In un tempo molto lontano, almeno per quanto possa ricordare, si andava al Goodison Park e si davano 3 o 4 palloni in scioltezza al malcapitato Everton. In tempi sicuramente più recenti poteva capitare di vincere o anche di lasciar punti. Ma almeno lo si faceva giocando magnificamente. Dopo la partita di ieri mi rendo conto di quanto siano lontane quelle immagini. E di quanto tempo ancora ci vorrà per spezzare questa frustrante monotonia.
Tutti sapevamo di quanto fosse fondamentale questa partita per il prosieguo, le ambizioni e le speranze di questa difficile stagione. In settimana i nostri giocatori, chi più chi meno, lo avevano più volte sottolineato, così come il nostro manager che, stizzito, ha addirittura anteposto l’importanza di questo match alle ultime speculazioni riguardanti il calciomercato di Gennaio. Peccato che i fatti non abbiano avuto lo stesso riscontro e la stessa altisonanza delle parole che abbiamo avuto modo di leggere o, in qualche caso, di ascoltare. Eppure in questa stagione così travagliata, c’erano state alcune volte in cui l’Arsenal rispondeva con orgoglio in seguito a prestazioni prive di orgoglio o di carattere.
Dopo la scarna partita contro il Cardiff City (che ci costringerà ad uno scomodissimo replay il prossimo 3 Febbraio), ci si poteva aspettare una reazione in qualche modo coerente con le reazioni viste in particolar modo contro Manchester United e Chelsea. Ma così non è stato, purtroppo. Il risultato in sè è vitale, ci mancherebbe. Ma con l’Aston Villa che continua a macinare risultati impressionanti con uno stato di forma così notevole, è chiaro che le aspettative di poter centrare la qualificazione in Champions League si assottigliano. Passiamo brevemente al racconto della partita.
Wengèr si presenta al Goodison Park schierando una formazione come sempre rimaneggiata: Almunia in porta è protetto (si fa per dire) dalla linea a 4 composta da Sagna, Djourou, Gallas e Clichy; la linea mediana è incomprensibilmente composta da Denilson a destra, Nasri a sinistra e dalla coppia centrale Song-Diaby; in attacco nessuna sorpresa con il duo Van Persie-Adebayor. David Moyes è altrettanto deciso a conquistare i tre punti, ed è anch’egli forzato ad una formazione molto condizionata da infortuni vari. Troverà ad ogni modo delle validissime soluzioni alternative: confermato tra i pali l’americano Tim Howard, la difesa a quattro si compone di Hibbert, Jagielka, Lescott e Baines; il folto centrocampo è presenziato da Osman e Pienaar come esterni alti, a supportare il lavoro di Arteta, Fellaini e Neville; Cahill sarà improvvisato come punta unica (e non in maniera infruttuosa).
La direzione di gara è affidata al fischietto di Marriner, autore di una prova lineare e senza sbavature (voto 6,5). L’inizio, come ci si aspettava, è scalpitante. Ma il seguito non ne manterrà le caratteristiche. Il centrocampo dell’Arsenal fa notevole fatica a collegarsi con il reparto offensivo. In maniera conseguenziale le punte disperdono energie fisiche e risultano inoffensive nella maggior parte dei casi. L’Evertono, dal canto, sembra molto più tonico e concentrato, sia per la fase di contenimento sia per quella di ripartenza. Anche in termini di concretezza i Toffee men risultano superiori ai Gunners. Dopo circa 8 minuti, Baines è bravissimo a sganciarsi sulla fascia sinistra per poi crossare al centro; Gallas riesce a deviare di poco la traiettoria del cross, favorendo il successivo errore dell’altissimo Fellaini. La chiave di gioco degli uomini di Moyes è sicuramente quella di giostrare sulle fasce laterali per poi sfruttare gli inserimenti centrali, non solo dell’ottimo Cahill, ma anche dello stesso Fellaini o del talentuoso Arteta. L’Arsenal invece può opporre ben poco.
Il centrocampo mandato in campo da Wengèr si distingue per una particolare abilità nel perdere palla. Song è quantomai dispersivo, Diaby potrebbe battere il record mondiale di passaggi sbagliati e Denilson, per l’amor di Dio, non è un esterno di fascia. Nasri prova a mettercela tutta in un ruolo a cui è poco abituato ma con il supporto che si ritrova può inevitabilmente fare ben poco. Il francese ha tuttavia modo di mettersi in luce verso la mezz’ora, al 32′, dopo aver superato in bello stile Hibbert e aver scodellato un perfetto cross sul secondo palo. Van Persie si inserisce con perfetto tempismo, ma la sua mira (con il destro) non è sufficiente.
Denilson prova qualche conclusione dalla media distanza, ma in maniera piuttosto velleitaria. Di Adebayor nessuna traccia: il togolese, comunque servito poco e male, sarà annullato dalla pressione di Lescott e di Jagielka. I padroni di casa controllano senza problemi l’andamento della gara e, progressivamente, dominano il possesso palla. In particolare si distingue Arteta che, come un impeccabile metronomo, dirige gli attacchi dei suoi compagni di squadra e, alla stessa maniera, organizza la difesa e la disposizione tattica durante la fase di non possesso. Vero Leader. Che a noi manca come il pane. Nella ripresa ci si aspetterebbe un cambio di passo.
