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Premier League

31 dicembre 2007
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Dopo solo 72 ore l’Arsenal riconquista la vetta..

Sono tante, innumerevoli le volte in cui l’Arsenal ha giocato ottimamente, senza però ottenere il risultato sperato. Nonchè quello più giusto. Oggi però (ieri per chi legge), il destino, il karma, il fato, o qualunque cosa sia, pare aver ribaltato questa tendenza, come a voler fare un unico conto, includendo quello fatto pochi giorni fa, nel Boxing Day. Al Goodison Park di Liverpool, uno dei peggiori Arsenal della stagione, per mole e quantità di gioco espressi, fa bottino pieno, addirittura con tre goal di scarto.

Dopo un primo tempo a dir poco vergognoso, in cui era sotto di un goal, meritatamente per giunta. Sapevamo del resto che non si trattava di una trasferta semplice. L’avversario è un sorprendente Everton, capace di mettere a segno 4 vittorie consecutive, nei 4 impegni precedenti di Premier League.

Mentre i nostri non si trovano certamente nel loro momento di forma migliore, avendo anche perso la leadership, a favore del Manchester United. Poi (ma quanto è strano questo sport!?!?!) basta una giornata di campionato, e le cose si stravolgono completamente. Già, perchè nel pomeriggio, i Red Devils vanno all’Upton Park, dai nostri “cuginetti”, e trovano un altro regalino: un calcio di rigore, concesso su un fallo di mano assurdo di Spector (manco a farlo apposta, un ex).

Una forza superiore (in cui io personalmente credo), non so come chiamarla, deve essere intervenuta, come a dire:”caro Ronaldo, l’altra volta avete avuto già un regalone da parte di Pienaar (roba da partitella amatoriale con gli amici), non vi sembra di essere un pò troppo ingordi? lasciate qualcosa anche agli altri, su!” E il portoghese la mette fuori. Come non bastasse, un certo Matthew Upson (manco a farlo apposta, un ex, ma stavolta nostro!), mette dentro il 2 a 1, regalando la vittoria agli Hammers.

Incredibile. L’occasione per il sorpasso è più unica che rara, e l’Arsenal avrebbe dovuto mangiarsi l’erba del Goodison Park. Invece, non è così. Ma, per poter vincere un titolo, talvolta è necessario snaturarsi, e diventare cinici, spietati, per badare alla sostanza. Ecco come è andata la partita. David Moyes la imposta perfettamente dal punto di vista tattico. Howard in porta, vede schierati davanti a sè Hibbert, Yobo, Jagielka e Lescott; in mediana spazio a Phil Neville, Carsley, Arteta e Pienaar, con Cahill ad agire tra le linee per supportare l’unica punta Yakubu. Il nostro giustiziere, Andrew Johnson, si accomoda in panca. In maniera sorprendente, il buon Arsenio varia le carte in tavola, e torna al 4-4-2, con qualche modifica: Hleb va a fare il tornante a destra, mentre Diaby si occupa della corsia opposta. La coppia d’attacco è composta invece da Eduardo e Bendtner.

Le verticalizzazioni a cercare la velocità di Yakubu sono un tema dominante , tant’è che al 18′, Tourè deve impegnarsi per limitare l’esplosività del nigeriano, defilato a sinistra, sul lancio dalle retrovie. Sul corner che ne scaturisce, i Toffees vanno in vantaggio: Arteta calibra al centro, sul secondo palo, Bendtner stoppa male con quadricipite e serve l’assist a Cahill, che si tuffa con la suola dello scarpino, mettendo dentro il tap-in vincente.

La reazione dell’Arsenal è più che timida, con notevoli problemi là davanti: Eduardo non sta in piedi e non resiste alla pressione di Jagielka, finendo per farsi anticipare ogni singola volta; al danese non manca in fisico, ma nemmeno Yobo è piazzato male quanto a muscoli, e l’inesperienza comunque si vede, quando giochi partite di questo livello a 19 anni. Ad ogni modo, l’Arsenal soffre.

L’Arsenal non riesce a fare il suo gioco, nemmeno in parte. Merito degli avversari, certo. Ma anche di una squadra dove manca ancora esperienza. I Gunners sembrano rendersi conto di non poter andare avanti così, e modificano il loro stile. Dallo spettacolo puro, si passa alla sostanza bruta del calcio inglese.

