Era il 12 Agosto del 2007. Difficilmente dimenticherò quella data. L’Arsenal si accingeva a intraprendere la Premier League, aprendo il nuovo ciclo generazionale senza Re Henry, all’Emirates Stadium, trovandosi contro il Fulham di Lawrie Sanchez. Fu un derby iniziato in maniera tragica, con il goal di Healy a nemmeno un minuto di gioco. Ma per nostra fortuna, la voglia di vincere e di cominciare bene questa nuova avventura, portò il match su binari diversi, che tutti conosciamo.
Oggi (ieri per chi legge), a distanza di poco più di 5 mesi, le due squadre si ritrovano, a parti invertite, in quel di Craven Cottage, con alcune differenze rispetto all’andata. Non c’è più Lawrie Sanchez, sostituito dal maestro Roy Hodgson, con la speranza di rigenerare le sorti dei Cottagers; soprattutto non c’è più Lehmann, che in tale gara fu il dodicesimo uomo del Fulham, propiziando il goal nella maniera più comica possibile: la sua. Quello che resta uguale è la stessa determinazione nel cercare fin da subito la vittoria, necessaria a mantenere la concentrazione e la pressione in cima alla classifica.
E forse non è un caso che Arsenio si decide a recarsi al Craven Cottage, con la miglior formazione possibile. Senza fronzoli o turnover esasperati. La concretezza è la parola chiave. E viene dimostrato sul campo. Specialmente per chi scrive, non è una novità che l’Arsenal, al meglio della sua formazione, è una squadra più che completa, in grado di mettere in difficoltà qualunque avversaria.
Il fatto è che non sempre la completezza dell’undici titolare può essere garantito. E forse un paio di risorse in più all’altezza dei titolari potrebbero, in questo senso, far comodo alla causa. Magari mi sbaglio. Ad ogni modo, l’unico cambio rispetto alla disfatta casalinga col Birmingham, è l’inserimento di Rosicky per Walcott, non convocato. Finalmente rivediamo il centrocampo titolare. Con Adebayor e Eduardo in attacco, vista la reiterata indisponibilità di Van Persie. Cosa veramente frustrante. E di cui tener conto nella valutazione della stagione.
I padroni di casa, si posizionano in campo con uno strano 4-5-1, senza punte vere e senza l’utilizzo dei nuovi acquisti (Marlon King e Hangeland). Con Niemi tra i pali, la difesa si schiera con Volz (ex), Hughes, Stefanovic e Bocanegra; davanti a loro, Smertin e Davis agiscono come pivot, proteggendo le avanzate di Seol Ki Hyeon, Danny Murphy e Davies, con il centrocampista offensivo Dempsey a fare da punta. Direzione di gara senza problemi per Walton, autore di una discreta prova (voto 6). La partenza è subito rovente, come da tipico derby londinese.
L’Arsenal lascia l’iniziativa ai Cottagers, che nel primo quarto d’ora concentrano il meglio della loro forza offensiva e, in entrambe l’occasione, c’entra Murphy, uomo di esperienza e visione di gioco: dapprima in versione assist-man, con un intelligente passaggio per Seol, che però non riesce a impensierire la nostra retroguardia; e poi, in versione finalizzatore, dopo aver raccolto la respinta di Gallas sul cross dal fondo di Volz, al limite dell’area, tentando la conclusione di contro balzo, finita a lato. La solidità difensiva dei Gunners non concederà altri spunti significativi all’attacco del Fulham e la verve degli ospiti anche in fase di costruzione crescerà gradualmente.
Al 16’, Clichy dalla trequarti sinistra pesca Hleb sul suo stesso asse, nell’area di rigore; il bielorusso evita la pressione di Stefanovic e serve centralmente al limite Fabregàs che però stringe troppo l’angolo del suo destro rasoterra. Un minuto più tardi, ancora il catalano in percussione centrale, serve Adebayor al limite, spalle alla porta, che gli restituisce palla dopo un bel controllo. Cèsc non ci pensa su due volte a calciare di prima la palla e a provare il colpo a sensazione, ma ancora una volta il tiro manca di precisione, e si spegne a lato.
Ma al 19’, la forza d’attacco dei Gunners trova la breccia con Clichy che, imbeccato da Rosicky, trova lo strepitoso cross in sovrapposizione, dal fondo, imbeccando uno stacco imperioso di Adebayor, che brucia in anticipo netto i due centrali difensivi, e inchioda Niemi per l’uno a zero. Vantaggio meritato, che renderà sostanzialmente la partita in discesa per i nostri. Con cinismo, praticità, ma anche con altissimo livello di gioco e forza atletica. Un plauso in questo senso va sicuramente a Clichy per capacità di spinta, così come a tutto il nostro centrocampo e al movimento con o senza palla di Eduardo.
