad arrivare da tutte le parti. Benayoun è spina nel fianco, e non solo per la difesa dei nostri. Non da sottovalutare la forza atletica di Kuyt, nonchè la grinta di Mascherano.
Tutto ovviamente da sommare alla strepitosa forza di Fernando Torres. A differenza del nostro danese, lui si che fa reparto da solo. Fabianski se ne accorge un pò più di tutti, e già nelle prime battute. A meno di 4 minuti dall’inizio, lo spagnolo riesce a crearsi il varco, bruciando in accelerazione Tourè in precario equilibrio, ma non riesce a flagellare il portiere polacco con la sua conclusione di piatto destro. Va detto che Fabianski, in questa fase, reagisce al meglio delle sue possibilità, andando parzialmente a redimere la sua infelice uscita su Drogba di sabato scorso. L’attacco degli uomini di Benitez è incessante. Mentre i nostri riescono solo nei passaggi in orizzontale, stentando a trovare fluidità di gioco e le verticalizzazioni di cui, essenzialmente, è fatto il nostro tipo di gioco.
E’ solo al 28′ che l’Arsenal si fa vedere dalle parti di Reina: Gibbs, pescato benissimo da Bendtner, riesce ad andare sul fondo e a scodellare la palla al centro; Agger fallisce la deviazione a liberare l’area, e la sfera finisce in zona di Fabregàs, che nonostante il buon controllo, non riesce a inquadrare la porta. La traiettoria del tiro è larga, e nemmeno Bendtner in spaccata riesce a correggerne la direzione. A prescindere dall’unico vero rischio corso fino a quel momento, il Liverpool si dimostra temibilmente reattivo, andando due volte vicino al bersaglio: prima con Torres, che trova l’ottima opposizione di Fabianski, e poi con Agger, il cui colpo di testa direttamente su corner viene intercettato da Nasri, posto a copertura del secondo palo.
In maniera del tutto imprevedibile con l’andamento della partita, sono però i nostri a trovare il vantaggio. Mascherano si macchia di una grave ingenuità, quando viene scippato del pallone al limite della sua area di rigore, dall’intervento di Nasri, che poi si invola verso la porta avversaria.
Il francese, in quello che è il suo unico raid offensivo degno di nota della prima frazione di gioco, vede intelligentemente Fabregàs, sganciatosi in sovrapposizione; il catalano è abilissimo ad andare sul fondo e a tagliare in mezzo rasoterra per l’accorrente Arshavin, il cui perfetto timing nell’inserimento gli permettono di battere al volo di sinistro e di trafiggere Reina.
Azione spettacolare, ma sicuramente un episodio singolo, vista la pochezza del gioco offerto dai Gunners. Raramente i nostri ci avevano mostrato una tale riluttanza nell’attaccare, nel far gioco, nell’andare al tiro. Il mio parere (e non solo il mio) è che tale difficoltà derivi soprattutto dallo schieramento tattico imposto dal tecnico alsaziano. Di fatto, l’Arsenal conduceva la gara non proprio meritatamente al 36′. Nella ripresa, al 48′, il Liverpool trova il pareggio con Torres, tra i più pericolosi dei suoi.
Il centravanti della nazionale sfrutta il traversone di Kuyt, seguito al maldestro tentativo di spazzar via da parte di Sagna; quest’ultimo viene annichilito dallo stacco del “Nino”, che gli ruba il tempo e piazza la sfera nell’angolo basso dove Fabianski non può arrivare. I Reds giocano bene, e il contrasto è ancora più netto vista la non bella prestazione dei loro avversari.
La difesa dei nostri scricchiola costantemente, e non è un caso che i padroni di casa trovino il goal del vantaggio, al 56′: Benayoun raccoglie con estremo coraggio un traversone di rischiando seriamente per la sua incolumità, con Tourè e Fabianski a interenire entrambi su di lui; tuttavia, il diamante israeliano riesce ad anticipare tutti e, in tuffo, realizza il goal del 2 a 1. Laddove non riesce un buon collettivo a far breccia nelle difese, talvolta può riuscirci il genio, la sregolatezza o la fantasia di un singolo.
