A costo di sembrare negativamente impopolare e in controtendenza con voi tifosi Gooners, amici e lettori, devo proprio confessarvelo. Ciò che ho maggiormente apprezzato guardando le immagini della partita tra Arsenal e Portsmouth non è stato il risultato (che comunque ho molto gradito). E nemmeno il gioco che i nostri ragazzi ci hanno mostrato. Sembrerà anche stupido (o magari infantile, lo so), ma devo dire che l’emozione più bella è stata quella di rivedere Tony Adams, anche se da manager di un’altra squadra, proprio sul terreno di gioco del Grove, in mezzo ai suoi tifosi.
Non è un caso che in questo periodo così particolare (per usare un eufemismo) il poter rivedere una leggenda degli anni d’oro abbia suscitato in me diverse emozioni. Senza dubbio una grandissima nostalgia. Per non parlare dell’emozione nel ricordarlo con il numero 6 sulle spalle e la fascia di capitano al braccio. Dopodichè, non ho potuto fare a meno di pormi un quesito. Come abbiamo fatto a ridurci a giocare con Silvestre in difesa, dopo aver ereditato dal grande Graham una difesa così straordinaria?
Mistero della fede, amici miei. Eppure, se ci pensate bene, il dislivello è a dir poco vertiginoso. Sono d’accordo sul fatto che le partite si vincano a centrocampo, ma per me è anche altrettanto vero che una grande squadra non può prescindere da una difesa altrettanto grande. E, ovviamente, il discorso non esclude il portiere, che ne rappresenta l’estremo perno. Poter tornare indietro con la memoria e pensare ai fasti (nonchè all’abbondanza) dei vari Adams, appunto, Campbell, Keown, Dixon, Bould e Winterburn non è stato affatto male.
Ma non nascondo che la cosa ha avuto i suoi contraccolpi. Non mi posso lamentare della tradizione dei laterali difensivi. Sagna per me rappresenta il non plus ultra, mentre un Clichy più disciplinato tatticamente potrebbe fare invidia a mezza Europa. Per quanto riguarda il discorso portieri e difensori centrali, beh… Inevitabile pensare a come sarebbe stato poter contare su un Upson in più, piuttosto che un Manninger (avete visto il suo rendimento con la Juve?)
Per fortuna, giocare contro il Portsmouth, non ha creato difficoltà degne di questo nome per la nostra retroguardia. Del resto devo ammettere che fin dall’inizio non ero per nulla preoccupato dall’esito finale della gara. E non solo per il fatto che ormai la Premier ha preso una piega ben definita. Quanto per il fatto che nell’ultimo turno i Pompeys avevano preso ben 4 sberle contro il West Ham, a Fratton Park. Certo, mi aspettavo un pò di fatica in meno nello sbloccare il risultato. Ma ora come ora non è davvero il caso di essere schizzinosi.
Rispetto alla squadra che ha impattato sul pareggio al Villa Park, Arsenio schiera un 4-4-2 nel quale Almunia è protetto da Sagna, Gallas, Silvestre e Clichy; Nasri e Ebouè agiscono da esterni rispettivamente a sinistra e a destra del centrocampo, con Denilson nel suo vero ruolo di playmaker basso e con Diaby come interno polivalente. Non ho ben capito perchè, ma Van Persie viene lasciato in panca per far posto a Bendtner. Il danese affiancherà in attacco il rientrante Adebayor.
Paradossalmente, anche Adams adotterà una scelta simile, conservando Jermaine Defoe in panchina a vantaggio di David Nugent che scenderà in campo al fianco di Crouch. In porta si conferma James, con la linea a 4 composta da Wilson, Campbell, Distin e Belhadj; Diop e Davies agiscono in mediana, con Hughes e Kranjcar larghi. Direzione di gara affidata al fischietto di Alan Wiley, che non certo passerà negli “annales” per il grado di complessità della gara (voto 6).
Nei primi 15 minuti di gara non si registra nulla che sia lontanamente paragonabile ad un’azione di gioco. Apatia totale. Tuttavia è il Portsmouth a sfiorare il vantaggio. Al minuto 24, Crouch batte in anticipo sullo stacco Gallas, su un buon cross di Wilson. Il gigante inglese è impeccabile nel gioco aereo, ma riesce solo a colpire il palo interno, con la palla che, dopo esser rimbalzata in area, viene poi liberata dalla difesa dei padroni di casa.
