L’atmosfera dell’F.A. Cup ha davvero del magico. Non c’è che dire. Forse è anche per questo che fa male uscirne così. Ma non c’è tempo per pensare, o per star lì a rimuginare. Possiamo fare una breve analisi della partita, trarne delle conclusioni, e commentare quanto abbiamo visto. Sportivamente, il Chelsea ha meritato l’accesso alla finale contro l’Everton (sorpresa sorpresa), mentre l’Arsenal dal canto suo non è stato quello stesso brillantissimo e irresistibile gruppo delle ultime partite. Concordo con Wengèr quando dice che, a questi livelli, non si possano concedere due goal così. Soprattutto il secondo, che oserei definire un goal da calcetto amatoriale.
Non sono, invece, d’accordo con l’alsaziano in merito alla scelta dell’undici iniziale. E probabilmente qui c’è la chiave di tutto. Passino pure le costrizioni che hanno determinato una difesa priva dell’80% dei titolari. Il resto (almeno per il sottoscritto) non si spiega. Abbiamo visto un ottimo Diaby nel suo ruolo naturale di interno di centrocampo. Sabato, ovvero al suo rientro, lo rivediamo ancora una volta in posizione di esterno a sinistra, nella linea mediana a 4. Per me sarebbe stato giusto in caso di mancanza di alternative. Ma a questo punto, con Arshavin e Nasri in panchina, la scelta non mi è sembrata poi così oculata.
Il russo ci ha messo del suo ad innalzare il valore delle ultime prestazioni e della squadra stessa. Oltretutto, non è papabile per la Champions e quindi non ci sono necessità di centellinarne l’impiego. Eppure non era nell’undici iniziale. Fabianski; Ebouè, Tourè, Silvestre e Gibbs; Walcott, Denilson, Fabregàs e Diaby; Van Persie, Adebayor. Sia chiaro, sarà pure che io di calcio ci capisco ben poco. Ma per me la formazione è sbagliata. Senza alcun dubbio. Quella del Chelsea invece non lo è per niente.
Hiddink merita davvero tutta la stima possibile, non solo per il simpatico scambio di complimenti reciproci tra lui ed Arsène Wenger. Credo (e non sono il solo) che stiamo parlando di due dei migliori manager del mondo. Sicuramente presenti in una ipotetica Top Five. L’olandese ci mette tutta la sua sapienza e, nonostante il riconoscimento del buon momento di forma dei Gunners, non rinuncia al suo modulo a tre punte: Cech tra i pali con difesa a 4 composta da Ivanovic, Terry, Alex e Cashley Cole; Essien perno del centrocampo con Ballack e Lampard a sostegno; tridente offensivo formato da Anelka, Malouda e Drogba punta di diamante.
Complimenti ad Atkinson per la sua direzione di gara degna dell’occasione (voto 7). La partenza è subito al cardiopalma. Meno di 4 minuti e Fabiaski per poco non si rende protagonista di un episodio copiato in carta-carbone da quello già visto al JJB stadium. Il polacco sbaglia il tempo dell’uscita, e Drogba, annullando la pressione difensiva dei Gunners, ci mette la testa per freddare subito gli uomini di Wengèr. La sfera rotola verso la porta, ormai incustodita, ed è solo l’intervento in corsa di Gibbs che nega il goal-beffa ai Blues. Sicuramente un segnale non confortante. Ma quando mancano 4 uomini titolari della propria retroguardia, ci può anche stare.
Il campanello d’allarme serve a dare la scossa ai nostri, che, episodio a parte, cominciano benissimo. Il Chelsea deve organizzarsi in mezzo al campo, dove non riesce a trovare ordine e fluidità di gioco. Tutto questo, ovviamente, a favore dell’Arsenal e del proprio gioco fatto di rapidi fraseggi stretti e scambi sulle fasce laterali. In realtà una sola fascia, la destra, presidiata da Walcott. Ballack e Cole fanno non poca fatica a contenere l’esplosività del giovane tornante inglese. Theo è sempre reattivo a trovare il fondo, ma quasi mai si dimostra altrettanto efficace nel concludere l’azione andando al tiro o cercando il traversone (spesso fuori misura).
Diaby non ha certo la falcata e la rapidità per svolgere lo stesso compito; tuttavia il francese di districa alquanto bene nel disimpegno e nella fase di contenimento. Fabregàs, che col passare dei minuti alza il suo baricentro, non disdegna la soluzione del lancio lungo. Ma il buon Massimo Marianella ha ragione quando dice che “giocare con un Terry a difesa fa tutta la differenza del mondo”. In effetti è così: J.T. le prende davvero tutte, e nel gioco aereo è addirittura favorito nei confronti di Adebayor. Nonostante questo, le prime fasi di gioco sono legittimate dal dominio territoriale dell’Arsenal. E al 18′, tale dominio si trasforma in vantaggio.
