Prendete la partita Bolton – Arsenal e, contemporaneamente, relazionatela a quella minuscola parte della tifoseria del Manchester United, dotata di un quoziente intellettivo altrettanto microscopico. Contrapponendosi alla stragrande maggioranza della tifoseria marchiata Red Devils, intelligente e sportiva, le statistiche provano che, di fronte a questa relazione, il giudizio di questa sciagurata parte di tifosi stia nella parola “mazzetta”.
Il che può indurre a pensare che essi siano abituati a tali escamotage. O, cosa ancor più legittima, può solo indicare uno stato di invidia latente, per non essere riusciti in una tale impresa, sullo stesso campo. Non si vuole in questa sede curare le turbe mentali di pochi faziosi, invidiosi e malpensanti. Riprendete la stessa partita, scartate la parte priva di cervello della tifoseria, e relazionala col resto dei tifosi, dei cronisti, di addetti ai lavori e non. Mi associo alle parole di Arsenio, dicendo che sia una delle rimonte più spaventose che abbia mai visto, nonché sottoscrivo le parole del commentatore, egregio Marco Foroni, nel dire che si è trattata di una partita magnifica sotto il punto delle intensità e delle emozioni.
Mi ricorda un 5 – 3 contro il Middlesbrough, a dir poco rocambolesco, di qualche anno fa (2004 se non erro), ma è stato ancor più intenso. Quella che poteva essere la striscia negativa più lunga della gestione Wengèr è stata scongiurata, con una prova di forza che davvero in pochi al mondo si possono permettere. A meno di Sagna, Wengèr schiera Tourè come terzino, lasciando intatta la restante parte della difesa. Confermata anche la linea a 4, con Hleb, Flamini, Fabregàs e Diaby, in mediana.
Per l’attacco, Arsenio si affida a Bendtner in coppia con Van Persie, lasciando una meritata dose di ossigeno ad Adebayor. In linea con il principio del “si salvi chi può”, Megson mette a punto un 4-5-1 dalla chiara indole catenacciara (si ha l’impressione che, se avesse potuto, avrebbe messo due portieri in campo). Al Habsi deve rimediare all’infortunio di Jaaskelainen tra i pali, mentre la linea difensiva si schiera con Steinsson, O’Brien, Cahill e Jlloyd Samuel; il folto centrocampo invece prevede tre uomini in copertura, McCann, Ivan Campo e Guthrie, con gli esterni Diouf e Matthew Taylor a fungere, di fatto, da elastico tra centrocampo e attacco, cercando di dare appoggio alla sola punta Kevin Davies (che, con tutto il rispetto, non è Anelka).
Stavolta la direzione di Chris Foy è ineccepibile, soprattutto sul metro adoperato in maniera costante (voto 7). La pressione del pre-partita viene confermata sin dal calcio di inizio. Nessuna delle due squadre in campo, per ovvi, opposti motivi, può permettersi di perdere. La pioggia si abbatte copiosa, rendendo ancor più difficile l’obbiettivo di espugnare un campo difficile come il Reebok Stadium. Tuttavia, l’Arsenal sembra poter piano piano prendere le redini della partita.
I Gunners provano già al 2′ l’affondo con Bendtner, servito da Flamini, in progressione su O’Brien che riesce a limitare la conclusione del danese, permettendo a Al Habsi di sventare il pericolo. Verso il 5′, è Van Persie ad essere servito sul canale di sinistra ma, da buona posizione, non riesce a rendersi minaccioso, calciando troppo centralmente. Il possesso palla degli ospiti sembra crescere di minuto in minuto, alternandosi con qualche conclusione poco efficace. Ma l’impressione è quella della volontà di dominare la gara.
Il terreno di gioco diventa progressivamente pesante e viscido, limitando di fatto il nostro tipo di gioco. Nel pieno del dominio territoriale da parte dei Gunners, al 14′ arriva la svolta, come fulmine a ciel sereno: una mirabile sovrapposizione di Steinsson con Diouf, permette all’islandese di saltare Clichy di prepotenza, arrivare sul fondo e crossare perfettamente per Taylor che, in anticipo, infila Almunia di testa. Ed è il goal del vantaggio. Clamoroso quanto inaspettato.
Il copione visto nelle ultime gare si ripeteva ancora, con la disperazione che si tramutava in rabbia e frustrazione. Non c’era possibilità di resa, non ancora almeno. E nonostante quella beffa, la partita continuò i suoi sviluppi all’interno della metà campo del Bolton. Possesso completamente a appannaggio dei ragazzi di Wengèr, con una sfilza infinita di corner, ma privo di un acuto che potesse realmente far male ai Throtters. Su uno di questi corner, il tiro di Tourè sembra essere decisivo, ma l’ultima deviazione inconsapevole di Gallas, lo rende velleitario e largo, per la porta avversaria. Poteva essere un segnale di ripresa.