Ma in realtà la musica rimarrà pressochè la stessa. Penosamente la stessa, vista l’inesperienza dell’orchestra che ci ritroviamo. Di contro l’Everton cresce alla distanza, rendendosi più volte pericoloso con le fiammate di Osman o con le conclusioni dalla distanza di Fellaini e Arteta. Se avessero avuto un attaccante vero a disposizione, immagino quanti ulteriori danni e pericoli avrebbero potuto creare alla nostra poco convincente difesa.
Tra le altre cose, Wengèr aveva detto di non poter appaiare Gallas con Tourè per una questione di forza e centimetri sulle palle alte. Ironia della sorte gli ospiti subiscono la rete dello svantaggio proprio di testa. Infatti, verso il 60′ di gioco, è il perfetto inserimento di Cahill che sblocca il risultato con un buon colpo di testa in anticipo, sfruttando il clamoroso buco difensivo creato dai nostri due centrali difensivi. E, devo dire, che il vantaggio dei Toffee Men non è poi così immeritato. Wengèr a questo punto rischia il tutto per tutto, mandando dentro Ebouè e Bendtner circa 10 minuti dopo, al posto di Song e Sagna (uno dei migliori fino a quel momento).
Ma gli effetti sortiti dai cambi non saranno così palpabili. E l’Everton continuerà la fase di ottimo controllo della gara senza apparenti difficoltà. Ma, per nostra sorte e per sfortuna altrui, in mezzo ad una orchestra così scoordinata e sconnessa, si erge un solista olandese che riesce, ancora una volta, a salvare la scricchiolante nave dal naufragio al 91′. L’assolo di Van Persie è di una raffinatezza sconcertante: Diaby si inventa un pallonetto filtrante (l’unica cosa buona della sua partita) in diagonale che pesca il nostro numero 11 in posizione defilata a sinistra; Robin controlla magistralmente la sfera e scaglia il suo violento sinistro in diagonale fulminando il povero Howard. Nonostante gli ulteriori due minuti di recupero finisce così.
Contro un Everton così solido e quadrato il punto conquistato è molto prezioso. Ma ciò non toglie che per mantenere il passo avevamo bisogno di una vittoria. E di una vittoria convincente. Il pareggio è stato, a mio avviso, molto fortuito ed è riconducibile solo ad una grandissima invenzione di Van Persie. L’olandese è l’unico che, insieme a Clichy e Sagna, salverei dalla squadra di ieri sera. Per il resto, cambierei tutta la squadra, uno dopo l’altro, per quanto si è visto e non solo ieri. Sono deluso, ancora una volta deluso. E benchè non faccia altro che ripetere a me stesso che sarà meglio attendere la prossima stagione, non posso fare a meno di sentire questo senso di delusione forte.
Ciò che poi peggiora il mio stato d’animo è ascoltare il nostro manager dopo la partita. Ancora una volta convinto che il gruppo possa lottare per il titolo e togliersi delle soddisfazioni. Ancora una volta a dire che i giocatori che rientreranno dagli infortuni (Walcott, Rosicky e Fabregàs) saranno i nostri veri acquisti del mercato di gennaio. Ancora una volta a dare fiducia a giocatori la cui caratura non rientra certamente nei parametri di quella che vuole essere una grande squadra. Per me le sue parole da utopiche stanno diventando offensive.
E non so se questo sia un sentire comune. La realtà a cui mi tengo saldo implica che non siamo sicuramente in lotta per il titolo (non in questo mondo), che abbiamo bisogno di un centrale difensivo, di un mediano e di un giocatore offensivo come Arshavin, che il rientro di giocatori da un lungo infortunio non equivale ad acquistare un giocatore nuovo, e che sarebbe il caso di avere più onestà intellettuale quando si fissano gli obbiettivi. Spero che l’obbiettivo del quarto posto in campionato non diventi proibitivo come tutti quelli in cui, ormai, siamo tagliati virtualmente fuori.




A mio modesto parere Wenger ha perso la brocca, continua a mandare in campo formazioni improbabili, con giocatori fuori ruolo (mancando Theo perchè dare in prestito Simpson per far giocare esterno non si sa bene chi!?). E gli infortuni van tirati in ballo fino a un certo punto.
Il discorso su Toure è poi imbarazzante…
Meno male che Robin ci tiene a galla, ma se continuiamo così a fine stagione vorrà giustamente andare dove guadagna meglio e lotta per qualcosa, e non sarà l’unico.
Non so più che pensare, sono abbattuto.
…la questione arshavin è diventata irritante!!!
…Per Arshavin manco avessi detto Maradona
alla fine arriverà dai..
