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5 marzo 2009
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WBA – Arsenal 1-3

Mi unisco alle scuse del carissimo Massimo, in merito alla poca produzione riscontrata in questi giorni. Impegni lavorativi mi hanno, purtroppo, sottratto al mio amato compito di editorialista. Ebbene eccomi qua. Anzi, forse meglio dire RIECCOCI qui. Eh si, perchè, incredibilmente, le cose sono nuovamente cambiate in Premier League. Altrochè. Io, probabilmente più degli altri, ho criticato, lanciato accuse, avvertito la frustrazione, ipotizzato scenari assolutamente apocalittici. Il timore di non riuscire a raggiungere l’obbiettivo c’è sempre. Ma ora la prospettiva è leggermente diversa. Si parlava infatti, riferendosi alla zona Champions, di un possibile dislivello di 8 punti. Che poi sono diventati 6. E che oggi potrebbero addirittura diventare 3. Ammesso e non concesso che il Villa possa capitolare al City of Manchester questa sera stessa. Le ipotesi che questo accada non sono così remote. Mai dare nulla per scontato.

A questo si aggiunga pure che nel calendario prossimo di Martin O’Neill si profilano incontri con avversari quali Tottenham, Everton, Manchester United e Liverpool. Non proprio un percorso agevole. Insomma, supposizioni bislacche a parte, il quarto posto si riavvicina un pò. E questo a seguito di una vittoria giunta dopo una serie umiliante di quattro pareggi consecutivi a reti bianche. Altro cambiamento di tendenza. Ci voleva questa trasferta al The Hawthorns per ritrovare la confidenza con il goal e soprattutto con la vittoria. Attenzione però. Vincere così facilmente contro questo West Bromwich Albion non è certamente sintomo di una trasformazione tecnica e qualitativa della nostra squadra.

Lungi da me il solo pensarlo. Sarebbe un pensiero ingenuo quanto semplicistico. La squadra di Tony Mowbray ci ha messo del suo. Molto del suo. Formazione più o meno annunciata, con le uniche assenze di Simpson (clausola contrattuale) e di Bednar a fronte del rientro del capitano Jonathan Greening. Carson tra i pali è protetto dalla linea difensiva composta da Zuiverloon, Donk, Meitè e Paul Robinson; Greening e Morrison presiedono la zona centrale del centrocampo, con Koren e Brunt a fare da esterni offensivi; in attacco agiscono Moore e Fortunè. Wengèr, come risaputo, deve aggiungere Gallas al conto degli indisponibili. Nonostante l’emergenza vittoria, l’alsaziano si riserva il diritto di risparmiare Van Persie, tenuto in panchina per poi subentrare dai box in caso di necessità. Per il resto ci si affida ad Almunia in porta, con Sagna, Djourou, Tourè e Clichy in difesa; Song e Denilson compongono la cerniera di centrocampo con Ebouè, Arshavin e Nasri ad agire da trequartisti di supporto per Bendtner unica punta. Schieramento alquanto convincente. Non come l’arbitraggio complessivo di Steve Tanner (voto 5,5).

Buono invece l’inizio dei Gunners. Del resto l’urgenza non era affatto da sottovalutare. Infilare il quinto 0 a 0 consecutivo sarebbe stato un record nazionale. Magari qualcuno lo aveva pure auspicato. Sono stati sufficienti quattro minuti per demolire auspici, statistiche e previsioni varie. Tutto nasce da un corner di Nasri, liberato dalla difesa dei Baggins. Denilson raccoglie la sfera vagante e la serve a Bendtner, in posizione defilata a destra. Il danese si accentra, favorito da una pressione difensiva pressocchè nulla, e giunto in area di rigore lascia partire un sinistro rasoterra non irresistibile, ma preciso, che non lascia scampo a Carson. Un vantaggio sicuramente inaspettato.

Ma dopo quasi 400 minuti di astinenza, era veramente ora. I Gooners possono tirare un sospiro di sollievo, ma sono i tifosi di casa ad esultare al 6′. Brunt si incarica di battere un calcio di punizione sulla trequarti. La barriera dei nostri si apre in maniera imbarazzante, permettendo alla conclusione del numero 11 bianconero di battere Almunia, interrompendone la striscia di imbattibilità. L’Arsenal torna nello spettrale baratro del pareggio, ma nei minuti successivi la sensazione che possa presto uscirne è sempre più palpabile. Sebbene sia il WBA ad avere la possibilità del sorpasso, quando Moore supera brillantemente Djourou per poi calciare a botta sicura verso Almunia, stavolta impeccabile nel non farsi sorprendere. Un episodio a sè stante, che non impedisce all’Arsenal di gestire il pieno controllo della situazione. Come spesso accade, si comincia dal possesso palla. Stavolta condito anche da sprazzi di bel gioco.

