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FA Cup

27 gennaio 2008
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Arsenal – Newcastle 3-0: Match Report

Per potersi lasciare alle spalle un tonfo così clamoroso, come quello di mercoledì scorso in Carling Cup, era necessaria una vittoria. Netta. Pesante. Inequivocabile. Sarebbe stata la migliore risposta, ai dubbi insinuatisi nelle menti di tutti i tifosi Gooner (sottoscritto compreso), dopo lo sconforto e l’umiliazione del White Hart Lane. Che comunque rimane e rimarrà. In maniera cocente. Ma con la vittoria odierna (ieri, per chi legge), la ferita ancora aperta, viene sapientemente lenita da un triplo effetto analgesico, che in buona percentuale, porta il nome di Adebayor.

E, perdonatemi per questo, ma voglio spendere qualche parola in merito ai fatti in cui si è trovato questo ragazzo. Lo devo fare, per l’indignazione provata nel leggere notizie di patetici e falsi moralisti, che hanno addirittura citato sentimenti come la vergogna e il pudore, riguardanti il “litigio” tra due giovani compagni di squadra, senza calcolarne il peso psicologico a cui i loro nervi erano sottoposti. Leggevo parole di odio, sconsiderato e ingiustificato, verso l’episodio e il giocatore responsabile.

Vorrei dire a queste esimie persone, italiane come me, di guardare quello che succede nel loro campionato, tra intercettazioni telefoniche, arbitri rinchiusi e minacciati negli spogliatoi, Rolex elargiti a destra e a manca, tifosi uccisi o gambizzati ogni benedetta domenica, cori razziali discriminanti, compagni di squadra molestati con minacce di morte a sfondo mafioso, partite sospese in base al potere decisionale di frange estremistiche ultrà, scooter gettati in campo dalle gradinate della curva, allenatori presi a pedate (letteralmente), e potrei continuare ancora all’infinito…

Ecco, vorrei dire a queste persone di usare (loro) il senso del pudore, e di avere il buon senso di non commentare con così tanta superbia, gridando allo scandalo, un avvenimento sì negativo, ma a cui loro sono certamente non meno abituati. Forse non si ricorderanno di Vierchowood e Mihaijlovic nei primissimi anni ’90. Ma il calcio italiano recente non possono non averlo presente.

E anche se Adebayor è stato poco umile nel dire che Henry sarebbe stata una sua riserva, non mi pare giusto dire che sia uno scarto, che abbia fatto 3 goal, e che non abbia i piedi buoni. Perché questa è invidia. E Adebayor, checché ne pensiate voi Gilardinisti o Palladinisti, è un grandissimo giocatore di 24 anni. I numeri parlano da soli. Quindi lasciate l’invidia fuori dai vostri giudizi di cultori del buonsenso, parlate dei fatti, se ne siete capaci, e prima di farlo, pensate sempre alla “purezza” del calcio italiano. Scusatemi ancora per lo sfogo.

Detto questo, veniamo alla partita. Turno di  F.A. Cup “fortunato”, contro il Newcastle del neo-manager Kevin Keegan (icona del calcio british e non), galvanizzato per questa nuova esperienza. Il popolo dell’Emirates si aspetta la reazione, la forza, la grinta. Verrà accontentato.

Arsène Wengèr schiera un 4-4-2 con un ottimo undici iniziale: Lehmann tra i pali, precede la linea difensiva composta da Hoyte, Senderos, Gallas e Clichy; mediana formata da Rosicky, Flamini, Fabregàs e Diaby; Walcott fa la seconda punta, in appoggio ad Adebayor. Keegan deve ancora raggiungere il feeling necessario col gruppo, ma conosce abbastanza i suoi giocatori, ma all’Emirates la prudenza non è mai troppa e da esperto di calcio sa bene che il tatticismo può mettere in difficoltà i Gunners.

Con una sorta di 4-5-1, la sua formazione si dispone in campo con Given tra i pali, Carr, Caçapa, Taylor e Josè Enrique in difesa; Milner e Duff agiscono da esterni alti offensivi, mentre Butt e N’Zogbia si posizionano in mezzo, con Alan Smith a fare da collante tra le linee, e a supportare Owen, unica vera punta dello scacchiere tattico dei Magpies. Senza problemi, dirige con sufficienza Atkinson (voto 6,5).

Al 50’, i Gunners passano in vantaggio: Fabregàs cede palla a Eduardo, nel pertugio centrale, e il croato, avendo la palla sul sinistro, calibra un perfetto tiro a giro, sul palo lungo. Given pizzica la sfera quel tanto che basta per mandarla sul palo stesso, ma il rimpallo viene lisciato dalla difesa e torna sui piedi (non buoni, a detta di qualche invidioso) di Adebayor, sul lato destro dell’area di rigore. In virtù dei suoi limitati mezzi tecnici, il togolese manda al bar Taylor con una finta di corpo, e salta Caçapa di prepotenza, concludendo con un interno sinistro pauroso, su cui Given resta inerme. Vantaggio meritato.

Al minuto 83’, arriva il raddoppio. Stavolta la firma è tutta di Adebayor che con la sua scarsa tecnica prima lascia sul posto Rozenhal, con un semplice tunnel, poi salta ancora di strapotenza il povero Caçapa e, penetrato in area, fulmina Given con un diagonale radente di destro. E’ il 2 a 0, che suggella una discreta prestazione.

Non fosse per la deviazione sfortunata di Butt, sulla punizione di Cèsc, che arrotonda il punteggio finale, portandolo sul 3 a 0. Complessivamente, una vittoria meritata, di cui avevamo bisogno. Su cui, però non dovremo riposare tranquilli. Perché il Newcastle tornerà martedì, in Premier League. E vorrà ripagarci con la stessa moneta. L’obbiettivo sarà concedere il bis. Staremo a vedere se ne saremo capaci. Continuando così…

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3 Comments


  1. Nicklas Bendtner

    sono d’accordo su tutto (“sfogo” in primis)…


  2. simo

    Non sono un tifoso di Ade però i suoi numeri non si possono discutere. E i moralisti non mi sono mai piaciuti. Tornando al calcio giocato questo era il risultato che ci voleva, adesso ci starebbero bene un paio di innesti di qualità e via per il treble



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