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7 dicembre 2008
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Arsenal – Wigan 1-0

E’ un momento molto delicato, tutti noi lo sappiamo. E’ un momento in cui guardare la qualità della prestazione, ora più che mai, è poco utile ai fini del raggiungimento del nostro obbiettivo. Il terribile Novembre 2008 è terminato come nessuno forse poteva immaginarlo, e l’unica cosa fondamentale per il prosieguo della stagione era iniziare questo Dicembre (come sempre ricco di impegni) nel miglior modo possibile: vincendo. Una delle quattro competizioni di questa season è stato depennato.

Non che la cosa mi sorprenda (o mi importi) a dire il vero. In una gestione durata più di una decade, la Carling Cup non è mai stata presente nell’armadietto dei trofei di Mister Wengèr. Non credo che in molti se ne siano rammaricati. Ma sono convinto che la maggior parte di noi sia d’accordo sul fatto che il personalissimo superpremio del manager alsaziano sia stato quello di sfruttare la suddetta competizione per sviluppare il talento del nostro vivaio. Spesso con risultati spaventosi.

Per il resto, bisogna pensare a ben altro. Si parlava del campionato, certo. Con un impegno casalingo che ci ha visti impegnati contro il Wigan. Quello stesso Wigan demolito dai pulcini in Carling Cup, per l’appunto. Una squadra tuttavia dall’atteggiamento completamente diverso, considerato che diverso è il sapore di una competizione con i 3 punti in palio. Punti che ultimamente l’Arsenal ha messo in saldo. E che Steve Bruce non vuol lasciarsi scappare.

Con un moderato 4-4-2, il discepolo di Fergie (uno dei tanti, per la verità) si presenza all’Emirates con le intenzioni di emulare Fulham, Stoke, Hull e Villa. Kirkland presiede la porta, protetto da Melchiot, Emerson Boyce, Bramble e Maynor Figueroa; la coppa centrale di centrocampo è composta da Cattermole e Palacios, mentre Ryan e Taylor si occupano di spingere sulle fasce laterali. Per l’attacco, l’inamovibile Heskey è affiancato dal ritrovato Henri Camara. Per Wengèr la vittoria è altrettanto fondamentale, per non dire di più.

Dovendo fare a meno di Gallas (senza contare l’elenco degli infortunati di stagione), il tecnico alsaziano affida il compito di protezione della porta di Almunia a Sagna, Djourou, Tourè e Clichy. Song e Fabregàs si occupano della cerniera di metà campo, con Nasri unico esterno di sinistra e Denilson a fare il mediano a destra. Confermato l’attacco titolare con Adebayor e RVP. Prova alquanto discreta per il signor Bennett, che ha forse l’unica colpa di spezzettare troppo la partita (voto 5,5).

Si parte, forse un pò con il freno a mano tirato, ma per quanto contino i punti in palio, il paragone con il derby della settimana scorsa è comunque improponibile. Sono gli ospiti a farsi vedere per primi, con un bolide di Wilson Palacios (gran bel giocatore), pericolosamente deviato da Heskey. Almunia è reattivo al punto giusto, e non si fa beffare. Sono poche le occasioni dei primi minuti, ma l’Arsenal sembra in totale controllo della situazione, soprattutto dal punto di vista del possesso palla.

Tant’è che al 16′ trova pure il goal del vantaggio. Come sempre perfetto il passaggio filtrante di Fabregàs per Song, al limite dell’area. Il camerunense, marcato da Bramble, non aggancia, ma involontariamente esegue un velo per Adebayor, piazzato proprio alle sue spalle. A quel punto, per il numero 25 è un gioco da ragazzi finalizzare con un potente destro. Ed è il goal dell’uno a zero. A pochissimi minuti di distanza, Van Persie avrebbe addirittura potuto raddoppiare, ma l’intervento di Boyce sull’inserimento dell’olandese esclude il pericolo.

C’è da dire che nonostante il controllo da parte dei nostri, si tratta di una delle prove più povere dal punto di vista della qualità e dell’intensità di gioco. L’azione più insidiosa dei Latics arriva su un colpo di testa da parte di Valencia. Superba ma inutile la parata di Almunia, perchè l’esterno sudamericano è in fuorigioco. Sicuramente una buona notizia. Che però viene subito ridimensionata da un’altra (pessima notizia). Quella che al 32′ vede Nasri uscir fuori per infortunio.

 Probabile distorsione della caviglia sinistra, per cui l’ex marsigliese deve lasciar il posto a Ebouè, da poco rientrato in organico. Il primo tempo non ha nulla da raccontare fino ai minuti di recupero. Buona iniziativa da parte di Denilson sulla destra, il cui taglio dentro innesca il movimento di Adebayor. Il togolese calcia di prima intenzione costringendo Kirkland allo straordinario. La deviazione del portiere del Wigan trova il palo e scongiura il colpo del K.O. definitivo.

Nella ripresa le cose non cambiano di molto. Al 49′ Heskey, disturbato da Clichy, avrebbe una ghiottissima chance di testa, ma il suo colpo di testa di dimostra privo di potenza ed è troppo facile per Almunia. Dieci minuti più tardi, è ancora l’Arsenal a sfiorare il 2 a 0, stavolta con Denilson. Dopo il recupero di Kolo Tourè su Camara in area di rigore, il contropiede dei Gunners è micidiale.

