Molto probabilmente le mie aspettative di vita si saranno notevolmente ridimensionate ieri sera. Ma oggi, col senno di poi, posso dire che ne è davvero valsa la pena. E’ vero che l’Arsenal degli ultimi anni ci ha abituato a prestazioni altalenanti, con brucianti eliminazioni o illusioni di vittoria.
D’altra parte, il cardiopalma dei calci di rigore non lo si sentiva da diverso tempo ormai. Va detto che, almeno personalmente, la felicità nell’essere tra le 8 squadre più forti d’Europa, viene un pò smorzata da queste lamentele un pò antisportive della stampa italiana. Sinceramente danno fastidio. E non poco. In fondo sono stati loro a parlare di Italian Job, credendo (poverini) che le tre squadre italiane in lizza avrebbero potuto ridimensionare la supremazia inglese in Europa, straconfermata negli ultimi anni. Immaginando questo confronto Italia-Inghilterra come uno scontro pugilistico parallelo, loro (gli italiani) partivano certamente da sfidanti. Non c’è la minima ombra di dubbio.
Chiaramente ci sono le sfumature. I mezzi tecnici, e soprattutto economici, del Chelsea, rendono la squadra di Guus Hiddink nettamente superiore alla Juventus. Almeno per quanto riguarda i valori tecnici sulla carta. L’Inter di Mourinho è una squadra invece ricca di campioni, e con un organico da paura. Il confronto con lo United del sempiterno Sir Alex non è assolutamente perduto in partenza (anzi), ma senza almeno un goal segnato in casa, anche per uno come lo Special One è difficile pensare di fare risultato all’Old Trafford. In merito alla Roma, beh, si può ben considerare un alter-ego dell’Arsenal, non solo per quanto riguarda i valori tecnici del parco giocatori. Combaciano, in larga parte, anche le mentalità dei rispettivi allenatori, la tipologia di calcio che esprimono e la consapevolezza di dover allestire squadre di alto livello con mezzi finanziari non all’altezza di squadre ben più blasonate. Insomma, il confronto sarebbe stato molto variegato e anche complesso, se vogliamo, da eviscerare. Ma loro questo non lo avevano manco messo in conto. Italian Job. Si va lì e si eliminano tutte e tre.” Non può essere così imbattibile il calcio inglese” – le parole di un convinto Maurizio Compagnoni, cronista di Sky per l’occasione all’Olimpico di Roma. Va bene così. Passiamo ora alla partita. Autentica bolgia nello stadio della capitale.
Il tutto esaurito di Roma si fa sentire (e non poco) come il dodicesimo uomo in campo. Spalletti deve far fronte a diverse assenze importanti. La tegola Mexes dell’ultim’ora (attacco influenzale) non ci voleva proprio, soprattutto in vista delle indisponibilità di De Rossi (squalificato), Cicinho (legamenti) e Cassetti. Tutto questo da sommare agli acciacchi di Totti, Pizarro e Aquilani, presenti ma non proprio al top. La stampa italiana non ha perso tempo a fare l’elenco delle indisponibilità di Spalletti, ma guarda caso ha misteriosamente taciuto sulla situazione della squadra ospite. Un giornalista di Sky paragonava l’infermeria di Spalletti ad un intero reparto dell’Ospedale Sacro Cuore. Imbarazzante l’ignoranza sportiva di questo tizio, che non andava minimamente a citare le assenze patite da Arsène Wengèr. Perchè, nonostante non sia stato detto da nessuno, l’Arsenal ha dovuto fare a meno di Fabregàs, Rosicky e Adebayor.
Senza contare i rientri recentissimi di Walcott (dopo 4 mesi), Eduardo (due partite disputate dopo un anno di stop), Tourè e Gallas. Con tutto il rispetto per le assenze della Roma e per gli italiani poco informati sul calcio estero, non è roba da poco. Ad ogni modo, la Roma si dispone in campo con un bel modulo offensivo 4-2-3-1. Doni in porta, vede schierata davanti a sè la linea a 4 composta da Motta, Juan, Diamoutene e Riise; in mezzo al campo la grinta di Brighi e Pizarro, a sostegno di Tonetto, Vucinic e Taddei in funzione di trequartisti d’appoggio per l’unica punta Totti. Per l’Arsenal c’è Almunia tra i pali, con la difesa a 4 composta da Sagna, Gallas, Tourè e Clichy; Denilson e Diaby compongono il tandem in mediana, per coprire le avanzate di Ebouè a destra, Nasri al centro e Bendtner a sinistra in funzione di centrocampisti offensivi. Robin Van Persie è la punta di diamante dello scacchiere wengeriano. Direzione di gara affidata al fischietto di Mejuto Gonzalez (voto 6,5). La partenza è dei padroni di casa, sospinti dal numerosissimo popolo giallorosso presente sugli spalti. Un pubblico forte, presente, rumoroso e intimidatorio.