Adebayor si dimostra bravo anche in fase di impostazione, quando serve Gibbs sull’asse sinistro dell’area di rigore. Il giovane terzino prende il tempo alla difesa dei Blues, e crossa subito al centro, dove Walcott, assolutamente smarcato, ha tutto il tempo di calciare in porta, girando col piatto sinistro e trovando la netta deviazione (di pugno) di Cole. La deviazione è determinante nel battere Cech, e i Gunners passano meritatamente in vantaggio. La rete, che in realtà avrebbe dovuto galvanizzare i giovani di Wengèr, sortisce l’effetto contrario.
Il Chelsea prende le misure all’Arsenal, bloccando soprattutto Walcott che, di fatto, costituisce la sola fonte di gioco dei nostri. La partita diventa alquanto nervosa in certi momenti, ma una cosa è certa: la squadra di Hiddink è più forte dal punto di vista fisico, soprattutto a centrocampo. Ovvero nel settore dove in genere le partite si vincono. Essien è ovunque; Ballack risulta decisivo anche senza palla, con la sua pressione; e per quanto riguarda Lampard, beh, ogni parola sarebbe superflua. Fabregàs, che non è ancora al top fisicamente, si perde alla distanza, e così il Chelsea finisce per controllare la gara.
Trovando il giusto pareggio al 34′: il lancio dalle retrovie innesca la ripartenza di Malouda, che si invola sulla corsia sinistra per poi accentrarsi e duellare con Ebouè; l’ivoriano (che nel ruolo di terzino non è affatto male) non ha sicuramente le doti difensive più eccelse, e deve pagare dazio sulle abilità in dribbling della sua controparte francese. L’ex ala del Lione finta il tiro per poi trovare lo spiraglio proprio tra le gambe di Ebouè, e finisce per beffare Fabianski sul primo palo. Quattro minuti dopo, potevano anche raddoppiare, quando Anelka scippa la sfera dai piedi di Diaby (spesso troppo lezioso nel liberare l’area) e per sua sfortuna centra il palo lungo della porta di Fabianski. L’Arsenal si innervosisce ancor di più e perde lucidità di manovra. Wengèr, nonostante tutto, si ostina a non cambiare gli uomini in campo.
Alla ripresa, le squadre restano invariate come l’andamento della gara. Con l’unica differenza che l’Arsenal sfiora il nuovo vantaggio in un paio di occasioni, entrambe con Van Persie, entrambe poco dopo l’ora di gioco: dapprima, arrivando in ritardo in spaccata su on cross troppo energico del solito e sgusciante Walcott, poi mancando di pochi centimetri lo specchio della porta con un bolide dallo spigolo dell’area di rigore. Troppo poco. Il Chelsea limita le iniziative avversarie e riparte con altrettanta pericolosità: davvero incredibile l’occasione sciupata da Lampard, che da solo e con tutta la porta vuota, non riesce a coordinarsi in girata col destro, dopo una stupenda azione dei suoi.
A 15 minuti dal termine, stranamente Wengèr inserisce Arshavin al posto di Van Persie, e a ridosso dell’80 manda dentro anche Bendtner per Adebayor. Il tempismo stavolta non è stato sicuramente perfetto. E non soltanto quello del nostro manager. Il tempismo di Silvestre e di Fabiaski si dimostra altrettanto scarso, quando la palla lunga a scavalcare di Lampard becca il solitario Drogba, che si fa beffa del difensore e conclude il tutto saltando elegantemente il portiere, mettendo nel sacco a porta vuota e a 6 minuti dalla fine. Due minuti dopo entra anche Nasri per Denilson. Cosa mai avrebbe potuto fare in soli 4 minuti?
Resterà un interrogativo per sempre senza risposta. Il forcing finale, con tanto di riequilibrio del possesso palla, è una magra, magrissima consolazione. Perdere in questo modo non è affatto gradevole. Ma, come detto, è stato fantastico esser riusciti ad arrivare fin qui, con questo organico e con tutte le situazione vissute nell’arco della stagione.
Non c’è tempo per pensare all’F.A. Cup. Restano due obbiettivi da provare a centrare. La qualificazione ai preliminari di Champions League dell’anno prossimo è quasi raggiunto. Per la finale di Roma invece avremo la risposta tra la fine di Aprile e l’inizio di Maggio. Ora è tempo di concentrarsi sul primo obbiettivo. Domani si va ad Anfield. Incrociamo le dita. C’mon Gunners!




