E’ particolarmente frustrante quando una partita alquanto fondamentale viene rovinata, o comunque compromessa, dalla stupidità di una persona, capace addirittura di farsi espellere per doppia ammonizione nel giro di 36 minuti. Il fastidio diventa esponenzialmente maggiore se poi si tratta del North London Derby. Se poi la persona in questione è già recidiva in questo senso, allora si aggiunga del sale alle proprie ferite. Ed effettivamente fa male. Almeno per quanto mi riguarda. Non penso si possa aver fiducia all’infinito. Soprattutto quando si mira in alto. Per cui, visto e considerato che i riferimenti sono più che chiari, oggi posso ben definire una nuova patologia che affligge l’Arsenal Football Club: l’Effetto Ebouè.
Questa particolare sindrome, che nelle prime fasi si manifesta con sintomi quali incapacità di saltare l’uomo, visione di gioco pressocchè nulla, media dei passaggi sbagliati tendente al 94% a partita, attacchi d’ansia con relative crisi di identità che portano a servire assist all’avversario e stati di umore altalenante in fase di protesta nei confronti dell’arbitro, ha raggiunto un significativo picco nella partita di ieri. Il signor Ebouè ci ha lasciato in 10 per più di metà gara, costringendoci a badare maggiormente alla fase difensiva, limitando, di fatto e in maniera netta, le nostre possibilità offensive. Non solo. Restando in parità numerica, Wengèr avrebbe potuto inserire negli ultimi 20 minuti un giocatore come Arshavin o Eduardo che avrebbero potuto, con le loro capacità tecniche, pescare il jolly e regalarci l’affondo finale. Ma nemmeno quello è stato possibile. Per ovvie ragioni che portano il numero 27 sulle spalle.
Ora (e solo ora), sarcasmo a parte, si può passare al breve racconto dei fatti. Conosciamo già la storiella delle emergenze di formazione, per cui passiamo direttamente al line-up: Almunia si schiera in porta, con davanti a sè Sagna, Tourè, Gallas e Clichy; Ebouè e Nasri sono i due esterni di centrocampo alti, con Song e Denilson a compattare la mediana al centro; tandem offensivo guidato da Van Persie e Adebayor. Anche per Redknapp non mancano problemucci di formazione, ma a differenza nostra può contare su un organico ben più abbondante: Cudicini si sistema tra i pali, protetto da Corluka, Dawson, Woodgate e Assou-Ekotto; i quattro centrocampisti in linea sono (da destra a sinistra) Lennon, Jenas, Palacios e Modric; l’attacco è formato da Pavlyuchenko e dal figliol prodigo Robbie Keane, addirittura reinvestito capitano al suo ritorno (decisione che non condivido per niente).
Mike Dean è famoso per essere un arbitro dal cartellino facile (voto 5), ma non c’è nulla da obbiettare su entrambe le ammonizioni che hanno cacciato via Ebouè. E così, ore 14,30 italiane, si parte all’insegna del derby più acceso e infuocato di tutta l’Inghilterra. A White Hart Lane ci si stava giocando ben oltre le rivalità storiche. L’Arsenal combatte per non perdere lo status di squadra da Champions League. Alla stessa maniera gli Spurs si battono per mantere la qualifica da squadra da Premier League, visti i soli due punti che li separano dalla zona retrocessione. Il ritmo è arrembante fin dalle prime battute. C’è un sostanziale equilibrio, ma sono gli ospiti ad affacciarsi per primi. Ebouè, nelle fasi iniziali uno dei più propositivi, converge dalla destra scambiando in verticale con Van Persie; grande uno-due con pallone di ritorno dell’olandese, che permette ad Ebouè di andare al tiro da posizione defilata, ma la sfera si perde sul fondo, ad un paio di metri dal palo lontano. Un paio di minuti dopo, sia Lennon che Palacios provano ad impensierire Almunia dalla distanza, ma il compito del portiere spagnolo è, in entrambi i casi, troppo agevole.
