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29 dicembre 2008
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Aston Villa – Arsenal 2-2

Nella mia solita quanto tradizionale letterina al sempre caro Babbo Natale, avevo chiesto al simpatico e rubicondo omone vestito di rosso di farmi trovare sotto l’albero una Fender Sunburst Stratocaster del ’62. Dopodichè, resomi conto del coefficiente di difficoltà della richiesta, ho aggiunto a piè di pagina una piccola postilla, in cui specificavo al buon Santa Klaus che, in alternativa a quel clamoroso artefatto, mi sarei anche accontentato dei tre punti di oggi, al Villa Park. Ma è stato solo dopo aver visto la partita che mi sono amaramente reso conto di avergli chiesto una cosa ancora più improponibile. E forse non è un caso che alla fine non abbia trovato nè l’una, nè l’altra. In fondo posso dire che qualcosa ho pur sempre ricevuto in questo Boxing Day.

Ovvero sia, la piena consapevolezza che l’Arsenal di quest’anno, questo Arsenal pieno di infortuni, inesperienza e assenze importanti, è una squadra che può sgomitare per la zona UEFA della classifica di Premier League. Eppure, non so per quale strana ragione, la cosa non mi sorprende più di tanto. Di certo, se il nostro caro manager non avesse peccato di onestà intellettuale, il senso di delusione, di rammarico e di frustrazione sarebbe stato nettamente inferiore a quello che, almeno io, sto provando ora, come tifoso accanito di questo Club. Del resto non ci voleva chissà cosa.

Alla luce di un calciomercato estivo così miseramente scarno, sarebbe bastato dirci di aver allestito un organico forte abbastanza da poter centrare il quarto posto, o giù di lì. Invece no. C’è chi lo chiama eccesso di self-confidence. Io preferisco parlare di estrema superbia. Magari qualcuno potrebbe definirla mania di grandezza. Cambia poco in verità. Anche dicendo a perdifiato che questa squadra così malridotta ha il potenziale, ciò che nel calcio conta di più è il risultato. Così come importante è la classifica. Per non parlare dei trofei vinti o degli obbiettivi raggiunti. In quel senso, c’è ormai un pietoso silenzio da quasi un lustro.

Meglio parlare della gara cui abbiamo assistito. Le assenze, di cui ormai abbiamo tutti le scatole piene, costringono Arsenio a giocare con Van Persie come punta unica. Mossa che si dimostrerà tra le più assurde mai viste dal punto di vista tattico. Ma la contingenza va oltre ogni logica, e ora più che mai vale il principio “a mali estremi, estremi rimedi”. Il centrocampo che supporterà l’olandese sarà composto da Ebouè, Song, Denilson, Diaby e Nasri. In difesa Gallas e Tourè ricostituiscono la coppia centrale, con Sagna e Silvestre a fare da esterni. Chiaramente, sulla carta non è un bel vedere. Ma si sa, il libro non va mai giudicato dalla copertina.

Dal canto suo, Martin O’Neill può contare su un gruppo in ottima forma, sia fisica che morale. La formazione presenta, di fatto, una sola assenza importante: John Carew. Tuttavia, visto il momento straordinario in cui versano Agbonlahor e Young, la cosa passa sicuramente in secondo piano. Friedel è protetto da Luke Young, Curtis Davies, Knight e Reo-Coker; in mezzo, operano Miler e Barry un pò più larghi, con Petrov e Sidwell a fare da interni. Agbonlahor e Ashley Young, appunto, compongono il tandem offensivo. Il direttore di gara è Lee Mason, che ci aveva già diretto contro il Sunderland, dando prova della sua inettitudine. Quest’oggi ci concederà un bel bis (voto 4,5).

Le prime fasi di gara non tradiscono le aspettative, e mettono in mostra una sempre più percettibile incapacità di far gioco da parte degli ospiti. Giocare con una punta è già difficile di per sè. Quando poi la punta unica in realtà è una mezzapunta, beh allora le cose diventano esponenzialmente più complicate. L’Aston Villa ci mette un pò per carburare, ma nelle fasi iniziali ci sono comunque sprazzi di gioco che lasciano intravedere una condizione fisica a dir poco esplosiva.

