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Carling Cup

10 gennaio 2008
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Arsenal – Tottenham 1-1: Match Report

Torna la Carling Cup, si diceva. E, come sapevamo, torna con il North London Derby, numero 158 della storia. La semifinale di andata si gioca all’Emirates Stadium. Ma a quanto pare, le sorti delle due squadre in campo saranno ancora una volta decise sul terreno del White Hart Lane, tra quindici giorni. Come sempre, Arsenio non perde occasione di fare turn-over, e mandare in campo le seconde linee, con in più il titolare (in linea teorica) Robin Van Persie, rientrato dalla ricaduta di un infortunio, patito con la nazionale ad Ottobre.

Da quel giorno, il talentuoso olandese aveva messo a segno circa 80 minuti, in due presenze, per poi capitolare nuovamente in infermeria. Buona occasione per lui di rientrare, e iniziare il classico rodaggio del post-infortunio. Un primo tempo sufficiente per lui, così come per l’Arsenal, che a dirla tutta, stasera si è visto a sprazzi. Brevi, incostanti, sporadici.

A favore di un Tottenham che, nonostante la buona partenza dei nostri, è riuscito a giocare bene e a sfruttare qualsiasi indecisione dei Gunners per creare situazioni di pericolo costante. Non essendo partiti bene in campionato, gli Spurs tendono a capitalizzare la Carling Cup come preziosa chance per arrivare in Europa. E lo si vede dalla linea adottata nello schierare la formazione iniziale. L’unica mossa che profuma di rotazione, è quella che vede Cerny in porta, al posto di Robinson, lasciato a riposo.

Per il resto, Juande Ramos, in maniera diametralmente opposta al pensiero Wengeriano, manda in campo il suo undici migliore, a meno, ovviamente, degli indisponibili (Kaboul e Bent acciaccati, con Zokorà partito per il Ghana). Con King al rientro nella difesa titolare, al fianco di Dawson, il posto del centrocampista ivoriano è rilevato dal promettentissimo O’Hara, che abbiamo già avuto modo di ammirare in campionato. Keane e Berbatov sono i terminali offensivi dello schieramento di partenza. Un attacco tra i migliori in Gran Bretagna.

Wengèr invece conserva i titolari, e schiera davanti a Fabianski, il quartetto composto da Hoyte, Djorou, Senderos e Traorè; Walcott e Diaby si sistemano sulle corsie esterne, mentre Denilson e Gilberto compongono la coppia di centrali in mezzo al campo. In avanti, Van Persie è spalleggiato da Bendtner. La formazione è quindi fatta dalle riserve. Occasione ghiotta per gli ospiti, e non solo per passare il turno, vincendo il derby. Quanto per interrompere una maledizione che vede gli Spurs incapaci di batterci da 8 anni a questa parte. E stasera le premesse per sfatare il taboo, ci sono tutte. Mike Dean prende le redini dell’incontro, dirigendo in maniera sufficiente.

Nonostante i valori tecnici in campo, è l’Arsenal a fare la partita, già nei primissimi minuti. Ma l’ottima impostazione tattica degli ospiti, riesce a limitare al meglio il gioco sulle fasce degli uomini di Wengèr. Poi, al 13′, il buon gioco di squadra dei nostri si traduce in occasione da goal: Van Persie apre elegantemente per Hoyte sul binario di testa; ottimo cross del terzino inglese, che trova Bendtner pronto allo stacco di testa, ma Cerny non si fa sorprendere e mette in angolo. La risposta degli Spurs si realizza in un calcio di punizione tagliato, col sinistro, di O’Hara, al 23′.

Di poco a lato. Verso il 34′, il Tottenham diventa più costante, con Berbatov che cresce alla distanza: ottimo il suo destro dai 20 metri, su cui Fabianski non si fa sorprendere. Ma poco prima, la palla goal migliore era finita sui piedi di Malbranque, dopo una percussione di Keane, con il francese che non riesce a centrare il bersaglio. E’ solo il preludio però. Perchè al 36′, gli Spurs trovano il meritato vantaggio, da una deliziosa invenzione di Berbatov, su imbarazzante posizionamento dei nostri centrali difensivi.

Inguardabile il colpo di testa di Djorou (peccato di superbia di Wengèr, se pensa che lo svizzero possa sostituire Tourè), da cui il bulgaro inventa un filtrante di collo pieno per Keane. Il numero 10 in maglia bianca vede in mezzo solissimo Jenas, che da due passi mette dentro a porta vuota. Clamoroso all’Emirates, verrebbe da dire, in ricordo dei vecchi commentatori di “Tutto il calcio minuto per minuto”.