La risposta da parte dei Gunners si fa attendere almeno fino al 33, con una palla-goal ancor più netta di quella creata da Crouch. L’azione è molto bella dal punto di vista estetico. Verticalizzazione di Nasri, colpo di tacco di prima da parte di Ebouè per Diaby, il quale, ancora di prima intenzione, spacca in due la difesa dei Pompeys con un perfetto passaggio filtrante, ad illuminare il corridoio centrale per Adebayor. Il togolese legge perfettamente il passaggio e, disturbato da Campbell, riesce a saltare nettamente James, trovandosi a porta vuota. Solo il gran recupero di Distin scongiura la rete del vantaggio dei nostri. Nonostante pochi sprazzi di qualità, l’Arsenal inizia a detenere il dominio territoriale e quello del possesso palla. Nasri sembra sicuramente il più ispirato. Sul finale del tempo, il francese minaccia due volte la porta degli ospiti, dapprima forzando James e dopo costringendo Campbell alla deviazione.
Non male, ma troppo sterile come primo tempo. Nella ripresa le cose sembrano adagiarsi su binari più o meno simili. La sensazione è quella che forse soltanto un episodio potrebbe risolvere il match, da una parte e dall’altra. L’attacco dell’Arsenal non è sicuramente in giornata di grazia, anzi. Bendtner ha giocato da ala destra, spesso tornando dietro la linea del centrocampo per poter prendere palla. Adebayor ha avuto pochi palloni giocabili, ma in quelle poche occasioni che ha avuto si è dimostrato tutto fuorchè risolutivo.
Al 47′, dopo una torre di Silvestre su una uscita pessima di James, il togolese non riesce a sfruttare l’occasione da pochi passi. Lo stesso dicasi verso l’ora di gioco, ancora una volta su una uscita suicida di James, dopo aver raccolto il cross di Denilson. Il centravanti numero 25 ha tutto il tempo di mettere la palla nella porta sguarnita, ma finisce per calciare nell’esterno della rete. Peccato. Poco dopo, Ebouè viene rilevato da Vela, che va a fare il tornante a sinistra. Bendtner si stabilisce a destra, con Nasri a fare il trequartista puro. Il danese riuscirà da lì a sopperire al suo scarso apporto qualitativo con una notevole quantità. Suo è, al 70′, il colpo di testa che viene deviato forse da una mano di Boupa Diop.
Altro discreto tentativo, ma ancora troppo poco. Come detto, solo un episodio avrebbe potuto spezzare gli equilibri di gioco. Stavolta la scelta ricade su un calcio piazzato conquistato da Vela a 9 minuti dalla fine. Alla battuta va Denilson con un bel destro a giro, su cui James ci mette del suo per permettere a Gallas di staccare in anticipo e trovare il goal del vantaggio. Che sarà poi il risultato definitivo.
Non c’è veramente altro da segnalare in una gara non certo brillante. I tre punti sono sempre i benvenuti, a prescindere dalla performance. Ma con il Liverpool che ci stacca di 10 punti al vertice, il Manchester che ha i nostri stessi punti con tre partite da giocare e l’Aston Villa che invece ne deve recuperare una, il discorso è relativo. Credo che per l’Arsenal sia oggi iniziato un nuovo campionato, dove il massimo obbiettivo raggiungibile sia il quarto posto. Un traguardo obbiettivamente difficile. Ma obbiettivamente più realistico di qualsiasi trofeo.




Un boato generale con le 2 tifoserie ad applaudire Tony, un grande momento in più ben venga il risultato
Io ci credo ancora non so perchè!
dai che d’ora in avanti non ne perdiamo nessuna….ricordate il 2004?
mi acconteto del 1-0
C’MON GUNNERS
auguri di buon anno a tutti coloro che mandano avanti questo splendido blog..e auguri per un 2009 migliore anche ai gunners……buon anno a tutti
auguri di cuore a tutti voi..