Dall’altra parte, ciò che spicca di più è senza dubbio la scarsa precisione dei passaggi dei vari Song, Ebouè e Diaby: da sbalorditiva, diventerà sempre più frustrante. Tale mancanza, come vuole la logica, porterà l’Arsenal a perdere terreno e, in maniera conseguenziale, porterà i Villains a conquistare il possesso palla. Al 6′, il cross di Barry è interessantissimo, e Sidwell, sfruttando l’indecisione della nostra retroguardia, ha tutto il tempo di staccare verso Almunia, ma per nostra fortuna colpisce in pieno il palo. Al 10′ il copione sembra ripetersi, con una chance ancora più ghiotta, stavolta sulla testa dell’ottimo Curtis Davies, che però fallisce la mira da occasione favorevolissima.

Quasi un giro d’orologio più tardi, è lo stesso difensore inglese che deve intervenire sul pericolosissimo inserimento di Diaby per Van Persie. Da quel momento in poi, (ed è tristissimo doverlo scrivere) l’Arsenal viene letteralmente dominato dall’Aston Villa. Ci prova persino Luke Young, con un potente destro deviato su cui Almunia deve compiere lo straordinario, con la punta delle dita. Ancora al 20′, dopo un fortunoso recupero di Almunia su Agbonlahor, è Sidwell ad avere un’altra palla goal, ma l’intervento provvidenziale di Gallas devìa a lato il tiro dell’ex centrocampista del Reading e dell’Arsenal. In una sorta di spaventoso crescendo, i Villains annullano completamente i Gunners, costringendoli persino ad un umiliante quanto inefficace catenaccio. Agli uomini di O’Neill mancherebbe solo il goal.

Che per poco non arriva al 35′, quando la conclusione di James Milner impatta forte sul palo e ritorna incredibilmente tra le braccia di Almunia. Pazzesco. Al 37′ la cattiva sorte dei padroni di casa si riconferma, con il secondo palo colpito dalla volè di Curtis Davies, che in realtà becca la parte alta della traversa. Succede davvero di tutto. L’unica cosa difficile da pensare era il goal da parte dell’Arsenal. E invece, ironia della sorte, arriva pure quello, al minuto numero 40. Denilson strappa letteralmente il pallone dai piedi di un Reo-Coker troppo sicuro di sè, e si lancia in area di rigore, infilando sotto le gambe Brad Friedel in uscita bassa con il suo sinistro. Perfetta scelta di tempo del brasiliano, e gran goal. L’Arsenal è immeritatamente in vantaggio, ma almeno il goal può smorzare gli equilibri di una partita che sembrava prendere la forma di un assoluto monologo. L’Aston Villa subisce una mazzata di proporzioni titaniche, ma non molla. Sul finire del primo tempo Agbonlahor riceve il cross di Reo-Coker e anticipa un’uscita assolutamente inguardabile da parte di Almunia. Il pallone sta per entrare in rete, quando ecco che si intravedono le treccine chiare di un imperioso Bacary Sagna sfrecciare verso la palla.

Il terzino francese salva sulla linea con una rovesciata spettacolare. Un intervento che vale un goal fatto. Sembra una giornata “no” per i Villains. Di contro, può essere una possibilità per i nostri. Una possibilità di redimersi, concentrare le proprie energie e cambiare il senso di quella scialba prestazione. E dopo tre minuti dall’inizio del secondo tempo, sembra che i giovani ragazzi di Wengèr siano per riprendere la retta via.