La Roma ne trae virtù ed energia, legittimando con il proprio gioco il dominio dei primi 20′ di gioco. Abili a contrastare la manovra dei Gunners e a ripartire con i tre trequartisti, i giallorossi si fanno vedere pericolosamente con un tiro bloccato di Riise, già al quinto minuto. E’ al 9′ però che la loro presenza e la loro forza lascia il segno. Bell’azione imbastita da Totti, che termina nell’imbarazzo della retroguardia inglese: il cross basso dalla trequarti sinistra del capitano romanista finisce sotto le gambe di Taddei e viene lisciato contemporaneamente da Tourè e Gallas, per poi terminare sui piedi di Juan, ben piazzato sul secondo palo. Il centrale brasiliano si dimostra freddo e cinico nel controllare e nell’infilare Almunia in uscita bassa. Uno a zero, e l’Olimpico si infiamma. Il goal dei padroni di casa equilibra quello di Van Persie dell’andata, ma si dimostra un fattore molto importante nel corso della gara.
Prendere un goal in meno di 10 minuti è per gli ospiti una mazzata psicologica non indifferente. Soprattutto dopo una striscia di 17 risultati utili consecutivi. Ad ogni modo, la reazione, benchè minima, c’è. Il colpo di testa di Gallas è però troppo facile per Doni. Se da un lato l’Arsenal deve cercare il pareggio per passare il turno, la Roma può senz’altro aspettare che l’avversario si scopra per poi giocare di rimessa. E’ questo il Leitmotiv del gioco di Spalletti visto ieri sera. Nulla di più. I Gunners provano a spingersi in avanti, ma finisco spesso per farsi bloccare, cadendo quindi nella proficua tattica dei padroni di casa. Al 22′ è Motta a sfruttare l’ennesima possibilità di contropiede, involandosi sul canale di destra per poi esplodere un gran tiro che costringe Almunia all’intervento non facile. La sfera non viene bloccata dal portiere spagnolo, e così la palla può essere rimessa al centro dallo stesso cursore romanista, per poi finire nella scia di Taddei, al limite dell’area.
Il brasiliano non ci pensa su due volte a calciare di mezzo esterno destro. Ma è ancora Almunia ad avere la meglio, mettendo in corner con la punta delle dita. Davvero pregevole il doppio salvataggio del nostro numero 1. La tattica di Spalletti si dimostra alquanto prevedibile, e verso la mezz’ora di gioco l’Arsenal inizia a prendere parte attivamente alla gara, con la velocità degli esterni, gli spunti centrali di Diaby e con diversi corner conquistati a proprio favore. Al 31′, Clichy si sgancia ottimamente sulla corsia sinistra, trovando il traversone dal fondo. Come una veloce pallavolistica, l’inserimento di Diaby si conclude con un bel colpo di testa in corsa, la cui mira è però troppo centrale. Brivido per la difesa di casa. Successivamente, su un preciso taglio di Van Persie, Ebouè spreca malamente da buona posizione, calciando in curva. Sul finire del primo tempo, un episodio sospetto. Gallas perde palla ingenuamente sulla sua trequarti, e Totti innesca con un gran pallone la percussione di Motta sulla fascia destra. Il nazionale under-21 sfida Clichy in velocità e penetra in area di rigore, per poi cadere al suolo. In presa diretta, sembra proprio che ci siano gli estremi per il calcio di rigore.
Mejuto Gonzalez è categorico nell’invitare Motta a rialzarsi. Dalle immagini del replay, si vede benissimo che Motta si lascia cadere pietosamente, senza che Clichy commettesse fallo. Grande chiamata dell’arbitro spagnolo, che avrebbe anche potuto ammonire l’ex terzino udinese per simulazione. Nella ripresa, Juan non ce la fa a continuare e lascia il posto a Julio Baptista, con Riise che scala al centro della difesa e con Tonetto che invece occupa il ruolo di esterno basso a sinistra. Parte ancora una volta meglio la Roma, che si fa sentire subito con un forte calcio di punizione rasoterra battuto da Riise. Senza problemi per Almunia. La risposta dell’Arsenal si traduce con una botta di Tourè deviata in corner. Sugli sviluppi dello stesso, è bravissimo Sagna a rubare il tempo a Diamoutene e a staccare con forza verso la porta di Doni. Ancora una volta però la traiettoria è centrale, e l’estremo difensore brasiliano se la cava facilmente. Diaby arriva sempre a pochi centimetri dal passaggio finale per Van Persie o Bendtner. Per i due attaccanti non è facile ricevere dei palloni giocabili. Merito anche della Roma e del lavoro oscuro di Brighi e Pizarro.
