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FA Cup

17 febbraio 2009
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Arsenal – Cardiff 4-0: Dudù is back!

Ci sono tanti motivi per poter essere contenti, soddisfatti o comunque appagati da quanto i nostri ragazzi ci han fatto vedere ieri sera. Penso però che potremo essere tutti d’accordo sul fatto che la gioia più grande l’abbiamo provata nel rivedere quel ragazzo pieno di entusiasmo col numero 9 sulle spalle, dopo 358 giorni esatti passati a guarire, a recuperare dal punto di vista fisico e psicologico.

Ricordo ancora con immenso orrore il giorno in cui Eduardo da Silva veniva brutalmente ferito da un infame stopper (al secolo Martin Taylor) che ne ridusse la tibia in pezzi con una entrata sacrilega. Io, lo dico in tutta onestà, nemmeno pensavo che Da Silva potesse tornare a calcare un campo di calcio. Attendere un intero anno ne è valsa la pena. I ricordi terribili e la paura sono ormai alle spalle. Ieri, con un netto colpo di spugna, sono stati spazzati via.

La decisione di schierarlo titolare fin dall’inizio, bisogna ammetterlo, è quantomeno inaspettata. Wengèr, contro buona parte dei pronostici, inserisce il Croaziliano nell’undici iniziale, affiancandolo a Bendtner in avanti. Giusta la decisione di lasciare Van Persie a riposo, almeno per un’ora di gioco. Inevitabile, invece, l’assenza di Adebayor per infortunio. La F.A. Cup è un obbiettivo, la società, tramite il manager, non lo nasconde certamente.

Ma nemmeno si vuol perdere l’occasione (e l’abitudine) di ruotare la squadra e dare la possibilità di crescere ai giovani delle seconde linee. Fabianski ha la sua chance tra i pali, così come Gibbs a sinistra nel quartetto difensivo, completato dai titolari Gallas, Tourè e Sagna. Denilson e Song prendono posizione in mezzo con Nasri a destra e Vela a sinistra ad agire da esterni alti. Già detto tutto in merito alla coppia d’attacco.

Il Cardiff, che per mezzo del suo manager Dave Jones, aveva fatto sapere di voler venire all’Emirates per completare l’opera già cominciata il mese scorso al Ninian Park, ha in realtà fatto molta, molta fatica a contenere la qualità e la quantità mostrata dagli uomini di Wengèr.

Dovendo fare a meno di Enckelman, il tecnico dei Bluebirds si affida a Heaton in porta, schierando la linea difensiva a 4 con McNaughton, Rae, Purse e Johnson; in mediana Parry e Burke agiscono da esterni offensivi, con Kennedy e Ledley in cabina di regia. In avanti spazio a Bothroyd supportato da McCormack. Nonostante l’atteggiamento cauto e la volontà di replicare il good display visto all’andata, il Cardiff City si renderà presto conto di essere un semplice sparring partner della serata.

Gli ospiti, come tantissimi altri del resto, non potevano aspettarsi un Arsenal così in serata. Loro malgrado, lo hanno provato sulla propria pelle. L’Arsenal comincia fortissimo, come non si era mai visto nel corso di questa stagione. Dopo due minuti di gioco, la sovrapposizione di Sagna sulla destra termina con il traversone effettuato dallo stesso terzino francese per Bendtner, il cui colpo di testa si perde a lato.

Passa meno di un minuto ed è ancora l’Arsenal a farsi sentire con il sinistro al vetriolo di Vela, da 25 metri, su cui Heaton fatica a trattenere favorendo il recupero di Bendtner. Il giovane portiere (in prestito dal Manchester United) riesce a riscattarsi, salvando sul centravanti danese che in maniera rocambolesca non riesce a siglare il tap-in vincente. Ma le difficoltà per l’estremo difensore ospite non terminano lì. Al 7′ è Gallas a metterlo sotto pressione, con un gran colpo di testa su cross velenoso di Vela dalla sinistra. Heaton è ancora bravo a salvarsi intervenendo con il ginocchio.

Ad ogni modo si tratta di puro spettacolo. Non è sicuramente la stessa squadra vista al Ninian Park. Non è, di sicuro, nemmeno paragonabile alla squadra vista in queste ultime 10 o 11 partite. La manovra è finalmente fluida, rapida e bruciante, soprattutto sulle fasce, dove la verve di Carlos “Latino Heat” Vela ci è mancata da morire. Non è casuale che l’Arsenal trovi il goal del meritato vantaggio su uno degli spunti del messicano.

