In questo periodo di calciomercato intenso, l’Arsenal non ha certamente recitato la parte del leone. Tra le varie dichiarazioni, tra le varie ipotesi di mercato e le più svariate opinioni sul caso Kakà (su cui mi astengo di proferir pensiero in questa sede), in casa Gunners si è soprattutto parlato di argomenti riguardanti il campo di calcio, e non certamente gli uffici o le sedi di prestigiosi alberghi in cui si firmano contratti o sostanziosi assegni. In particolare, come molti di voi sapranno, il tema principale della settimana riguardava un dubbio quasi amletico: vendetta o non vendetta?
Ebbene si, alla fine è stata proprio una gustosa vendetta (almeno a parer mio) quella consumata dai nostri ragazzi, ai danni del superbo Phil Brown. L’ambizioso manager inglese era riuscito, con notevole merito, a portar via tre punti dall’Emirates Stadium. Le reti di Geovanni e di Cousin erano una ferita ancora aperta, difficile da sanare fino a questo sabato. Ma dopo questa gara, diventeranno un insignificante quanto sbiadito ricordo. Per quanto la squadra e lo stesso Arsenio potranno negarlo, credo proprio che lo spirito della vendetta fosse lì, almeno in parte, ad animare la determinazione e la concretezza dell’Arsenal sceso in campo al KC Stadium.
La formazione è immutata rispetto a quella vittoriosa contro il Bolton: Almunia tra i pali, Sagna, Djourou, Tourè e Clichy in difesa; Ebouè e Nasri sono gli esterni alti, con Diaby e Denilson a presidiare il cuore della mediana; in attacco ci vanno Adebayor e Robin Van Persie. Dal canto suo, Phil Brown schiera Myhill in porta, Doyle, Ricketts, Turner e Kilbane in difesa; Mendi, France, Ashbee e Halmosi in mezzo al campo, con Geovanni a fare da raccordo tra i reparti per la punta unica Cousin. Direzione di gara sufficiente da parte di Alan Wiley (voto 6).
La squadra di Brown è ancora memore del danno inflitto ai nostri, e non solo in termini di risultato. Non è casuale che l’Arsenal abbia proprio iniziato la sua parabola discendente dal saccheggio messo a segno dai Tigers nel mese di Settembre. Ed è forse quel ricordo che permette ai padroni di casa di iniziare bene la gara, credendo (con eccesso di self-confidence) di poter bissare l’impresa. Senza rendersene conto, il prode Phil stava però commettendo degli errori di calcolo che gli sarebbero risultati fatali. Ma andiamo, come sempre, in severo ordine cronologico. Dicevamo di un Hull che aveva ben cominciato la sfida dal punto di vista del possesso e del dominio territoriale.
Ma dal punto di vista delle occasioni, solamente il rasoterra fiacco di Doyle (abile a sfruttare un passaggio errato di Denilson) può definirsi degno di nota. L’Arsenal è ben consapevole che la vendetta è solitamente un piatto da consumare freddo, e parte in sordina. Inizia a rendersi pericoloso al 12′, su un calcio di punizione velenoso da parte di un ispiratissimo Van Persie. Il sinistro dell’olandese si perde pochi centimetri a lato del palo, e Myhill può tirare un sospiro di sollievo. Non ci sarebbe mai arrivato. La partenza lenta non dimostra un Arsenal fuori forma. Anzi. La crescita della squadra, a livello globale, è progressiva come l’andamento dei minuti di gioco.
Dopo aver conquistato il possesso palla, i Gunners ritrovano fluidità di manovra (una cosa rarissima nel campionato attuale) e una discreta proposizione offensiva sulle fasce. Il neo acquisto Kilbane fa fatica a contenere Ebouè, il cui gioco di gambe costringe l’irlandese a stenderlo poco prima della mezz’ora. Al 28′ Van Persie si occupa della battuta del relativo calcio di punizione defilato a destra, scodellando un traversone teso e insidioso verso la porta. Myhill può arrivarci con la punta delle dita, ma non riesce ad allontanare in maniera sicura la sfera, che impatta sulla traversa e finisce tra i piedi di Djourou a porta vuota.