Di contro, Francesco Totti è abilissimo a trovare il suo spazio sulla trequarti e a smarcarsi per andare al tiro. Ci riesce due volte verso l’ora di gioco, prima senza trovare lo specchio della porta, dopo trovando l’opposizione centrale di Almunia, che blocca di petto il gran destro del capitano giallorosso. I toni dell’equilibrio erano adesso molto più evidenti. Al minuto 64, il cornere di Nasri viene liberato dalla difesa e finisce sui piedi di Diaby. Molto bravo il francese ad evitare la pressione difensiva degli avversari in bello stile, e a calciare di sinistro dal limite dell’area. Palla che finisce poco distante dal palo, con Doni battuto. A questo punto, Wengèr deve provare il tutto per tutto, sostituendo al 75′ Ebouè per Walcott. La giovane ala inglese mette subito in subbuglio la fascia presieduta da Tonetto con una delle sue accelerazioni. Ma, a 10 minuti dal termine, è la Roma ad avere in mano il colpo partita.
Taddei innesca la partenza di Totti in posizione defilata a destra. Privo di marcatura, il capitano romanista taglia al centro per il liberissimo Baptista. In maniera del tutto inspiegabile, il brasiliano si lancia in scivolata mancando incredibilmente il pallone, permettendo il recupero di Almunia. Per uno che segna goal con alto coefficiente di difficoltà, sbagliare una palla del genere è assurdo. Alla luce dei supplementari, ormai inevitabili, Wengèr manda dentro Eduardo da Silva per Bendtner a 5 minuti dalla fine. Dal canto suo, Spalletti si cautela inserendo a tempo scaduto Aquilani per Taddei. Si va agli extra-time. Nonostante la pressione della Roma, l’occasione migliore arriva proprio per i Gunners.
Denilson fa un ottimo lavoro sulla trequarti sinitra, e conclude crossando in mezzo per l’accorrente Van Persie. Il traversone finisce precisamente sul sinistro di Van Persie, la cui girata è però priva di mira e finisce altissima sopra la traversa. Vucinic è una minaccia costante per Sagna. Walcott prova ad essere altrettanto pericoloso, ma il portentoso intervento in chiusura di Tonetto prima, e la parata di Doni poi, impediscono all’esterno nazionale inglese di andare a segno. L’ultimo atto dei supplementari vede un imperioso intervento di Tourè sradicare la sfera dai piedi di Julio Baptista, ancora una volta vicino al goal qualificazione. Per il resto, nulla più. Sono necessari gli undici metri per decidere chi, tra le due squadre, dovrà andare ai quarti di finale. Eduardo si presenta per primo sul dischetto, sbagliando clamorosamente il suo penalty. Ancora una volta l’Arsenal parte sfavorito e in svantaggio. Pizarro non fallisce, e la Roma passa davanti. Van Persie conferma il suo status di specialista spiazzando Doni, mentre Vucinic (tra i migliori in campo per i suoi) calcia malamente permettendo ad Almunia di equalizzare il risultato.
Si continua con le reti di Walcott, Baptista, Nasri, Montella, Denilson e Totti. Ma la sfida è ancora in parità perfetta. Si va ad oltranza. Segnano Tourè, Aquilani, Sagna, Riise e Diaby. Non altrettanto fa Tonetto, che spedisce il pallone in orbita. La Roma è fuori, mentre l’Arsenal prosegue il suo cammino verso i quarti di finale della Uefa Champions League. Chi dice che la squadra di Spalletti avrebbe meritato di più non deve aver visto anche l’andata. Dove l’Arsenal legittimato il passaggio e avrebbe anche potuto segnare altri due goal. La Roma ha giocato bene, ha fatto il possibile contro una squadra altrettanto abile a non farsi schiacciare. Complimenti ai ragazzi di Wengèr per aver mantenuto i nervi saldi, in uno stadio ostile, sotto la curva dei tifosi romanisti e per aver resistito senza giocatori chiave come Fabregàs, campione d’Europa con la Spagna agli ultimi Europei di calcio per Nazioni. Complimenti anche a Spalletti e alla bellezza stilistica del suo gioco. I rigori sono una lotteria, ma alla fine passa la squadra più forte. Italian Job? Beh, per come sono andate le cose, io parlerei di “Colpo Grosso alle Italiane”. E il plurale è assolutamente voluto.
La stampa italiana potrà anche far fatica ad accettarlo, ma quello alla fine conta poco. E’ risaputo che non sanno accettare le sconfitte, per cui le loro parole di gelosia o di invidia lasciano qui il tempo che trovano. La verità è che ancora una volta ci sono 4 squadre inglesi su 4 che approdano ai quarti. Per il resto, mi piace ricordare la vittoria netta, squillante e inequivocabile dell’Arsenal, proprio qui a Roma, qualche anno fa, con tripletta di Henry. Un tifoso romanista o un giornalista italiano non può per il momento avere una soddisfazione simile nei nostri riguardi. I
l povero Compagnoni ha iniziato la telecronaca affermando “il calcio inglese non può essere così imbattibile”. Infatti non lo è. E’ semplicemente superiore a quello italiano. Sic et simpliciter.