Una volta quel “singolo” aveva il numero 14, e veniva chiamato Thierry Henry. Oggi, senza fare paragoni scomodi, pare proprio che finalmente ne abbiamo un altro così. E’ il minuto 67. Il genio di cui parlavo si produce in un acuto da fuoriclasse puro: dapprima ruba la sfera al confuso Arbeloa, con bruciante rapidità, poi, da circa 25 metri, converge dalla sinistra verso il centro per poi lasciar partire un poderoso esterno destro che fulmina Reina, per il 2 a 2. Doppietta di Arshavin e i tifosi Gooners vanno in visibilio.
Poco prima, Wengèr inseriva Walcott al posto di un impalpabile Denilson, modificando di fatto lo schieramento dei suoi uomini in campo, e passando ad un più efficace 4-3-3. Un modulo senza dubbio congeniale alle nostre caratteristiche. L’Arsenal inizia a giocare bene, e a mettere sottopressione la difesa dei Reds. Al 70′, Fabio Aurelio non riesce a liberare l’area di rigore e lo Zar ne approfitta all’altezza del dischetto da rigore, controllando col petto e battendo ancora una volta col destro il portiere spagnolo. Spettacolo ad Anfield. Ma non finisce qui. Due minuti più tardi, il Liverpool trova il pareggio con l’azione personale di un sublime Torres, che al limite dell’area si fa beffe di Silvestre dopo aver controllato il traversone di Riera, e con un magistrale controllo finisce per freddare Fabianski, non esente da responsabilità in tutta franchezza. Benitez vuole giocarsi il tutto per tutto, e manda dentro Babel al posto di Riera. I
padroni di casa non mollano la presa, ma il nuovo schema dell’Arsenal non permette troppa libertà ai Reds, merito soprattutto di un ottimo lavoro di Song a livello di marcatura e interdizione. Sul finale di gara, il gran colpo di testa di Torres viene prodigiosamente salvato sulla linea da Gibbs, ben piazzato sul secondo palo. Il 3 a 3 sembra configurarsi come risultato finale.
Ma al 90′ accade l’impensabile. Sull’ennesimo corner della partita a favore dei Reds, la difesa dei Gunners riesce a liberare con convinzione e a rilanciare con gran precisione per lo smarcato Walcott, posto sull’out di destra. Il giovane tornante inglese non esita troppo nel fare quello che gli riesce meglio: librarsi in paurosa progressione palla al piede verso la porta avversaria. Walcott incenerisce gli avversari in accelerazione e con estrema freddezza, tocca la palla al centro per l’accorrente Arshavin, che lo aveva inseguito (tenendogli il passo!) in un allungo di 70 metri nel pertugio centrale. Sembrava di vedere quei missili con il sensore a ricerca di calore.
Stessa impressione. Lo Zar controlla a seguire penetrando in area, a tu per tu contro Reina, e con un sinistro esplosivo serve il pokerissimo, incorniciando una prestazione leggendaria. Peccato che nei primi 3 dei 5 minuti di recupero letteralmente inventati da Webb, Benayoun riesca ad approfittare di un penoso svarione difensivo di Silvestre e Fabianski, realizzando da pochi passi. I
l pareggio all’Anfield non è roba di tutti i giorni. Forse il modo in cui è arrivato potrà essere leggermente frustrante. Ma la serata ci ha regalato la consapevolezza di avere un campione di assoluto livello tra le nostre fila. E questo, in prospettiva di una nuova interessante stagione, non potrà che costituire un prezioso valore aggiunto.




Ciao ragazzi!! io volevo chiedervi una cosa siccome non sono un tifoso dell’arsenal da molto: ma perchè quest’estate Wenger non ha preso giovani dos santos visto che il tottenham l’ha pagato solamente 6 MLN????
Giovani gioca ad Ipswich on loan adesso,dopo aver svernato in tribuna ed in panchin al WHL,that’s all mate!!
Non è tutto oro ciò che lucica… ci sono molti giocatori sul mercato di valore o presunto tale, ma bisogna vedere se riescono a trovarsi nelle dinamiche dell’Arsenal ed adattarsi all Premier e soprattutto a spendere bene i propri soldi.
Credo che quello dell’urlo di Munch sia stato un furto meno clamoroso del nostro quest’oggi.
Se lo United avesse fatto 5 gol non ci sarebbe stato niente da ridire.