E’ il 20′. Eduardo controlla un ottimo pallone in verticale e con buona visione di gioco innesca il movimento largo a sinistra di Vela, dettando allo stesso tempo il passaggio centrale in profondità. Vela non si fa certo pregare e, trovando il fondo, riesce a imbeccare con un morbido traversone la testa di Eduardo, inseritosi perfettamente. Il colpo di testa del Croaziliano trafigge Heaton e regala il vantaggio ai Gunners, nel tripudio di Ashburton Grove.

E’ il momento preciso in cui Dave Jones capisce di aver di fronte un’altra squadra avversaria rispetto a quella dell’andata. E’ il momento della gioia per Eduardo e per i suoi tifosi. Un ritorno alle scene firmato da un goal e da un’azione così bella avrebbe superato le aspettative più rosee. E invece il giovane numero 9 dell’Arsenal riesce a impreziosire il tutto, con una performance di indubbio spessore.

Di riflesso, la squadra di Wengèr si galvanizza e non si adagia sugli allori. Anzi. Al 34′ trova persino il raddoppio, quando Bendtner inchioda l’incolpevole Heaton incornando un corner dalla destra di Nasri. I Bluebirds ne escono distrutti, nonchè shockati. Di fatto, da quel momento in poi la loro presenza sarà ancor più marginale. Quella dei padroni di casa invece no. Prima del fischio finale del primo tempo, c’è l’occasione per triplicare il punteggio. Il cross dell’ottimo Sagna viene magistralmente controllato da Eduardo che mette in difficoltà Heaton sottomisura. La deviazione di quest’ultimo viene intercettata da Bendtner che, letteralmente da solo, coglie prima il palo, poi la sfera gli ritorna magicamente sui piedi e, al secondo tentativo, colpisce in pieno il portiere del Cardiff, che scongiura il pericolo. Occasione paurosa. Ad ogni modo, si tratta solo di un ritardo. Il terzo goal arriva comunque, su calcio di rigore nettissimo, assegnato per fallo su Eduardo intorno all’ora di gioco.

Inutile dire che lo stesso Eduardo fosse incaricato di battere il penalty. Perfetta la trasformazione dell’ex Dinamo Zagabria, e grandissima la gioia della doppietta. Legittima l’esultanza con tanto di abbraccio a Tony Colbert, fisioterapista che lo ha aiutato a risorgere lungo questi difficilissimi 12 mesi. Wengèr decide di concedere la meritata standing ovation ad un protagonista finalmente ritrovato, mandando in campo Van Persie al suo posto e Ramsey al posto di Nasri.

Più tardi farà il suo esordio anche il portoghese Amaury Bischoff, finora apparso nel campionato riserve. La mezz’ora finale non mostrerà sorprese. Ma ci sarà il tempo per arrotondare il punteggio già roboante, con la quarta freccia della serata. L’esecutore, manco a dirlo, stavolta è Van Persie che all’89′ sfrutta alla perfezione un inserimento perfetto per poi freddare, con un rasoterra di destro, il povero Heaton in uscita. L’olandese coglie persino il palo, di testa, nei secondi finali, ma gli scampoli di partita che ha giocato bastano a legittimare il suo personale titolo di player of the month.

Si va avanti in F.A. Cup, e stavolta a vele spiegate. Il ritorno di Eduardo ha forse dato quella marcia in più, quella voglia, quella grinta che tanto aspettavamo. E forse (dico forse) questa data può rappresentare un serio punto di svolta di una stagione tribolata, per la lotta verso la qualificazione in Champions League che non possiamo fallire.

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7 Comments


  1. Missy

    Sono CONTENTISSIMA!!
    Non mi speravo un ritorno cosi straordinario!
    Grande Edu!! è vero, potrebbe darci una carica questo ragazzo!
    E non ci farà mancare per niente Ade,se continua cosi! :)


  2. michelangelo 93

    Dudù is back! questo è tutto!

    x)


  3. Sergente

    Complimenti a Dudù, mi ha davvero impressionat0, che gran carattere il Croaziliano :)
    Avanti così Gunners!


  4. Sergente

    Se ho letto bene Eduardo si è infortunato pochi minuti dopo essere sostituito, uno stiramento al polpacccio che lo terrà fuori altre 2 settimane O.o


  5. edward

    sisi….speriamo che in campo con la roma li avremo 11 giocatori da schierare….. ;) :(


  6. CaptainCesc

    Confermo purtroppo!



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