Il centrale svizzero non riesce a calciare, anticipato dalla retroguardia dei padroni di casa, ma l’Arsenal conquista il corner. Nessuno della difesa dell’Hull riesce a liberare concretamente l’area, e dopo un paio di calci d’angolo battuti letalmente da Van Persie, arriva il goal del vantaggio, proprio al 30′, con uno stacco imperioso di Adebayor che inchioda Myhill con il suo dodicesimo goal stagionale. L’eccesso di fiducia da parte degli uomini di Brown stava per essere completamente smascherato.
Dall’altro lato, la rete aveva dato una notevole spinta morale ai Gunners, che potevano maggiormente tenere in mano il pallino del gioco e imporre il proprio gioco, con salda attenzione alle ripartenze di Geovanni e Cousin. Spesso l’Arsenal era stato costretto a rimboccarsi le maniche, e ad inseguire il risultato con grinta e volontà. Stavolta era diverso. C’era un vantaggio da legittimare e da non sprecare, in nessun modo. Sei minuti dopo (a proposito di spreco), i nostri hanno l’occasione per raddoppiare, quando Adebayor, dopo un ottimo lavoro sulla fascia sinistra, crossa con precisione la sfera sul palo opposto, per lo smarcatissimo Ebouè.
Il numero 27 calcia al volo come peggio non si potrebbe, di collo esterno, sbagliando quasi l’impossibile, e regalando un goal ai Tigers. Fortunatamente, si tratta di un errore che non peserà nell’economia totale della partita. Nella ripresa entrambi gli schieramente restano immutati. Così come gli equilibri di gioco, nei primi minuti. Al 50′ è ancora Adebayor che, dopo una bella azione corale, conclude calciando forte con il destro verso Myhill, ma troppo centralmente. Brown prova a cambiar le carte in tavola, inserendo l’altro neo acquisto Manucho al posto di Halmosi, al 53′. L’attaccante angolano è vivacissimo, ed è per poco che, verso l’ora di gioco, Djourou non gli rovina addosso, procurandoci un rigore contro.
L’impatto tra i due in area è forte, ma il difensore svizzero cerca soltanto la sfera, e Wiley giustamente non segnala il dischetto. Ad ogni modo, l’ingresso di Manucho è una molla che imprime notevole forza ai Tigers, destabilizzando la sicurezza degli ospiti. Manco a farlo apposta, poco dopo, al 65′, i padroni di casa trovano il goal del pareggio. L’errore è sicuramente di Clichy che non pressa a dovere il suo connazionale Mendy, permettendogli di effettuare il traversone. La palla, deviata da Clichy, giunge comunque in area e Cousin è il più lesto di tutti (con Almunia che ancora una volta non esce) nel colpire di testa e insaccare il goal dell’uno a uno.
Sulla sua panchina Brown è raggiante, come a voler affermare la superiorità della sua squadra sull’Arsenal e su Wengèr. Altro segno di colpevole mediocrità. Wengèr si adegua alla situazione, modificando lo scacchiere tattico verso uno spiccato 4-3-3, in cui Bendtner sostituisce Ebouè. Difficilmente l’Hull City vedrà il pallone di lì in poi. Van Persie pesca quasi il jolly su punizione rasoterra, ed è anche Diaby a sfiorare il goal su un sinistro dai 20 metri. Concretezza e volontà finiscono per essere premiati, a danno dell’eccesso di superbia. Minuto 82′: buon lavoro di Bendtner che serve Van Persie spalle alla porta, appena fuori l’area di rigore.
Nonostante la pressione, l’olandese si gira conservando il possesso della palla e la serve con uno stupendo filtrante a Nasri, sganciatosi a sinistra. Dallo spigolo dell’area, il trequartista ex Marsiglia penetra controllando la sfera e incrociando con il sinitro (non il suo piede) trovando il goal con la sponda del palo lungo. Altro che Pato (povero Caressa!), questo si che è un goal straordinario. Questo sì che è un fenomeno. Ci piace immaginare che Brown vorrebbe ingoiarsi quell’auricolare scicchettoso che porta sempre ad ogni match (chissà perchè, poi). In realtà prova a perpetuare la sua volontà di farci capitolare, innestando Fagan e Richard Garcia, per Geovanni e France.
