Arsenal News e Fan Club Ufficiale
Blog italiano sull'Arsenal e Fanclub Ufficiale



Premier League

12 febbraio 2008
Letto 324 volte

Arsenal – Blackburn 2-0: Match Report

E’ vero, si tratta di un Monday Night. Ma la partita dell’Arsenal in fondo era già cominciata (psicologicamente) quando all’Old Trafford il Manchester United doveva arrendersi alla morsa della controparte, guidata da Eriksson, in una clamorosa sconfitta casalinga. Clamorosa non solo per la necessità di rimediare al precedente mezzo passo falso contro il Tottenham. Quanto per la particolarità della giornata, segnata nel triste ma onorevole  ricordo dei Busby Babes.

Non è stato sufficiente. E l’occasione di prendere le distanze non poteva essere sprecata. Assolutamente. Perché è sfruttando questo tipo di occasioni che si dimostra la propria forza, la propria determinazione e la propria volontà di legittimare la leadership. Cose che l’Arsenal ha manifestato stasera (ieri sera, per chi legge), dal primo all’ultimo minuto di gioco. Contro la giovane scuderia di Wengèr, arriva il Blackburn di Mark Hughes che, nonostante il risultato finale, non ha fatto sconti ai Gunners.

L’intenzione di Hughes, dal punto di vista tattico, è di negare qualsiasi iniziativa ai padroni di casa, pressare in maniera asfissiante, cercare di non far ragionare il portatore di palla e, soprattutto, limitare Adebayor con un raddoppio efficace e costante. Un piano brillante, ben congegnato e molto condivisibile. Peccato non sia così comodo da mettere in pratica. Soprattutto con determinati limiti di formazione. Samba, Dunn e Gamst Pedersen costituiscono di certo assenze pesanti.

A cui il Hughes sopperisce così: inamovibile Friedel in porta, linea difensiva a quattro con Emerton, Oojer, Khizanishvili e Warnock; Tugay e Reid si occupano dell’interdizione a centrocampo, mentre Bentley, McCarthy e Berner fanno da appoggio all’unica punta Santa Cruz.

A proposito di assenze, Arsenio non ha sicuramente meno grane rispetto al collega. Ma grazie ai recuperi fisici del post gare nazionali, l’alsaziano può arrangiare un’ottimo 11 iniziale, con Lehmann tra i pali, Sagna, Senderos, Gallas e Clichy in difesa; centrocampo a 4 in linea, con Fabregàs, Flamini, Gilberto e Hleb; tandem offensivo composto da Eduardo e Adebayor. Direzione di gara affidata a Bennet (voto 4).

Le premesse per fare bene ci sono tutte, sebbene la posizione di Fabregàs, largo a destra, possa far perdere qualcosina in mezzo, in termini di creatività e inserimenti centrali. Grazie ad uno straripante Bacary Sagna, non sarà così. Il piglio iniziale dei nostri è subito incalzante, alla ricerca del dominio territoriale della gara. Già al secondo minuto, con lo stesso Sagna, capace di bruciare due avversari in sovrapposizione con uno scatto spettacolare, per poi convergere intelligentemente e centrare la sfera per Fabregàs, il cui controllo di petto non è però degno dell’azione.

Solo un minuto dopo, l’Arsenal capitalizza nel migliore dei modi il calcio d’angolo battuto da Eduardo, bravo ad imbeccare Senderos. Lo svizzero disperde la marcatura di Benny McCarthy, e inchioda Friedel, incolpevole nella circostanza, con un violento colpo di testa in torsione. Vantaggio immediato, che a dir la verità non sorprende, vista la mole di gioco espressa fino a quel momento. Mole di gioco che non si arresterà al goal del vantaggio. Un merito da riconoscere all’Arsenal è quello di non restare adagiato sugli allori. Nei minuti successivi, il possesso palla diventa un monopolio a favore degli uomini di Wengèr.

Nella ripresa il Blackburn si fa coraggio, e prova anche a imbastire qualche ripartenza, per non ristagnare nel solo tentativo di esautorare il potere offensivo dei padroni di casa. Una mossa non del tutto sbagliata, ma pericolosa quando ti ritrovi un Hleb contro, tra l’altro particolarmente ispirato.

Il bielorusso, servito da Eduardo, riesce a farsi spazio sul limite dell’area e, con l’interno del destro, trova una grande traiettoria che però si infrange sulla base del palo. Gran bell’acuto. Al 53’, anche Adebayor, fin li piuttosto silente, decide di mettersi in mostra, e lo fa in bello stile. Poderosa progressione del togolese e diagonale da posizione defilata, su cui Friedel non si fa trovare impreparato. Difficile trovare spazi, con un Blackburn così chiuso.

Ma l’Arsenal in questo caso può comunque limitarsi ad amministrare il vantaggio, e cercare di sfruttare le occasioni di contropiede, offerte dall’avversario. Non molte, per la verità. Il dominio non ne esce intaccato. E l’azione personale di Adebayor al 75’, bravo a liberarsi in dribbling di un paio di uomini e a calciare di interno verso la porta, ne è un forte segnale. Friedel controlla, nonostante la scarsa visibilità. L’americano sarà protagonista attivo tra i suoi, in diverse occasioni: a 10 dal termine, contro il gran sinistro di Hleb; nei minuti finali, su Fabregàs.

Il vecchio Brad se la cava in entrambe le circostanze, ma al 92’ deve arrendersi al capocannoniere della Premier. Hleb si produce in una gran percussione dalla destra, convergendo centralmente e saltando, con la palla attaccata ai piedi, la difesa dei Rovers, per poi servire Adebayor. Il centravanti africano controlla col sinistro a seguire, mettendo fuori causa Khizanishvili, e di contro balzo insacca alle spalle di Friedel con il destro, mettendo il punto esclamativo ad un dominio netto, chiaro come la luce fin dai primissimi minuti.

E finisce così, con l’Alsaziano che ancora una volta ha avuto ragione. Ragione nel non investire sul mercato e nel credere in un gruppo di ragazzini, spesso capaci di trasformarsi in campioni di valore assoluto. Una dimostrazione di forza e di merito, soprattutto nell’ottica della vittoria finale, per la quale risultati del genere sono fondamentali.

Una vittoria come quella di stasera, con sacrificio e spirito indomito, costituisce un mattone significativo nella costruzione di un qualcosa di concreto, significativo, prezioso. A cui ci stiamo avvicinando piano piano, sempre di più. Ora siamo 5 passettini avanti. E sabato c’è lo United in F.A. Cup, all’Old Trafford. Vorrà sicuramente dimostrare che questi 5 punti in più siano una differenza evanescente. Starà a noi, eventualmente, smentirli. Con un messaggio forte. Da girare anche al Milan.

If you enjoyed this post, please consider leaving a comment or subscribing to the RSS feed to have future articles delivered to your feed reader.




4 Comments


  1. Swiss Gooner

    It was 2-0 but keep on the good work.
    Greetinsgs from Switzerland


  2. Gunners4ever

    ops eheheh sorry


  3. Davide

    Oh ma ce l’avete sempre con gli arbitri!?….Cmq vittoria fondamentale….grandi ragazzi!


  4. Simo

    La giornata di campionato (finora) più importante dell’anno. Ora speriamo di tenere questi ritmi anche con la champions. Ciao a tutti



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>


 

Switch to our mobile site