Sono sbalordito (in negativo) dalla formazione che Arsène ha mandato in campo…lo considero uno dei migliori allenatori al mondo, non lo cambierei, per ragioni tecniche e, perchè no, affettive, con nessun altro, ma sabato ha sbagliato. Il secondo goal…no comment. Comunque il Chelsea ha qualcosa in più, e ritengo che sabato lo abbia dimostrato. Certo, poteva pure scapparci un risultato a noi favorevole, tenuto conto della diffeenza non certo rilevante tra le due squadre, ma tant’è…La FA Cup è andata, ma ora sotto con il quarto posto e con le semifinale da Champions…C’mon Gunners !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ragazzi che partita… loro erano messi meglio in campo e hanno avuto momenti di dominio assoluto, ma alla fine il pareggio è un risultato giusto.
per quanto riguarda l’arsenal potrei riportare il post di sabato, denilson in quella posizione è inutile, se non irritante
silvestre… va beh non lo considero nemmeno un giocatore da C2 figuriamo ci da arsenal
bendtner… idem, farebbe la riserva nel CSI a 7, scherzi a parte credo che le attenuanti siano finite, è palese che è uno dei giocatori più scarsi che si siano mai visti con questa maglia. ricordo solo stefanov più indegno di lui (anche se in altro ruolo)
il polacco ha fatto una partita mediamente sufficiente ma non è certo un fuoriclasse, ma chiunque è meglio di almunia
song invece migliora partita dopo partita, se si sveglia definitivamente anche diaby per la prossima stagione abbiamo una gran coppia di mediani
vedendo questo arshavin non posso fare a meno di chiedermi: perchè sabato non era in campo!?
Il pareggio è un risultato giusto, anche se ho dell’amaro in bocca pensando che il russo ha sfoderato una prestazione strabiliante e potevamo uscire dall’Anfield con 3 punti senza qualche pasticcio difensivo di troppo…
C’mon Gunners !!!
grandissima partita….noi continuiamo la striscia di imbattibilità in campionato(e credo che faccia morale comunque non aver perso, e forse con un pò di concentrazione in più si poteva davvero vincere)…ma secondo me non c’è squadra migliore del liverpool quando si tratta di reagire (hanno una forza di volontà tremenda)…inoltre gli estimatori del campionato serie A guardino e confrontino la partita di anfield con juve-inter di sabato scorso….questo è lo sport calcio…ultima cosa: ma è mia impressione (forse dovuta alla telecamera) o il campo di anfield è un pò più largo (parlo del terreno effettivo di gioco)…scusatemi l’”ignoranza” ma è una domanda spontanea…
“ma è mia impressione (forse dovuta alla telecamera) o il campo di anfield è un pò più largo (parlo del terreno effettivo di gioco)…scusatemi l’”ignoranza” ma è una domanda spontanea…”
Uhm penso che sia abbastanza simile al campo dell’Emirates, anzi a volte ho la sensazione che sia più piccolo, sicuramente se lo metti a paragone con il vecchio Highbury è sicuramente più grande, l’Arsenal infatti ha sofferto un po’ il cambio di stadio proprio per la diversa dimensione del campo da gioco.
cmq ieri sera è vero si poteva vincere però venivamo dalla batosta contro il Chelsea, la difesa non era al 100% e siamo cmq riusciti a regire dopo il 2-1 del Liverpool che sembrava davvero una furia scatenata (non nascondo che avevo pensato ad una sconfitta 4-1). Stupendi i gol di Arshavin, penso che siano stati 15 milioni ben spesi.
La mia ragazza non mi fa mai queste domande:(( un vero peccato!!
Comunque,Anfield ha pari pari le stesse misure del vecchio Highbury,i ritmi così si fanno più intensi ed il gioco più veloce!
Il fatto che pare più largo è proprio per le telecamere che ad Anfield sono posizionate in Main Stand in una specie di gabbietta ricavata sulla copertura interna della Stand,questo rende l’immagine televisiva più schiacciata e ancor più a ridosso del terreno,donando questo strano effetto che in prima persona dal seggiolino non si avverte,posso garantire!
“Comunque,Anfield ha pari pari le stesse misure del vecchio Highbury”
Davvero??? a me sembrava (anke di poco)che Highbury fosse più strettino…evidentemente è tutto un effetto ottico come dici tu. ^^
100×67 metres!
grazie per le spiegazioni…anche io credo che sia solo una questione di telecamere…..ma sabato anche se la partita fosse stata trasmessa con la videocamera del telfonino, le emozioni non sarebbero state certo di meno….:)…..W ARSENAL!!!!!