Ma poco dopo la mezz’ora, verso il 32′, un segnale ben più forte arriva a scombussolare le intenzioni e la volontà dei nostri. Diaby perde il lume della ragione, e si produce su un’entrata killer ai danni di Steinsson, simile a quella di Martin Taylor su Eduardo. Sacrosanto rosso diretto da parte di Foy, mentre Steinsson, ringraziando il cielo, esce miracolosamente illeso dopo quello scontro inaudito. Non poteva andare peggio di così. La tentazione di cambiare canale è stata fortissima. Ma volevo vedere fino a che punto il destino si sarebbe eventualmente preso gioco di noi.
Al Habsi si supera, nel finale di primo tempo, sulla conclusione del tenace Bendtner, simbolo degli ultimi segni di vita dell’Arsenal. Ultimi segni di vita, ulteriormente compromessi al 44′, con il colpo dell’umiliazione da parte del Bolton. La sfortuna si moltiplica, e dopo aver rubato palla a Flamini, McCann riesce a imbeccare Taylor che, dallo spigolo dell’area di rigore, calcia in porta, trovando la decisiva deviazione col tallone di Gallas. Deviazione che beffa Almunia e che porta i Throtters al raddoppio, oggettivamente non meritatissimo. Il sipario cala lentamente sul Reebok Stadium, ma un sottile filo di speranza lungo 45 minuti convince Wengèr a non mollare. Nemmeno dinanzi a tale crudeltà. Difficile assorbire quel colpo.
Difficile soprattutto cercare di tener vivo il proprio stato d’animo positivo e la capacità di reazione. Occorreva tempo per riprendersi. Un tempo di circa 15 minuti, durante il quale le parti si invertono, e l’Arsenal diventa preda indifesa, in balia degli assalti del Bolton. Gran parata di Almunia sul tiro poderoso di Cahill, così come grande reattività dello spagnolo sul deviare i velenosi corner di Taylor. Ghiottissima occasione per Davies, incapace però di trasformare da pochi passi, su corner dello stesso esterno sinistro inglese.
Una tempesta che stordisce l’Arsenal, assolutamente stranito e impotente, anche nel solo uscire dalla propria metà campo. I padroni di casa non riescono, tuttavia, a capitalizzare quello che è comunque il loro miglior momento della partita. Soprattutto e paradossalmente, contro un Arsenal in 10 uomini da diversi minuti. Lo stato di costernazione in cui versava la sua squadra, induce poi Arsenio a modificare totalmente l’assetto tattico verso l’ora di gioco. L’alsaziano si ricorda di avere un certo Walcott in panchina, e lo inserisce, mandando dentro anche Adebayor, al posto di Senderos e di un buon Bendtner. Difesa a tre, quindi, con Walcott e Hleb a fare da esterni puri, e lo spento Van Persie in appoggio al togolese.
La differenza è sensibilmente riconoscibile, al punto da interrompere i 15 minuti di terrore, firmati Bolton. L’Arsenal riprende a dominare il gioco e, 3 minuti dopo i cambi, i Gunners accorciano le distanze. Il corner di Van Persie viene bucato da Campo, e Gallas, con l’istinto dell’attaccante, anticipa tutti sul secondo palo, con una bella volee di piatto destro. Il capitano esplode in tutto il suo furore agonistico, spingendo i suoi uomini alla reazione di orgoglio. Megson non può che notare lo scricchiolio del suo scacchiere, al punto da temere il peggio. L’Arsenal cresce alla distanza, e sembra che siano i Throtters quelli in inferiorità numerica.
Walcott è devastante sulla destra, e Samuel fa fatica a seguirne i movimenti. Al 68′, i nostri prendono il largo, nel loro tipico e impressionante stile: Adebayor serve Flamini a destra, il cui tiro dall’area di rigore, viene respinto parzialmente da Al Habsi; Hleb recupera, più lesto di tutti, la sfera, provando il controllo a seguire e mettendo fuori causa l’intervento duro di Cahill, che lo stende inesorabilmente. Per Foy (ma nemmeno per noi) non ci sono dubbi, ed è calcio di rigore. Dal dischetto Van Persie realizza il suo primo goal da Ottobre a questa parte, ed è il pareggio ultra meritato. Sembrava proprio che fosse il massimo dei risultati a cui l’Arsenal potesse aspirare, visto ciò che era accaduto.
Ancora una volta, non era così. A 15 secondi dalla fine, ancora Hleb riesce a servire Fabregàs nei pressi dell’area di rigore. Il catalano non esita a calciare in porta e questa volta, è la deviazione di Samuel a favorirci, spiazzando nettamente il povero Al Habsi. Straordinario. Una rimonta di proporzioni titaniche che resterà intatta nonostante i 4 minuti di recupero finali.