Dove invece manca l’aspetto meramente estetico, arriva la concretezza. Ebouè ha un’ottima chance per passare in vantaggio, ma svirgola clamorosamente, favorendo in maniera del tutto involontaria l’accorrente Bendtner, in versione spreca-tutto: libero, a pochi metri dalla porta, con palla in curva. Ci prova anche Arshavin, ma il suo stato di forma approssimativa non lo aiuta a trovare la mira giusta in più di un’occasione. Nonostante questo il russo possiede dei numeri interessanti, ed è grazie al suo calcio di punizione dalla sinistra che Tourè, al 37′, trova lo stacco vincente in mezzo al vuoto della difesa di casa. Con l’assenza di pressione difensiva ad opera di Meitè e Donk, per il nostro numero 5 è uno scherzo freddare il povero Carson. Il nuovo vantaggio è meno inaspettato del primo, e la sensazione di una vittoria relativamente facile pare non diminuire nell’arco di tutta la ripresa.

La conferma arriva addirittura prima di andare al riposo, al minuto 44, dove l’inettitudine difensiva dei padroni di casa arriva all’apoteosi. L’azione è di una semplicità disarmante: Tourè, in veste di libero vecchia maniera, si porta sulla sua trequarti per poi lanciare Bendtner in profondità nel corridoio centrale; la difesa del WBA si taglia come il tonno di una nota marca all’impatto con il proverbiale grissino, dando il tempo al danese di controllare la sfera e di calciare comodamente a rete di destro, calibrando potenza e direzione del tiro.

Ovviamente Carson può fare ben poco, e l’Arsenal chiude virtualmente l’incontro. Rispetto alle altre partite, l’Arsenal ha sprecato nettamente di meno. Ma una difesa tragica come quella dei Baggins non la si era ancora incontrata. Emblematica l’impietosa immagine di Mowbray, ripreso dalla regia inglese, con il viso tra le mani. Un pò a far da eco a quelle immagini dei nostri amici tifosi al Grove, dopo il quarto 0 a 0 consecutivo. Ad ogni modo, tornando alla gara, le notizie sono positive. Non tutte almeno.

Nella ripresa, Diaby subentra a Tourè, con Song che scala in difesa ad appaiare Djourou. Eccesso di self-confidence del manager alsaziano? No, ennesimo guaio muscolare per il difensore ivoriano. Fortunatamente ininfluente ai fini del risultato. Si prosegue sulla falsa riga del primo tempo. La superiorità dei Gunners diventa sempre più netta e legittima con l’incedere dei minuti. Bendtner, in modalità assist-man, serve al minuto 52′ un gran pallone per Arshavin che, dopo un ottimo spunto in area di rigore, trova una decisa opposizione di Carson, che devia a lato con la punta delle dita. Un minuto dopo è ancora il russo a mettere sotto pressione la difesa dei Baggins, incappando stavolta in una deviazione sottomisura degli uomini della retroguardia di Mowbray. Poi spazio alla grande azione personale di Diaby, abile a recuperare il pallone e a lanciarsi centralmente verso l’area di rigore, dopo aver stordito Donk con una impressionante serie di doppi passi e aver pescato un gran destro dai venti metri, tuttavia deviato in corner da Meitè.

Ancora Bendtner sfiora il goal e quindi la tripletta personale, a seguito di un’efficace azione in solitaria con cui salta letteralmente tutta la difesa casalinga, trovando però soltanto il palo con il suo destro rasoterra. La presenza del WBA si attesta solo per la gran botta di Fortunè al 28′, su cui Almunia è ancora una volta reattivo. Per il resto nulla di più. Una vittoria importante, con la quale non bisogna farsi illusioni o credere chissà cosa. E’ importante aver ripreso contatto con la carreggiata giusta (da cui troppe volte si è usciti sbandando quest’anno), con un occhio di riguardo, ovviamente, alle altre vetture in pista.

Stasera i punti di distacco dal quarto posto potrebbero diventare 3. Oppure no. Mai dare nulla per scontato.

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5 Comments


  1. qualcuno sa quando tornera theo walcott??? ce la fara per la partita di champions contro la roma???


  2. andre

    scusate… ma siccome non ho sky… qualcuno mi potrebbe dire come sta giocando arshavin in queste prime partite? grazie


  3. The Method

    Walcott potrebbe essere disponibile per il ritorno contro la Roma (almeno un tempo). Per quanto riguarda Arshavin, sta giocando abbatanza bene ma deve sicuramente ritrovare la condizione fisica ottimale. C’mon Gunners!!!


  4. edward

    superiamo questo turno con la roma così nei quarti riavremo la rosa al meglio e credo (spero sopratutto..) che in champions potremo dire la nostra….


  5. Sergente

    Ad Arshavin manca la condizione fisica.
    In un’intervista al Sun ha dischiarato che sta facendo parecchio fatica ad abituarsi ai ritmi della Premier. Credo gli ci vorrà ancora qualche giornata per poter dare il meglio; e la prossima stagione sarà sicuramente una pedina importante nel campo.



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