Al 27’, Adebayor crea un ulteriore chance del raddoppio, ma la conclusione non trova il bersaglio. Raddoppio che però arriva ugualmente al 39’, con forza e tenacia. Il recupero in mezzo al campo di Flamini, innesca Hleb sulla destra, che non perde tempo nello scodellare un perfetto traversone al centro. Adebayor si innalza in volo, quasi emulando un terzo tempo da pallacanestro e batte con un poderoso colpo di testa l’immobile Niemi. Nulla da fare per l’estremo difensore finlandese, i Gunners chiudono virtualmente l’incontro.
Alla loro maniera. Nella ripresa, Hodgson prova ad inserire Jimmy Bullard per dare vigore alla sua mediana, e per cercare di mettere ordine in fase di proponimento. Ma il canovaccio della gara non ne esce modificato, e già al 49’, Sagna sfiora la rete del 3 a 0, con una velenosa deviazione su calcio di punizione di Fabregàs.
Verso il 54’, è da segnalare uno show di Eduardo sulla trequarti sinistra, che ubriaca due avversari con dei trick fantascientifici, alla brasiliana, per poi tagliare sul fondo, mettendo a sedere un altro difensore, e servendo al limite dell’area l’accorrente Rosicky che raccoglie il cross basso del croato ma impatta il palo esterno. Gran bella azione, dimostrazione di superiorità tecnica rispetto ai padroni di casa, oramai poco convinti dopo l’uno-due subito nella prima frazione.
Sul buon lavoro del primo tempo, l’Arsenal costruisce le sorti del secondo, dominando il possesso palla e realizzando quello che in termini hockeistici viene definito “powerplay”. La tensione nella ricerca della sicurezza è attestata anche dal fatto che Arsenio non effettua nessun cambio, lasciando gli undici titolari fino alla fine del match.
L’Arsenal controlla senza eccessivi cambi di ritmo, ma sfrutta bene gli spazi a propria disposizone, e al minuto 83’ trova il terzo sigillo del match: il passaggio in verticale per Eduardo da Silva, viene ben raccolto dal croato che oltre alla tecnica esibisce anche la sua prestanza fisica nella progressione; la vittima è ancora una volta Stefanovic, bruciato nettamente sullo scatto da Eduardo, il quale dal fondo mette un gran pallone al centro; l’inserimento di Rosicky è perfetto, e il ceco capitalizza con una acrobatica spaccata, che fissa il risultato finale sul 3 a 0 fuori casa.
Vittoria necessaria, sentita e voluta fin dalle prime battute. Mantenere una simile costanza è, a mio avviso, molto molto complicato. Ma da quanto si è visto oggi, la determinazione non manca. Specialmente quando la possibilità di giocare al massimo delle proprie forze non manca.
L’importante, oltre alla qualità della vittoria, sta nel fatto di aver segnato tre reti, rosicchiando punti preziosi per diminuire il gap con la differenza reti dello United (vittorioso a fatica, contro il Reading) e far sentire il nostro fiato sul collo dei primi in classifica, a pari merito. Siamo ancora vivi.




completamente umiliati…troppo deboli i Cottagers..adesso l’ennesimo derby..speriamo anche l’ennesima lasagna!!!:)
Eh già sarebbe bello cantare “we going to Wembley” staremo a vedere…
Comunque contro il Fulham è stato facile ma non troppo, meno male abbiamo avuto un togolese che ha fatto la differenza e un Clichy veramente in forma. A mio avviso un po in ombra Hleb e Fabregas soprattutto nel primo tempo…
Speriamo bene per martedì sera…
Io più che dire speriamo bene per martedì sera direi speriamo che Wenger faccia la formazione con un pò di testa….
che gol ha fatto rosicky..!!
Bella partita, in effetti però come ha detto gunn4ever gli avversari non erano all’altezza. Finalmente è tornato nell’undici Rosicky al posto di mister concretezza wallcot, ma abbiamo grandi speranze lo stesso verso di lui. Una domanda, tanto per sapere: nonostante i numeri siano ampiamente dalla sua parte sono l’unico a cui non piace il togolese?
per martedi…è attesa l’ennesima lasagna:))
si simo penso proprio di si
E io invece difendo il togolese alla grande!!! Ok non è Henry, a volte si perde in cose facili e forse potrebbe fare il doppio dei gol che ha fatto perchè molte occasioni le sciupa…ma…per la sua stazza è anche troppo agile, nonostante tutto sta segnando gol a ripetizione, belli e pesanti e poi la cosa che apprezzo di più è la sua voglia, la determinazione e la grinta che ci mette…ha tutta la mia stima! Grande Ade!