Una rimonta che non muta gli equilibri della classifica, alla luce degli altri risultati, ma che serviva maledettamente. Una rimonta che potrà segnare un’ulteriore punto di svolta, in relazione ai prossimi impegni che dovremo affrontare. Senza paura.




Lo dico da mesi: Walcott in posizione di esterno destro è devastante!!!
Confermo anche tutto quello che ho detto su Almunia (inaffidabile per i suoi alti e bassi) e Diaby. Se fossi Arsenio e vedessi che un giocatore (che già non capisco bene, per quel poco che possa valere, perchè indossi quella maglia) lascia la squada in dieci in un momento del genere, con un fallo del genere non lo farei neanche avvicinare allo stadio per il resto della stagione. Comunque sono contento per la vitoria ovviamente, il resto passa in secondo piano.
E ora ridateci la febbre a 90!
Ciao a tutti
Simo
Ma perchè dall’inizio Diaby e nn Walcoot!!?
Comunque straordinaria vittoria e adesso pensiamo a mercoledì!
X simo e davide:
giocare con Walcott più RVP + ade mi pare eccessivo…ed allora ecco il perchè di Diaby che però non puo piacere non per colpa sua ma per colpa della posizione completamente fuori ruolo per venire incontro alla mancanza di un esterno in rosa(rosicky out)..speriamo di arrivare a diego Capel..
Io piuttosto metterei Walcott al posto di RVP che per esser rientrato da poco mi pare stia giocando fin troppo..
Robin nn si tocca.Io lo metterei in campo anche al 30% delle sue possibilità….è un fenomeno!
Della mia opinione su diaby non ho mai fatto mistero, ma il mio commento prescinde da questa e dalla prestazione di sabato. Uno che lascia la squadra in dieci in un momento di difficoltà, facendo per lo più un fallo totalmente insensato e inutile, deve meditare per almeno tre turni (oltre quelli di squalifica) in tribuna. Lo dico da ex giocatore e da ex allenatore. Poi non penso sia eccesivo giocare con ade wal e rvp, è un 451 alto o un 4231, barca roma e lo stesso united adottano uno schema del genere e non tutti hanno fiato e gambe come i gunners
secondo me per qst partita bastano 3 parole SONO STATI GRANDI! ^^
e lo ripeto anke qui: Method, l’inizio dell’articolo è stupendo XD XD XD
ma tutti hanno una rosa più ampia x poter supportare un tale modulo—
inutile dire che con il liverpool, toure andrà a fare il terzino destro ed eboue il laterale destro….
io preferirei 300000 volte walcott…anche perchè le partite si vincono giocando in attacco
La roma ha una rosa più ampia? E lo united ronaldo dipendente? La differenza è che quelli forti loro li fanno giocare. L’ostracismo nei confronti di Walcott sembra quello di mancini nei confronti di crespo, lo trovo francamente incomprensibile. Poi come dice g4ever le partite si vincono imponendo il gioco in attacco.
Comunque mi piacciono queste discussioni, sono stimolanti e cordiali, cosa rara in italia. Complimenti a tutti.
Simo
Si vero Simo…è una caratteristica di chi ama il Football britannico questa…non so se conosci il forum del British Football..dove ci sonotanti fans italiani di squadre inglesi che disctono tranquillamente senza arroganza…davvero una cosa bellissima!!!
-allora veniamo a noi..argomento rosa:roma:la rosa solo leggermente più ampia forse..ma di poco..ed infatti i risultati si somigliano…!
-Man utd:gente che si permette di tenere in panca Nani,hargreaves,saha,
i nsotri sostituti si chiamano Diaby,Hoyte traore,gilberto,l’unico salvabile è teo…dai non possiamo dire di essere al pari loro..ed infatti ad Agosto il nostro obiettivo era il 4 posto…
io sono contento della nostra stagione..brucia aver perso tutti questi punti..ma i nostri sono ragazzi solo da applaudire!
Concordo che è stata un agara dura…pero non si poteva perdere o pareggiare anche in vista della champions…viste le assenze concordo con la formazione di wenger e sopratutto col cambio di modulo che in fin dei conti ci ha permesso di vincere..walcott per me è piu utile da subentrato per verve e imprevedibilità…van persie deve ritrovarsi ma non tardera e per me sara decisivo al momento giusto…sempre forza arsenal dal centro della sardegna…
ragazzi ci mancherà terribilmente sagna….
Secondo me se gioca Ebouè terzino non sentiremo la mancanza di Sagna.
boh davide…eboue non ha la copertura di sagna
Si in effetti hai ragione sullo united, però tra hargreaves e gilberto tutta la vita gilberto, poi secondo me ci sono elementi come ad esempio song che sono da valorizzare di più. In ogni caso domani è il giorno della verità, speriamo in bene.
Ciao
che ci siano elementi da valorizzare sono d’accordissimo..ed infatti la nostra crescita sarà direttamente proporzionale al livello di valorizzazione dei babies!