Il numero di Diaby sulla fascia destra (tunnel con colpo di tacco) permette ad Ebouè di sganciarsi e di involarsi verso l’area di rigore. L’ivoriano si accentra e sfrutta la sovrapposizione dello stesso Diaby, molto bravo a seguire l’azione e a smarcarsi per ricevere il passaggio di ritorno. Ebouè non fallisce il passaggio decisivo, così come il francese non perdona Friedel, battendolo sottomisura con il destro. Un impensabile doppio vantaggio, una inimmaginabile occasione di restituire lo stesso smacco dell’ultima gara all’Emirates ad Agbonlahor e compagni e, nello stesso tempo, di recuperare punti vitali per la classifica.

La differenza tra una grande squadra e una squadretta che crede di esserlo sta nel saper sfruttare fino in fondo queste occasioni. Ovviamente, i padroni di casa ne escono distrutti, e il cambiamento del canovaccio della gara è inevitabile. L’Arsenal inizia piano piano a macinare gioco, riuscendo addirittura a rendersi pericolosa offensivamente. Ci prova prima Van Persie, sull’ottimo suggerimento di Ramsey (subentrato a Song), ma la rasoiata dell’olandese si perde a lato. Successivamente, è Gallas ad avvicinarsi al colpo del 3 a 0, con un colpo di testa alto non di moltissimo.

Tentativi sicuramente troppo fiacchi per legittimare un vantaggio così stranamente determinato dal destino. Ma il destino che dà, può anche togliere. E così, al 65′, questa sorta di volontà superiore a cui piace giocare con le aspettative e le speranze di migliaia di tifosi decide di provocare una lobotomia a Gallas che, completamente uscito di senno, falcia di netto Agbonlahor in posizione defilatissima in area di rigore. Dal dischetto Barry non sbaglia, e accorcia le distanze restituendo energia alla sua ciurma. L’equilibrio del match cambia nuovamente. L’Aston Villa risale in cattedra e i nostri non riescono più a orchestrare una sola manovra degna di nota.

E’ il 90′, l’arbitro segnala 4 minuti di recupero, e ti aspetti sia finita lì. Ma non è così semplice. Non quando gioca l’Arsenal, che sarà ancora una volta capace di far completare la rimonta. Stavolta con Knight, che raccoglie indisturbato un cross accademico del solito Barry, stoppa di petto la palla e inchioda Almunia con un sinistro al volo. Incredibile, come i nostri due goal di vantaggio in una partita così. Per quanto mi riguarda, questo campionato finisce qui. Stavolta senza mezzi termini, o false speranze, per non dire illusioni. Non ho più dubbi sul fatto che questa giovane squadra può solamente lottare per un posto in zona Uefa.

Non ho più dubbi sul fatto che le “Big” d’Inghilterra sono almeno un paio di spanne più in su rispetto a noi. Non ho nemmeno dubbi sul fatto che questo pareggio in realtà ha più il sapore di una sconfitta. Ma mi accontento del mio regalino, di aver ottenuto questa consapevolezza, e di guardare con futuro e con speranza alla prossima stagione. Forse mi resta un solo dubbio… tra me che speravo di trovare una Fender sotto il mio albero di Natale, e Wengèr che voleva vincere un trofeo con Song, Djourou e Denilson, chi è stato il più presuntuoso?

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5 Comments


  1. Massimo

    ahaha l’inizio e la fine di questo articolo sono spettacolari!! Miticooo Angelo.


  2. Angelo "The Method"

    Grazie mille come sempre Max! A breve riceverai il report della partita di oggi contro il Portsmouth! ^^


  3. gunnersforever

    ..un grande applauso all’autore di questo articolo favoloso e, come tutti gli altri, dettagliato, ironico e corretto.. :-)

    Fortunatamente abbiamo preso 3 punti contro i Pompey, ma quanta fatica…se poi Ade non coglie un ago in un pagliaio e Bendtner gioca da ala è dura buttarla dentro…spero in un 2009 più fortunato di questo 2008…

    COME ON GUNNERS!!!!!!!


  4. Sergente

    Gran bell’articolo complimenti :D
    Gia speriamo in un 2009 più convincente, e poi spendiamoli sti soldi nel mercato di riparazione E’ ORA !


  5. Angelo "The Method"

    Grazie a tutti per i complimenti!



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