
Esistono partite in cui il valore dei 3 punti viene incrementato in maniera esponenziale. Partite cariche di emozione e di adrenalina pura. Partite, come quella di oggi, in cui il destino riveste un ruolo dominante. Si tratta della giornata 17 di Premier. Già il numero non è quello che è. Aggiungiamo a questo che si tratta di una partita in cui il riscatto era doveroso visto il tonfo precedente del Riverside.
L’avversario è quel Chelsea che, dall’era Abramovich, si aggiunge alla schiera delle pretendenti al titolo confermandosi arcirivale ancor più temuta e sportivamente odiata. Un derby quindi, magari diverso da quello sentito contro il Tottenham, ma ugualmente intenso e combattuto: derby, che dalla suddetta era dei petrodollari russi, non vincevamo dal 2004.
Da tre anni a questa parte, il sapiente mago alsaziano, senza usare il potere del danaro, ha saputo pazientare facendo lievitare il talento dei suoi giovani, tramutandoli in campioni. E oggi (ieri per chi legge) ne raccoglie meritatamente i frutti. Superato lo scoglio della paura di perdere, l’Arsenal dimostra che con i suoi effettivi in campo, può affrontare chiunque, giocando ad altissimi livelli, contro una delle squadre più forti del globo terrestre.
Arsenio rischia tantissimo mandando in campo contemporaneamente Flamini, Fabregas e Hleb, ma imposta intelligentemente la squadra con un 4-5-1, praticamente tutti titolari, con Adebayor quale terminale offensivo. Avram Grant ha raccolto molto nelle ultime partite, rimediando al disastro iniziale di Mourinho. Fresco del rinnovo contrattuale di 4 anni, il tecnico israeliano prova a depredare l’Emirates, senza però poter contare sugli infortunati Ballack e Drogba, nonchè sullo squalificato Essien.
Assenze pesanti, ma, ahimè, prima o poi devono capitare a tutti. Quindi Sheva va a fare il vice-Drogba nello pseudo tridente del solito 4-3-3. La direzione di gara è affidata a Wiley: una prova al limite del ridicolo (voto 4,5). L’atmosfera del derby si fa sentire fin dalle prime battute, nell’incedere degli scontri e nella irruenza delle entrate, favorite sicuramente dall’inettitudine dell’arbitro.
Il gol vittoria, arriva al 47′, a recupero inoltrato. Cèsc calibra un perfetto corner sul secondo palo, sul quale Cech fallisce l’uscita, permettendo al capitano (il nostro capitano, il loro di un tempo) di staccare sontuosamente a rete, per il vantaggio dei Gunners.
Esultanza mista a sollievo a fine gara, ma l’Arsenal avrebbe potuto veramente farne altri 2 oggi. Poco male, visto il risultato. Che, personalmente, aspettavo (credo aspettavamo) da 3 anni. I significati di questa partita erano tantissimi. E tutti importanti. In primis, i 3 punti, per mantenere le distanze dallo United, vittorioso ad Anfield. In secondo luogo, la ripresa, con i nostri titolari, della fiducia e del gioco che ha contraddistinto l’inizio di questa strabiliante stagione, nonostante episodi sfavorevoli e una cocente sconfitta contro il Boro.
Infine, il senso di rivincita su un ex, mercenario e a quanto pare sopravvalutato Cole, capace di preferire le sterline rispetto alla maglia. A favore di un Gallas, preso nello scambio con “Cashley”, che invece la maglia, e soprattutto la fascia, la sente e la onora, come aveva già fatto con lo United. Direi che ci abbiamo guadagnato, e non solo dal punto di vista economico.
In tre anni, tutti questi aspetti non hanno fatto che acquisire un sapore ancora più gustoso. Perchè, in fondo, la vendetta è un piatto che va servito freddo. Il Chelsea lo sa bene. Ora è a -6.




E’ da queste partite che si capisce che questo è l’anno giusto… COME ON GUNNERS!
vincere contro il Chelsea è sempre una grande soddisfazione! Forza GUNNERS!
ps: ke forte la neve ke cade nel blog! XD
…ci vediamo sabato carissimi…
vi stiamo aspettando caro achille….
“stand up if you hate tottenham”