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Premier League

14 gennaio 2008
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Arsenal – Birmingham 1-1: Match Report

L’importanza degli episodi, nel calcio, non finisce mai. E soprattutto non finisce mai di sorprendere. Puoi giocar male, e riuscire talvolta a ottenere punti e risultati favorevoli. Come abbiamo visto in qualche occasione, e tra tutte il caso emblematico è stato nella semifinale di andata di Carling, contro il Tottenham.

Ma, come la dura legge del goal insegna, può capitare di giocar bene, anzi benissimo, e di regalare punti. Vizietto, questo, che credevamo aver perso completamente, dopo una importante maturazione tecnico-tattica. Ma che, a conti fatti, si è rifatto vivo in questa 22sima giornata di Premier League, contro il Birmingham City.

Ed è un peccato, in tutti i sensi. Il manager dei blues, McLeish, nemmeno sperava di fare risultato utile in casa della capolista. Una pareggio che, per come sono andate le cose, vale una vittoria. O forse più, nell’economia della sua squadra, quint’ultima in classifica.

Al 19’ arriva il goal, i nostri si producono in una pregevole azione chiave, non solo per la spettacolarità della stessa: ottimo fraseggio tra i centrocampisti, con la palla che poi viene smistata a sinistra per Clichy; il francese, anziché crossare, serve sulla sua diagonale Eduardo, nell’area piccola, che ingaggia un favoloso uno – due con Fabregàs, per poi trovarsi in buona posizione per concludere a rete. L’intervento da tergo di Kelly, non permette al nostro numero 9 di andare al tiro, e Dowd sancisce il penalty a favore dell’Arsenal. Decisione un po’ dubbia, che però non impedisce ad Adebayor di trasformare dal dischetto e realizzare il suo goal numero 13 in campionato. Arsenal in vantaggio al minuto 20’.

Ad inizio ripresa, però, dopo solo 3 minuti o poco meno, il Birmingham trova il pareggio. Il corner di Larsson a spiovere, trova O’Connor, indisturbato, il cui stacco sottomisura batte l’incolpevole Almunia. A guardare il replay si nota una leggera, ma determinante deviazione di Fabregàs. Il che non cambia il risultato. Al 47’ gli ospiti pareggiano 1 a 1.

Ma l’Arsenal non accusa il colpo in termini di mole di gioco. Anzi. In maniera sorprendente, aumenta ancora la pressione offensiva, trasformando la gara in un assoluto soliloquio. Ma nonostante alcune occasioni da goal il risultato non cambia.

Un pareggio non proprio giusto, visto quanto è successo in campo. Giocar bene e non raccogliere quanto dovuto forse è ancora più frustrante di quando la squadra non si esprime al meglio. Uno spreco di occasioni da rete davvero imbarazzante. Dovuto non solo al caso e agli episodi.

Il Birmingham si è difeso in 11 uomini. L’Arsenal ha attaccato con veemenza, ma senza trovare il colpo definitivo. Segno questo di poca lucidità, di stanchezza psico-fisica, che a questi livelli, dopo tutte queste partite, ci può anche stare. La politica della società, e quindi, del manager, è sicuramente meno accettabile.

E lo si è già detto. Gli infortuni, le assenze forzate, la Coppa Africa, la mancanza di ricambi all’altezza, possono determinare anche questo. E alla luce della vittoria dello United, che ci ha ancora una volta eliminati dal primo posto in Premier League (per il discorso della differenza reti), i due punti regalati oggi sanno più di sconfitta, che di pareggio.

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