Bene. Bene a metà. Ma il risultato è pieno. E in fondo, nel calcio, è sempre il risultato finale ciò che più conta. Certo, la qualità del gioco espresso, nonchè la sua quantità, non sono state sempre all’altezza. Ma talvolta, per arrivare alla vittoria è necessario soffrire. Come ha appunto fatto l’Arsenal, nel secondo tempo, a Birmingham, sul freddo terreno del Villa Park, battuto da una spietata pioggia incessante. Contro un avversario, l’Aston Villa di Martin O’Neill, deciso e ben messo in campo.
Una formazione solida, compatta, che ha nella sua concretezza la caratteristica più evidente. E quattro vittorie consecutive ne sono sicuramente una prova. Oggi privi di Reo-Coker, squalificato, ma ciononostante in formazione tipo con Carson tra i pali, Mellberg, Zat Knight, Laursen e Bouma in difesa; Stilian Petrov, Barry, Gardner e Young sulla mediana, con Agbonlahor defilato alle spalle di Carew, punta centrale. Di contro, i Gunners arrivano dalla loro prima sconfitta stagionale contro il Siviglia, con l’intento di dimenticare e ripartire da dove si era rimasti: vincere e convincere.
Il buon Arsenio prova, nei limiti del possibile, a ripristinare la formazione titolare, confermando Almunia e schierando Sagna, Tourè, Gallas e Clichy davanti a lui; Lassana Diarra prende il posto di Fabrègas e si posiziona accanto al rientrante Flamini, con Ebouè e Rosicky rispettivamente a destra e a sinistra, mentre Hleb va a fare il trequartista con il solo Adebayor in posizione avanzata. Dirige Chris Foy, non in maniera impeccabile. Ci provano subito i nostri, al 3′, con Ebouè, il cui tiro da fuori viene controllato da Carson.
Sei minuti dopo, quest’ultimo evita ancora il peggio, dopo che Hleb, pescato nel corridoio centrale da Flamini, non riesce a saltarlo. Il pressing degli uomini di O’Neill è altissimo, ma l’Arsenal riesce comunque a finalizzare la manovra, facendo possesso palla e imponendo il suo gioco. Al minuto 11, la risposta dei Villains arriva con Gardner che, su un disimpegno errato di Tourè a liberare l’area, raccoglie la palla al limite, con Almunia fuori dai pali, ma non trova la porta. Decisamente più fortunato al 13′: Flamini regala la palla a Carew, che si invola sulla fascia sinistra e scodella al centro. La palla, deviata prima da Tourè e poi da Gallas, finisce sui piedi dello stesso Craig Gardner, che a due passi da Almunia insacca, portando i suoi in vantaggio. In maniera terribilmente inaspettata.
L’Arsenal ha il pregio di non scomporsi, e continua a macinare gioco, alla sua maniera, facendo vedere in alcuni tratti sprazzi di grandissimo calcio. Come al 20′, quando dopo una bellissima triangolazione con Flamini, Adebayor non riesce a piazzare il piatto destro, con Carson che si rifugia in corner. Sugli di sviluppi dello stesso, è Sagna a provarci con un poderoso stacco, privo di mira. Ma al 20′ i nostri effettuano l’aggancio: uno-due strepitoso tra Sagna ed Ebouè, che va via in sovrapposizione sulla corsia destra. L’ivoriano calibra il cross, ma Rosicky, anticipato, non ci arriva, riuscendo a toccare la palla al limite per Flamini, che di prima esplode un sinistro potentissimo, insaccando alle spalle di Carson.
Pareggio meritato, che stordisce i Villains e restituisce fiducia agli ospiti. Le accelerazioni di Sagna, Ebouè e Hleb, finiscono per imbrigliare i padroni di casa, rendendo vana la loro pressione. Al 26′, ancora un bel uno-due tra Hleb e Rosicky, che poi serve Flamini con un bel filtrante: il tiro del francese viene respinto e deviato in corner. L’Arsenal style torna a rivivere in tutto il suo splendore sul terreno del Villa Park. Con un tale ritmo, e una tale intensità nell’attaccare, il dominio della gara sarebbe stato inevitabile. In mancanza di Fabregàs, Hleb diventa l’ispiratore del gioco dei nostri, sia nel portar palla, sia nel servire assist.
Il bielorusso, serve prima Rosicky che, al 29′, riesce a girare, dallo spigolo sinistro dell’area, un tiro troppo centrale; poi, al 33′, appoggia al limite dell’area per Flamini, il cui destro si perde alto sopra la traversa. L’Aston Villa è alle corde e al 35′ cede il passo: Hleb vince un duello con Barry, e innesca Sagna sul corridoio di destra. Il cross perfetto del francese trova Adebayor che, anticipando Laursen, stacca imperiosamente, fulminando Carson con un colpo di testa potente e preciso. Arsenal in vantaggio, con un primo tempo da incorniciare. Già, perchè la ripresa avrà risvolti completamente differenti.
Con i Villains alla ricerca disperata del pareggio, in continuo assedio verso la porta di Almunia. Maloney, subentrato a Petrov già nel primo tempo, fa il bello e il cattivo tempo, sulla destra, dove Clichy è diventato letteralmente inconsistente. Sul lato opposto, Ashley Young diventa allo stesso modo incontenibile, mettendo in seria difficoltà sia Sagna che Ebouè. Da un suo cross, al 61′, il brivido più grande per i nostri, con uno stacco meraviglioso di Carew, che però impatta con la traversa, ad Almunia battuto. L’Arsenal non può che provare a contenere l’impeto dei padroni di casa, senza più riuscire ad imbastire un’azione degna di nota.
Un secondo tempo giocato malissimo, impostato solo come strenua resistenza sotto gli attacchi tambureggianti degli avversari e della pioggia di Birmingham. Non si può sempre dominare. I Gunners resistono all’assedio, seppur soffrendo, e portano a casa i tre punti preziosi, per il morale, per continuità di risultato e per la conferma della prima posizione in campionato. L’imbattibilità in Premier è ancora qui con noi, così come le speranze di vittoria finale. Se durante tutto questo tempo, l’Arsenal ha dimostrato di essere una grande squadra, capace di vincere facendo un calcio strepitoso, stasera ha dimostrato di saper vincere anche soffrendo, senza arrendersi ad alcuna difficoltà. D
opo quanto successo martedì in Spagna, non ci si poteva attendere reazione migliore. Il mese di Dicembre sarà ricco e impegnativo. A cominciare dal recupero di mercoledì contro il Newcastle. Ci sarà ancora da soffrire un pochino. Ma se ogni volta i risultati saranno come questo, ne sarà sempre valsa la pena. Avanti così.




Arsenal ha meritato la vittoria.hleb e la stella dell arsenal.almunia e grandisimo.clichy e sagna girano a 1000.gallas e toure sono un muro.flamini e una potenza.rozicky e fantastico.adebagol.e pensando che non hano giocato senderos,fabregas,van pearse,walcott,denilson,diaby,eduardo,bendtner ecc.