…wenger ha parlato di rosicky…tra otto settimane potrebbe tornare a giocare…resurrezione di tomas!!!Speriamo di tornare ad avere scelte diverse da denilson esterno, diaby a sinistra, eboue titolare ecc…rivoglio il vero arsenal!!!!!
Otto settimane sono due mesi!!
Ad aprile potremmo già essere fuori dalla Champions..e se continuiamo così anche molto lontani dal 4° posto in Premier..
..ma walcott ed eduardo ad esempio (soprattutto il secondo) sono prossimi al rientro..e sono due pedine importanti nella nostra economia di gioco…senza walcott abbiamo perso rapidità e pericolosità sulla fascia, senza eduardo abbiamo perso fiuto del gol, ricambi in avanti e tecnica…se arrivasse anche arshavin allora ci si avvicinerebbe ad avere un buon arsenal..ragazzi, per il 4° posto la vedo dura così, qui bisogna cominciare a recuperare sui villans, anche perchè quando arriverà la champions saranno fondamentali i ricambi, le energie saranno da centellinare (penso soprattutto a van Persie, uno che ha una certa attitudine all’infortunio: il recupero di dudu potrebbe farlo un po’ rifiatare, visto che vela sembra non aver convinto appieno wenger)…
IO dico tra Van Persie,Adebayor ed Edurado chi rimane in panchina?…Eduardo
..faranno a rotazione…e vedendo l’ultimo adebayor non mi stupirei che anche il togolese assapori la panca…anche per fargli capire che non ha il posto fisso perchè l’anno passato ne ha messi 30…
Forse già oggi andrà in panchina il togolese… Magari ci sarà Bendtner al fianco di RVP… Non so se avete saputo, dicono che Arshavin sia in volo per Londra, dopo aver lasciato il ritiro di Dubai… Mah, finchè non vedo non credo…
ma infatti..Vela quest’estate sembrava che fosse quasi una star, invece nn gioca mai??perchè?
Io punterei un pò di più su Carlitos… Penso che chiunque sia meglio di Ebouè sulla fascia, e non esagero dicendo che preferire vedere un Wilshere inesperto piuttosto che un Denilson fuori ruolo…
..siccome mi sono rotto le scatole di continuare a criticare questa banda di brocchi, di dire sempre le stesse cose (che ormai penso che lo sappiano anche i ciuffi d’erba dell’emirates), allora passo alla fase silenzio…come si fa a puntare su uno che manco a porta vuota con una porta larga 50 metri e alta 20 segna??…che amarezza…così manco per le palle si arriva quarti…voglio vedere gente che lotta!!!E’ ora di far marcire adebayor in panchina, dopo 5-6 turni di panca capirà che vestire la maglia dei gunners non deve essere un ripiego, ma un onore…e bisonga impegnarsi quando la si indossa per tutta quella gente che spende fior fior di quattrini per incitarti!!!quindi se non tiri fuori gli attributi devi far la fine di balotelli, tribuna!!!meglio un giovane che si impegna che un esperto che ciondola in mezzo al campo…sono deluso, choccato, amareggiato, arrabbiato…
Anche il giovane Ramsey secondo me merita più spazio, tutte le volte che gli è stata data fiducia a giocato bene A segnato pure in Championd dopo essere entrato 2 min io lo proverei in mezzo
Francamente oggi è stata una delle migliori prestazioni della squadra…Mi è piaciuto tanto diaby(si è rotto anche lui), nasri etc etc.. inguardabile come al solito eboue… ma ancora più inguardabile dell’ivoriano è stato il togolese…Cioè ragazzi ma che ha le farfalle in testa? Posso capire che può capitare un momento no per un giocatore ma una regressione di prestazione di questo genere non l’avevo mai vista.. Non fa salire la squadra, non riesce a controllare un pallone, non salta un giocatore, e non segna goal che lo scorso anno segnava anche ad occhi chiusi..
Le partite si vincono se davanti hai uno che finalizza..Uno alla titi, alla wright, alla bergkamp.. Ero contrario alla vendita del togolese ad agosto, ed oggi rimpiango quel giorno che l’affare non si sia concretizzato. Ieri valeva 40 oggi a malapena ne vale 10..
Andiamo avanti la fede non si cancella con i risultati…
C’mon gunners!
Qunado si diceva dell’interessamento del milan ho scritto che ero disposto a metterci io le spese di viaggio… il togo ferrero è un bidone stile kluiveret, solo che a differenza di questo è pure più limitato tecnicamente.
purtroppo continuiamo a scrivere le stesse cose da mesi, e continueremo a scriverle visto che al mercato di riparazione non è arrivato nessuno; mi chiedo come sia possibile che i problemi li vediamo noi che siamo impiegati operai ecc e non li veda un managment di professionisti.
quando la prossima stagione giocheremo contro l’omonia nicosia in coppa uefa (senza i giocatori di primo livello che nel frattempo saranno partiti verso altri lidi a guadagnare meglio e a vincere qualcosa) penseremo con rammarico alla piega che ha preso la nostra amata società, e torneremo ad aspettare 18 anni per un titolo…