Al 13′, con l’Arsenal in buona crescita, arriva uno degli episodi chiave della gara: da un contrasto aereo con Woodgate ritenuto irregolare da Mike Dean, Ebouè recupera la sfera e dal vertice sinistro dell’area piccola infila Cudicini a botta sicura. Non si capisce cosa ci sia di realmente irregolare nell’azione, ma di fatto l’azione era già stata interrotta, per cui il goal non è valido. Si resta sullo 0 a 0, ma il centrocampista ivoriano ha comunque modo di mettersi in luce, eccedendo nelle proteste su un calcio di punizione fischiato per fallo di Sagna. Non solo non è coinvolto nell’azione, ma, consapevole che solo il capitano può parlare all’arbitro, continua nella sua plateale protesta che gli frutta il primo giallo della partita al 17′. Inevitabile. Nel frattempo il Tottenham si fa nuovamente sotto con la conclusione alta di Pavlyuchenko e il colpo di testa di Dawson su un calcio piazzato di Modric dalla sinistra.
Prezioso, in questa fase, il lavoro di contenimento di Song. Ma sicuramente da apprezzare è il contributo di Modric, capace, nonostante la posizione defilata, di dettare i tempi e di comandare le azioni e le ripartenze degli Spurs con grande precisione e qualità. Vero e proprio motore di centrocampo. Al 27′ è sua l’invenzione che permette a Lennon di sganciarsi sulla corsia di destra. L’ex laterale del Leeds non riesce a calibrare il suo tiro, mandando largo nei pressi del palo alla sinistra di Almunia. Invece, alla mezz’ora, il portiere di Pamplona deve distendersi per negare il goal a Modric, su un velenoso bolide dalla media distanza. Ottimo intervento. Meno di 2 minuti dopo, si fanno rivedere i Gunners. Clichy si allunga troppo il pallone su una sua tipica sgroppata a sinistra, ma sembra crederci lo stesso, nonostante la sfera finisca nel territorio di Corluka. Il terzino croato pecca di superbia e viene rapinato dal raddoppio di Nasri, che poi serve lo stesso Clichy, salito ugualmente. Il francese entra in area, da solo, in prossimità della linea di fondo, e prova a mettere al centro rasoterra per Adebayor, sbagliando però l’assist per il togolese.
Quest’ultimo, sull’azione successiva, si infortuna drammaticamente da solo (sospetto stiramento della coscia sinistra ed esce dal campo per le cure mediche di Lewin. Non ci voleva, ma il destino ha in serbo ancora dell’altro per noi. Modric si scontra con Ebouè all’altezza della linea mediana, ed entrambi i giocatori cadono a terra per lo scontro. Quando la palla è lontana, Ebouè si beve completamente il cervello e sferra un calcio tipo sgambetto al croato, che accennava a rialzarsi. Le immagini, mostrate solo al replay, inchiodano completamente Ebouè e l’insensatezza della sua azione. Inizialmente Mike Dean ammonisce Modric. Il nostro numero 27, credendo di farla franca, si esibisce in una patetica pantomima in cui consola l’avversario con tanto di sorriso ebete e pacche sulla spalla. Ma questo finchè il buon Dean rinsaviscce (non ho capito ancora come) ed estrae il secondo cartellino per l’ivoriano, che viene così espulso.
In una partita fondamentale, giunta in un momento della stagione fondamentale, Ebouè ha così dimostrato il suo vero valore. L’Arsenal resta in 10, ma non modifica il suo assetto. Bendtner rileva Adebayor, e si sposta lateralmente a destra a fare la seconda punta esterna. I padroni di casa provano ad infierire sul finale con una potente staffilata di Palacios su cui Almunia ci mette la punta delle dita, alzando in corner. Era chiaro che ora il Tottenham avrebbe dovuto fare la gara. Il vantaggio psicologico non era da sottovalutare. Dopo pochi minuti dall’inizio della ripresa, Pavlyuchenko non sfrutta il liscio di Tourè, e spara alto sopra la traversa da pochi passi. Al 56′ Keane non trova la porta, dopo aver calciato al volo sul gran cross di Lennon dalla destra. Redknapp non intende mollare. Fuori Pavlyuchenko per Bent, ma il cambio non avrà un peso particolare sul bilancio della gara.
L’Arsenal può solo badare a difendersi, concentrando al massimo l’attenzione sulle azioni degli Spurs. Ottimo lavoro, in questo senso, da parte di Gallas e Tourè. Ma a 20 minuti dal termine, sono proprio i Gunners ad avere la chance più ghiotta di tutta la partita. Dal calcio d’angolo di Van Persie, uno smarcatissimo Song non riesce incredibilmente a trovare la porta con il suo piatto al volo, mandando la palla fuori di un niente. Sarebbe stato il goal decisivo. Quello che avrebbe spezzato l’equilibrio della gara. Un goal che non puoi sbagliare. Nel finale dentro anche Chimbonda e Taarabt, per sfruttare le loro doti atletiche e sfiancare la difesa ospite. A proposito di difesa, Clichy è costretto alla resa al minuto 87, dopo uno scontro testa a testa con Bent. Per lui un taglio profondo e diversi punti di sutura. Al suo posto entra Gibbs, ormai suo sostituto naturale, e ci si avvia nella fase dei 4 minuti di recupero.