Lo stesso brasiliano serve in verticale Van Persie, che dopo aver guadagnato spazio, sfiora il palo con una velenosa rasoiata di sinistro, a portiere decisamente battuto. Poi, al minuto 64, ancora Denilson, stavolta sfortunato, trova il palo interno dopo aver esploso un gran destro dai 20 metri. Gli innesti di Kilbane e di Jason Koumas non ottengono gli effetti sperati. Ma proprio quando mancano solo quindici minuti alla fine, l’Arsenal impazzisce e sfiora un autentico harakiri psicologico.

Gli errori non si contano, soprattutto ad opera di Ebouè, completamente frastornato. L’ivoriano è senza dubbio fuori condizione sia fisica che mentale, e a rischio di una severa punizione, Wengèr lo sostituisce con Silvestre, probabilmente affosandolo dal punto di vista morale. Almunia si era già del resto superato su una deviazione sottomisura di Melchiot.

 Non riuscendo a chiudere la partita, i nostri hanno pericolosamente rischiato di compromettere il risultato, che però alla fine, nonostante l’ingresso di Zaki, non è stato compromesso.

Soffrendo, dopo aver dominato per più di un’ora, l’Arsenal porta a casa i 3 punti e un altro giocatore in infermeria. Sarà il caso di intervenire sul mercato di riparazione. Ma siamo sicuri che il nostro manager sarà dello stesso avviso?

 

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6 Comments


  1. edward

    è più probabile che chelsea e liverpool perdano 4 partite consecutive..che l’arsenal compri GIOCATORI a gennaio…….


  2. gunnersforever

    Hai detto bene, non guardiamo la prestazione…anche se per 60-70′ non abbiam giocato male, ma come al solito non chiudi la gara e c’è da soffrire…gli ultimi 5′ più recupero ho visto di tutto, passaggi di 1 metro sbagliati, panico generale, paura di vincere (contro il Wigan, non il Barcellona…), Eboue che si è dimenticato di essere un giocatore dell’Arsenal e abbatte Toure…pazzia generale…ma l’importante è metter in saccoccia 3 punti…poi, storicamente, novembre e marzo sono i mesi peggiori per Wenger…uno è passato e nonostante tutto siamo in Champions, a -8 dalla prima in Premier…
    Acquisti in vista non ne vedo: spero Yaya Toure, anche se le ltime 2 buonissime gare di Song potrebbero rivedere i piani del grande Arsenio..


  3. L’Arsenal ha dominato ma purtroppo ha segnato solo un gol…tanto per rimanere in bilico fino al novantesimo XD cmq l’importante era portare a casa i 3 punti, non importava come.
    Mi hanno dato fastidio i fischi a Eboue…nn mi sembra giusto fischiare un giocatore della propria squadra, anche se sta facendo parecchi errori, la squadra ( e quindi i giocatori) la si sostiene sempre!
    Detto questo spero in qualche acquisto a gennaio..Yaya andrebbe benissimo e oggi ho letto d un’offerta per Xabi Alonso..andrebbe benissimo anche lui!


  4. Simo

    Eboue era un ottimo terzino, Wenger gli ha rovinato la carriera spostandolo da quello che è il suo ruolo, ed è un vizio che ha con molta gente (lauren spostato da mediano a terzino, flamini terzino, van persie ala rosicky ala ecc ecc ecc…). Domenica l’ha distrutto psicologicamente ma non si poteva rischiare di subire un gol, e visto che ha tentato due volte di lanciare il contropiede agli avversari, approvo la sostituzione…
    La aprtita è stata pessima solo nell’ultima parte, ma prima si è palesata la solita incapacità di chiudere le partite.
    Ora arriva il tour de force natalizio, speriamo in bene, io ritengo la squadra troppo debole per concorrere per il titolo ma spero in una qualificazione alla champions tranquilla, e mi auguro di arrivare in fondo in europa, che ritengo sia per noi più probabile da vincere del campionato.


  5. Un pubblico indegno,fischiare un proprio giocatore e non un nuovo arrivato o una rinomata checca che tira indietro la gamba(ex il bielorusso del barca),ma un giocatore che ha fatto la gavetta per avere un briciolo di spazio e che se gioca fuori ruolo se ne sta pure muto(ex all’opposto,WillY) e uno così deve pure beccarsi i fischi?!!Assudo e vergogna,ma d’altra parte i 30.000 tifosi in più che entrano all’Emirates saranno mica tutti tifosi?? già è vero


  6. Angelo "The Method"

    Anche secondo me Emanuel Ebouè sta giocando nettamente fuori ruolo. Insomma, voglio dire, tutti noi abbiamo avuto modo di vederlo l’anno scorso nella posizione di ala destra a centrocampo. Scarsa qualità e quantità. Invece, prima di acquisire Bacary dall’Auxerre, Ebouè a mio avviso stava per diventare uno dei migliori terzini destri del mondo, ed è soltanto quello il ruolo che gli compete. Cosa che ha largamente dimostrato. Per cui, e mi collego a ToscanArsenal condividendo quanto dice, la sostituzione dopo essere entrato in campo a partita iniziata è già stato uno scotto pesante da pagare. I fischi da parte del pubblico sono invece eccessivamente ingenerosi. Non è sicuramente questo il modo per mettere in pratica il verbo “tifare”…



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