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Champions League

13 dicembre 2007
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Arsenal – Steaua 2-1: Match Report

Tutti sapevamo che l’esito del nostro cammino in Champions League, sarebbe dipeso più che altro dall’altra partita del nostro girone. La partita tra Slavia Praga e Siviglia. Non tutti, forse, ci saremmo aspettati che il Siviglia avrebbe archiviato facilmente quella pratica, stravincendo addirittura 0 a 3. Attenzione però, non lasciamoci ingannare dal risultato.

Francamente, a me viene da chiedere cosa sarebbe successo se l’attaccante Milan Ivana, dopo aver fatto breccia nella difesa andalusa, non avesse colto il palo, a tu per tu col portiere?

Le squadre erano sullo 0 – 0, e qualcosa mi dice che sarebbe stata tutta un’altra partita. Ma nessuno saprà mai come realmente sarebbe finita, sono solo ipotesi, supposizioni, fantasticherie. Probabilmente staremmo parlando d’altro. Probabilmente no.

Noi dobbiamo guardare la realtà. E contare sulle nostre forze, sui nostri risultati. Sperare nei risultati degli altri, nel calcio, non ha mai portato da nessuna parte. Ennesima dimostrazione stasera (ieri per chi legge). Però abbiamo avuto anche un’altra dimostrazione.

Ovvero che il rientro di giocatori importanti, freschi e motivati, spesso coincide con qualità di gioco e soprattutto alto rendimento. D’accordo, eravamo già qualificati. Ma una buona vittoria, con un ottimo livello di gioco, non può che far bene, vista la mancanza da tre uscite a questa parte. Se a questo ci aggiungiamo un intelligente turn-over, allora possiamo essere anche più che soddisfatti.

Non a caso, Arsenio imposta una formazione tatticamente identica alla solita, ma piena di seconde linee, con il rientrante Lehmann tra i pali, Sagna, Gallas, Senderos e Traorè sulla difensiva, Walcott, Song, Denilson e Diaby in mediana, e il tandem d’attacco Van Persie-Bendtner.

Laddove era noto l’impiego del portiere tedesco (assente da Agosto), più sorprendente è invece la scelta di far giocare Diaby e Van Persie dal primo minuto. Scelta che, a dire il vero, si rivelerà più che azzeccata. 

Allla fine poteva essere un risultato più rotondo, vista la spinta offensiva e la verve mostrata dai nostri durante la seconda parte della seconda frazione di gioco, praticamente fino al 94’. Il risultato, quello complessivo, non cambia. E, al contrario delle previsioni del nostro tecnico alsaziano, il nostro passaggio come secondi del gruppo H è confermato. Con ben 13 punti, che nella maggior parte degli altri gruppi avrebbero consentito l’accesso e la presenza tra le teste di serie.

Ma in merito a questa partita, non era certo della posizione in classifica che si sarebbe dovuto tener conto. Ciò che, invece, è necessario registrare è la vittoria che mancava da tre turni, anche in relazione al recupero di due giocatori importantissimi, come Diaby e Van Persie, fondamentale in vista del’imminente calendario invernale, così ricco e pieno di impegni.

Nel mese dove lo stacanovismo britannico raggiunge forse il suo apice, reintegrare il nostro undici con forze fresche e tecnicamente valide, potrà essere vitale.

E questo è in fondo un discorso che coinvolge un po’ tutti i fronti dove stiamo ancora lottando, e che, a rigor di logica va a chiudere il cerchio. Se prima non lo era, ora è certo, affronteremo una grande d’Europa agli ottavi di finale di Champions League.

Una tra Milan, Inter, Barcellona, Real Madrid e Porto. Lo sapremo in via definitiva, il 21 di questo mese, quando a Nyon, Svizzera, il nostro avversario sarà decretato, con tutti rischi e preoccupazioni che ne verranno. Rischi e preoccupazioni però che, se staremo bene e con la rosa al completo, saranno gli stessi che correranno i nostri eventuali avversari.

Impegno durissimo quindi agli ottavi. Ma come ha detto Wenger oggi in conferenza:

……two years ago we played Juventus, we won. Last season we played Eindhoven, we lost. It’s a cup game.”

A risentirci.

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