Purtroppo per lui, le sostituzioni non avranno peso specifico. Anzi. Ci sarà il tempo per incassare la terza freccia. Mancano 4 minuti dal termine della sfida, quando ancora Van Persie decide di confezionare il suo ottavo assist del campionato (diventando il primo in classifica assist-man, insieme a Young, Berbatov e Malbranque) per poi servire Bendtner in puro Arsenal-style e permettere al danese di battere Myhill con semplicità. Davvero niente male. Per la cronaca, il danese avrebbe la possibilità di portare a 4 le segnature, ma il suo colpo di testa sottomisura viene salvato dal palo. Nulla quaestio. Va bene così. Il risultato si fissa sull’uno a tre per i nostri, e il profumo di vendetta riempie tutto il Kingston Communications Stadium, fino a Gillespie Road.
L’Arsenal vince e per molti tratti convince pure. Con il rinforzo in più (che dovrebbe arrivare questa settimana) e con i rientri di gente del calibro di Walcott, Eduardo, Fabregàs e Rosicky, l’Arsenal potrà davvero dir la sua per conquista del suo personale traguardo. Un traguardo che si chiama qualificazione in Uefa Champions League.




solo la qualificazione in champions???……
Sia chiaro Edward, si tratta della mia opinione. Il quarto posto è distante tre punti ed è detenuto dall’Aston Villa, che è in forma smagliante, ha tutti i suoi giocatori disponibili e ci batte dal punto di vista degli scontri diretti. Non mi faccio illusioni, sono contento della squadra e mi auspico un sereno quarto posto. Ripeto, è la mia personalissima valutazione ed è passibile di smentite e di opinioni contrarie. ^_^
amico mio non sai quanto spero che ti sbagli
Oh beh, ehehe, spero di sbagliarmi anche io cari amici miei! ^_^
IO CI CREDO NELLA PREMIER
Adesso Arsene compra Arshavin,uno che salta l’uomo sulla trequarti è fondamentale.
A me non fa impazzire,ma serve come il pane……
C O M E O N G U N N E R S ! ! !
Tommaso da Quarrata (PT)
non era certo mia intenzione criticarti angelo…..purtroppo le parole scritte non riflettono il tono di voce con il quale si pronunciano….la mia era una domada speranzosa e(devo dirlo..) anche pò malinconica… volevo perciò conoscere i vostri pareri in merito…..logicamente da tifoso dei gunners mi auguro che la tua opinione sia completamente errata….e credo anche tu spererai tra quattro mesi di esserti sbagliato…logicamente se vogliamo far guidare le nostre mani sulla tastiera al cervello piuttosto che al cuore, concordo pienamente con angelo!……..
Questa partita tira su il morale alla squadra e all’ambiente..il quarto posto è fattibile anche se l’Aston Villa quest’anno è veramente forte e non escluderei nemmeno l’Everton che sta dimostrando di essere una grande squadra..io sono convinto che il Liverpool da qui in avanti perderà molti punti..quindi perchè non provare a raggiungere un terzi posto che garantirebbe la qualificazione in champions senza gli scomodi preliminari..
Anche io concordo con te edward, e sebbene il mio articolo indichi il quarto posto come traguardo, spero tanto di sbagliarmi (e lo dico con tutto il cuore da tifoso). Purtroppo l’articolo è scritto in maniera oggettiva, con qualche riferimento accorato e molto passionale. Non mi piace fare alla maniera di Pellegatti, oppure come Suma o Scarpini quando scrivono articoli parlando delle loro squadre come se vincessero la coppa del mondo ogni partita… Nell’articolo deve esserci più razionalità, poi è chiaro che uno spera di sbagliarsi. Lo ammetto senza problemi.
giustissimo….per questo attendo sempre con ansia i tuoi articoli….forza arsenal : )
BELLISSIMO QUESTO AGGIORNAMENTO DEL BLOG!!!!!!!!!!!!!
COMPLIMENTI!!!!!!!!
C’MON GUNNERS FOR EVER!!!!!!