Nella ripresa, Van Persie lascia il posto a Eduardo, così come Traorè (che Lennon ha saltato e dribblato in tutti i modi possibili e immaginabili) viene rilevato da Sagna. Cambi che però non cambiano l’inerzia della gara, sempre a appannaggio degli Spurs. Al 52′ il colpo di testa di Berbatov sulla trequarti innesca la fuga di Keane, che però non riesce a concludere degnamente in porta, una volta entrato in area. L’Arsenal si vede poco, ed è quasi sempre perfettamente imbrigliato dal tatticismo degli ospiti.

 Con Bendtner comunque bravo a far salire la squadra, i Gunners trovano un’accelerazione degna di questo nome al 75′, con Sagna che mette al centro per Diaby, il cui tiro è però respinto dal corpo di Dawson, che si immola per la causa dei suoi compagni. Al 77′, da un calcio di punizione di O’Hara dalla trequarti destra, il Tottenham sfiora di un nulla il punto del definitivo 0 – 2; la sponda di Chimbonda dal secondo palo trova King, ma il centrale inglese non riesce a trovare il tap-in vincente, e Senderos allontana.

 E’ la dura legge del goal. Quella che un minuto più tardi, rinnova la maledizione degli Spurs: Gilberto pesca in verticale Eduardo che si inventa un filtrante stupendo nel corridoio centrale, sfruttando l’accelerazione di Walcott. Il giovane esterno viene anticipato da Lee, ma la sfera rimpalla prima sul piede e poi sul petto, finendo per battere Cerny in maniera rocambolesca. Fortunoso pareggio.

Che però non termina le emozioni della gara. All’84′ di gioco, il lancio in diagonale di Lennon, trova Defoe ben piazzato che, a tu per tu con Fabianski, manda altissimo sopra la traversa. E’ l’ultimo brivido di una gara, terminata probabilmente con il risultato più giusto. Sarà interessante assistere alla sfida di ritorno, in cui si decideranno le sorti di entrambe le squadre. Di sicuro, giocare in questo modo comprometterà seriamente la situazione. Va bene farsi aiutare dalla fortuna. Ma non tutte le volte è possibile richiederne l’aiuto. Finisce 1 a 1. La qualificazione è ancora tutta da giocare. E la semifinale dell’anno scorso ne è il chiaro esempio.

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11 Comments


  1. Davide

    Questo pareggio vale oro visto che il Tottenham ha giocato benissimo e meritava di vincere con 1 o 2 gol di vantaggio.Penso che se teniamo alla finale al ritorno dovremo inserire in squadra qualche titolare in più.


  2. Luca NorthBank

    Ma tanto Wenger non lo farà…io purtroppo volevo dire che non mi è affatto piaciuta la coppia centrale difensiva del primo tempo, Denilson troppo leggero, Gilberto sotto tono…però positivissimo Hoyte, Traore sicuramente meglio rispetto al match contro il Burnley…insomma al WHL ce la dobbiamo sudare…speriamo bene


  3. Nicklas Bendtner

    Dio ci salvi da Senderos!!!


  4. The Method

    Secondo me nè Senderos, nè Djorou sono all’altezza della situazione… E ora che si sono pure infortunati, voglio vedere come affronteremo il Birmingham… Gilberto è proprio un altro giocatore rispetto al condottiero dell’anno scorso… Se non si interviene sul mercato, la vedo brutta…


  5. Gunners4ever

    mamma una difesa scandalosa ragazzi, la linea offensiva ci tagliava come il coltello caldo taglia il burro..
    gilberto come diceva method irriconoscibile..


  6. Davide

    Senderos è una disgrazia….Io col Birmingham metterei Gallas e Sagna al centro e Hoyte a destra.Oppure Gilberto al centro con Willy.


  7. Gunners4ever

    si sagna nell’auxerre giocava centrale


  8. Luca NorthBank

    secondo me la difesa più probabile )da sinistra verso destra) sarà Clichy, Gallas, Gilberto e Sagna…non credo ci sia di meglio a disposizione.


  9. Davide

    Vedrete che alla fine Senderos giocherà….


  10. Luca NorthBank

    David è proprio quello il problema! :)


  11. Gunners4ever

    senderos ha passato il test..sarà della partita…speriamo bene



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