Da segnalare due azioni al cardiopalma. La prima di Bendtner che, trovando il corridoio centrale, obbliga Cudicini ad una parata non facile, con la punta delle dita; la seconda per Modric che, servito ottimamente da Taarabt, costringe a sua volta Almunia ad un impeccabile intervento. E finisce così. Peccato che la partita sia stata rovinata in quel modo, ma alla fine le emozioni non sono mancate. Se non erro, questa è la decima partita che l’Arsenal non perde. E’ anche vero che, sebbene imbattuti, il divario tra noi e il quarto posto aumenta sensibilmente. La fiducia in un giocatore come Ebouè, almeno per quanto mi riguarda, è finita. Il suo comportamento, aldilà della prestazione, è stato imbarazzante, e non credo che otterrebbe altrettanta fiducia in altre squadre che lottano per il titolo. Per Wengèr invece la fiducia tende comunque a diminuire, considerando le sue dichiarazioni nel dopogara e la sua incrollabile self-confidence.
Le recriminazione per un goal annullato (sempre che si possa parlare di goal annullato) non bastano da sole a giustificare una partita condizionata pesantemente da una sciocca espulsione. Bisognerebbe riflettere sul fatto che manca oggettivamente qualità in mezzo al campo (ovvero nel settore dove in genere le partite si vincono), che questa squadra segna col contagocce e che mancano rincalzi all’altezza della situazione. Sperare che le altre prima o poi perdano punti, non mi sembra una strategia redditizia. Per lo meno finora siamo noi a perdere punti, non certo l’Aston Villa (che ha vinto fuori casa a Ewood Park). Essere a 5 punti dal quinto posto non è un motivo per cui stare allegri. Tralasciando la frustrazione dell’impossibilità di raggiungere Manchester United e Liverpool, stiamo inseguendo l’Aston Villa che è 7 punti avanti a noi.
Se penso alla prossima stagione, sperando di avere tutti gli effettivi della rosa a disposizione, sono già più contento e convinto delle nostre possibilità. Ma se l’anno prossimo il quarto posto non dovesse essere centrato, siamo sicuri che i vari Fabregàs, Van Persie, Rosicky e Walcott resteranno con noi e giocheranno la Uefa, accontendanosi di inseguire l’Everton, anzichè mostrare le loro capacità in un club che lotta davvero per un trofeo? Mancano soltanto 13 partite per scoprirlo…




andiamo avanti…sono sicuro che i risultati arriveranno…
col sunderland ci vuole una prova d’orgoglio…si deve vincere (cosa fondamentale…) e anche giocare….a roma già pensano di aver passato il turno, il fatto che non stiamo brillando può avvantaggiarsi…se giocheremo una partita come col manchester, spalletti nel viaggio di ritorno dovrà usare il pallottoliere per contare i goal
…..speriamo…..cm’on gunners!
che nostalgia rivedere gilberto a londra….
contro il sunderland dobbiamo vincere x forza….. cmq adesso wenger sta seguendo uno spagnolo di 17 anni… si chiama koke…. speriamo venga fuori un’altro fabregas!!
ma leggo da più parti che fabregas, walcott e anche adebayor riusciranno a giocare le partite con la roma….sarà vero o è l’ennesima “bufala” ?????
Riguardo a Theo avevo sentito anch’io che sarà disponibile contro la Roma; su Ade e Cesc nn ho sentito niente, ma mi sembra strano che ci saranno.
“Walcott, Fabregas e Eduardo, sono tutti forse disponibili gia’ dalla prima sfida di Champion League con la Roma, anche i sito ufficiale dei Gunners ne parlava ieri. Di sicuro ci saranno per il ritorno e per quel giorno potrebbe esserci anche Rosicky”………ecco queste le parole riportate da massimo nel suo blog….speriamo sia vero!
su walcott ci sono molte possibilità di vederlo in campo all’andata….credo anche per adebayor…fabregas e rosicky secondo e è troppo presto…secondo me saranno in campo nel ritorno!