Faccio una cosa che non ho mai fatto, do le pagelle, così posso sfogarmi con ognuno…
Almunia: 9
Fa la partita della vita, se non siamo stati umiliati stasera è solo ed esclusivamente merito suo, purtroppo queste prestazioni le fa due volte l’anno
Sagna: 5,5
Sottotono, forse ancora debilitato dal virus, non si propone mai in avanti e in difesa si fa superare troppe volte dal solito movimento di Rooney
Toure: 5,5
Limita i danni, ma se è davvero il leader della difesa non può permettere che si arrivi così facilmente al tiro
Silvestre: 6,5
Il migliore lì dietro, motivato nel suo vecchio stadio non si fa superare da nessuno e anticipa in modo decisivo l’avversario sul cross di Giggs
Gibs: 6
Parte male ma cresce fino a condurre una gara da professionista scafato, il gol però arriva dalla sua parte e un paio di svarioni potevano costare caro
Nasri: 4
Non pervenuto, in quel ruolo è totalmente inutile, non filtra e non imposta, perchè schierarlo lì?
Song: 6,5
Si danna l’anima, buona partita di contenimento, e vedendo la mediocrità generale dei registi sale anche e mette qualche palla interessante
Diaby: 4,5
Altro giocatore messo in un ruolo inspiegabile per le sue caratteristiche. Una cosa sa fare: contrastare, invece è chiamato a saltare l’uomo e mettere cross, cosa che non è in grado di fare. Il mezzo punto è per aver coperto bene in un paio di occasioni
Fabregas: 5
In queste partite i fuoriclasse dovrebbero fare la differenza, oggi non l’ha fatta
Walcott: 4,5
Vedi Fabregas mezzo punto in meno per non aver cercato la porta quando poteva
Adebajor: 3
Cammina, e ripeto.. CAMMINA per tutta la partita. Di testa non ne becca una, gioca a 30 metri dalla porta e non salta un uomo nemmeno se questo sviene. Poche idee ma confuse insomma. Berlusconi lo vuole? L’ho già detto e lo ripeto, come avvocato seguo la mediazione gratis, e non solo, ci metto io le spese per il viaggio e trasloco…
Bendtner: 4,5
L’altro giorno ho detto che con Stefanov è il più scarso di sempre in maglia gunners, lo confermo, ma almeno si impegna (in un ruolo non suo pure lui)
Wenger: 5
La difesa è tutta la stagione che traballa, indipendentemente da chi ci sia in campo, continua a spostare i giocatori da un ruolo all’altro, e non capiamo il perchè… oggi approccio completamente sbagliato
Pienamente d’accordo con la tua analisi Simo…e anche le tue pagelle mi trovano sulla tua stessa linea…forse non darei un’insufficienza così pesante ad Adebayor, tenuto conto che li davanti è stato da solo (e spalle alla porta) per tutto il match…e comunque si, la penso come te, se il Milan lo vuole impegniamoci fin da ora ad impacchettarglielo e a portarglielo a piedi, trasporto gratis.
Per quanto riguarda la qualificazione ovvio dire che sarà molto difficile, specie con al timidezza e la totale mancanza di personalità mostrata ieri…peccato perchè il ManUtd, pur molto forte, non mi da l’impressione di essere una squadra così imbattibile…Spero rientri Van Persie, il suo talento è veramente importante per noi…Insomma, se al ritorno cambiamo marcia magari possiamo sperare di farcela…certo, se pensiamo di giocare come ieri restiamo a casa che è meglio. Ora più che mai…c’mon Gunners !!!
P.S.: ma Fabregas dov’era ?
Ragazzi non credo ci siano da colpevolizzare i singoli nella prestazione di ieri.Lo united ha dimostrato perchè è campione d’europa e campione del mondo e ci ha schiacciato.La nota positiva è che grazie ad uno strepitoso Almunia siamo ancora in corso.L’unico che mi sento di criticare è senza dubbio Adebayor.Non ha tenuto un pallone..era veramente irritante.Al ritorno possiamo farcela..sperando di aver un Robin o un Clichy in più..
si, è vero, lo united è forte e questo non si discute, ma se metti certi uomini in certe posizioni, o se altri passeggiano per il campo non fai altro che stendergli il tappeto rosso…
van der sar dopo la parata sulla ciabattata di fabregas poteva tirar su una briscola con quelli delle prime file… in 90 minuti se tiri una sola volta in porta è demerito tuo più che merito degli avversari…