Concordo in pieno
“il calcio inglese non può essere così imbattibile”(INFATTI:) HAHAHA)
COME GODO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
UN HAT-TRIX PER LE INGLESI CONTRO LE ITALIANE
complimenti a tutta la squadra anche se abbiamo giocato malissimo(anzi non abbiamo giocato)comunque complimenti!!!!
complimenti anche a Thierry Henry grande!!!!!
anche se la stampa attacca “arsenal dominato” forse non hanno letto le statistiche che ci davano il 60% di possesso palla
sinceramente (ed è una mia opinione)..abbiamo giocato male e quando si deve dire si deve dire…non che la roma ha fatto di più eh…tranne il gol e forse una altra occasione, almunia ha guardato la partita come doni…sul gol tourè e gallas no comment….sui rigori perfetti(nonostante i fischi…ovviamente)…in conclusione sbagliano tutti quelli che dicono che la roma avrebbe meritato di passare..perchè il loro 1 a 0 non equivale al nostro 1 a 0 (e per evitare tutto il pathos avremmo dovuto chiudere la qualificazione già all’emirates….ma sono cose già dette…)…quindi io dico che l’arsenal passa meritatamente….e spero tanto di incontrare il barca nei quarti (inutile sperare nel porto o villareal..non è questa la mentalità di chi vuol ritornare a roma…e spero però di incontrare una inglese più avanti possibile…ma se capita..niente paura!) forza gunners!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ragazzi le valutazioni si fanno sui 180 minuti (in questo caso 210 più rigori) e nell’arco delle due partite posso dire che come predominio del campo in entrambe abbiamo prevalso noi (sottolineo la prova di un immenso diaby), sul piano delle occasioni quelle avute dai giallorossi all’olimpico non possono assolutamente compensare il mare di palle gol divorate dai nostri all’Emirates…
Abbiamo vinto con merito, passiamo alle 8 grandi d’Europa e speriamo in un buon sorteggio (spero il Bayern o il Porto, non voglio il Villareal, ho patito troppo 3 anni fa al Madrigal e non vorrei ripeter l’esperienza…).
Potevo sicuramente aspettarmelo in quanto televisione italiana, però ieri sera compagnoni (telecronaca sky) ha fatto il gufo in ogni occasione, ogni…magari faceva una bella sgroppata clichy e sottolineava il cross magari poco preciso, totti tentava una giocata sbagliandola clamorosamente e sembrava fosse sceso il dio in terra…poi ai rigori, sempre a gufare (sagna avrà corso tanto, sarà stanco…denilson sarà giovane, sentirà la pressione) e a ogni penalty segnato dalla roma sembrava avesse vinto la finale esclamando a gran voce il nome del giocatore giallorosso…non pretendevo imparzialità, sono il primo a riconoscerlo, però nemmeno un così sfegatato e spudorato tifo…anche perchè un buon telecronista deve sempre avere di base un certo senso di imparzialità…spero che alla prossima mi ci mettano il mio marianella, lo hanno esiliato a fare united e blues…
Ancora una volta la dimostrazione che, quando dico a tutti i miei amici di guardare la premier invece della serie a, non sparo palle…ragazzi ma volete mettere i talenti, il gioco, le emozioni, il fascino del campionato di sua maestà contro il campionato degli arbitri pagati, dei terreni di gioco pietosi, degli stadi penosi e dal pathos pari all’emozione di veder muoversi un amoeba?…ma dai….
COME ON GUNNERS!!!!!!
concordo in pieno con le tue parole.Molti complimenti per la squadra che anche se non ha giocato al massimo si e qualificata
http://arsenalfc.jimdo.com
visitatelo e un sito su gunners
Vabbè..io ci credo..
come faccio a procurarmi i biglietti per la finale all’olimpico?
i romanisti stanno ancora con la testa in alto ad aspettare che il pallone di tonetto scenda ahahahahaahah
voleva ringraziare i tifosi per il loro calore durante la partita cosi gli a regalato la palla
Invito tutti a parlare con prudenza.Sono il primo ad essere felice, anzi strafelice per la vittoria,ma non abbiamo ancora ottenuto niente.Se domani col Blackburn incappiamo ancora sull’ennesimo 0-0 siamo di nuovo da capo.Quindi guardiamo una partita alla volta enon sbilanciamoci troppo perchè con una prestazione come quella dell’olimpico squadre come Man Utd Chelsea Liverpool o Barca ci avrebbero asfaltato..quindi c’è ancora da lavorare se si vogliono raggiungere certi obbiettivi e soprattutto se ci si vuole ritornare fra 2 mesi in quello stadio..
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