A mali estremi, estremi rimedi. Dopo un minuto scarso della ripresa, gli allievi di Wengèr dimostrano di aver capito come adattarsi al gioco degli altri: dal limite sinistro della nostra area di rigore, Clichy calcia una punizione lunga, pescando Eduardo sul filo del fuorigioco; il croato si ricorda di essere un’opportunista e controlla la palla, facendola rimbalzare una sola volta nell’area piccola, per poi rubare il tempo a Yobo e Jagielka, in piena amnesia e mettere la palla alle spalle di Howard, col piatto sinistro.

Pareggio inaspettato. Eduardo quasi non esulta, come a voler epurare tutta la rabbia provata nel primo tempo vista la sua incapacità di essere incisivo. Per il suo primo goal in Premier League, devo ammettere che non poteva scegliere occasione migliore.

Al 58′, questa nuova filosofia adottata all’occorrenza porta nuovamente il massimo del rendimento: Diaby, appoggia a metà campo per Clichy che, dalla fascia destra, lancia la palla in direzione delle punte; Bendtner fa da sponda per Eduardo che brucia Jagielka sullo scatto, lo evita con un tocco sotto da brasiliano puro (lui che lo è per metà), e trafigge per la seconda volta Howard, con freddezza paurosa. Addirittura una doppietta per lui. Accade l’impensabile al Goodison Park.

I nervi sono a fior di pelle per questo vantaggio ma, l’inesperienza si paga sempre. Il prezzo stavolta è un cartellino rosso, per il secondo giallo che Bendtner si procura dopo un fallaccio gratuito ai danni del neo-entrato Johnson. Arsenio non si scompone, e manda dentro Adebayor al posto di Eduardo.

Evidentemente, la mossa dell’alsaziano sconvolge gli uomini di Moyes che al 78′ prendono il terzo, violentissimo schiaffone. Direttamente su rinvio di Almunia, Jagielka manca la respinta, e la palla finisce lentamente dietro, accompagnata da Yobo per proteggere Howard; il togolese è più lesto di tutti, e con le sue lunghe leve uncina il pallone, rubandolo ai due addormentati nell’area, ed entrando in porta con lo stesso, per il 3 a 1!

La cosa brucia, e non poco, ai padroni di casa che, all’84′, pareggiano i conti, ma solo per quanto riguarda gli uomini in campo: Arteta si trova pressato da Fabregàs, e si sa che tra i Baschi e i Catalani le scintille non mancano. Ad ogni modo, la gomitata di Arteta è netta, e il rosso diretto è sacrosanto.

A due minuti dal novantesimo, c’è spazio anche per Rosicky, e l’Arsenal ritrova la solita confidenza con il pallone, vista anche la sconfitta morale degli avversari. Al 93′, il lancio dalle retrovie è controllato magistralmente da Adebayor, che in progressione fulminea si defila a sinistra, incenerendo Neville e producendosi in uno spettacolare uno-due con Diaby; il togolese restituisce palla sullo spigolo dell’area allo stesso Diaby che, in bello stile, evita il marcatore diretto e appoggia per Rosicky. Stavolta il ceco non ci pensa su due volte e, dal limite, scaraventa un potente destro rasoterra dritto per dritto, con Howard immobile.

Tripudio Gunners, con un 4 a 1 che restituisce la leadership a chi l’ha detenuta giustamente per 19 turni di Premier League, giocando a livello eccelso e talvolta anche soffrendo. Perchè non sempre lo spettacolo ripaga, e ci sono volte in cui è necessario essere pratici, cinici, concreti, pensando solo alla vittoria.

Questa volta è stato fatto, contro un Everton che, sinceramente, aspetto con ansia all’Emirates Stadium. Prima o poi arriverà anche quel giorno. Per ora, meglio concentrarsi sulla leadership, sul come mantenerla e su come imparare a vincere da grande squadra. Anche per il prossimo anno. Del resto, lo stiamo già facendo.

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One Comment


  1. fabregas4

    personalmente ho visto la partita e ho visto un arsenal formato mondiale…un super eduardo ma anche bravissimi tutti gli altri…ho tremato al gol di cahill ma poi abbiamo rimontato e abbiamo fatto noi la partita
    p.s: ho visto anche il manchester…ahahahahahha che gioia vedere cristiano ronaldo sbagliare il rigore…unica!!! abbiamo riconquistato la vetta
    che dire? speriamo di tenercela stretta e…nn vedo l’ora arrivi il milan



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