Troppo. Troppo difficile, cavarsela così, a buon mercato. Contro il Siviglia. E al Ramon Sanchez Pijuan per giunta. Bisognerà capire dov’è precisamente il confine tra un’eccessiva convinzione nei propri mezzi e una altrettanto eccessiva emergenza di formazione. Perchè l’Arsenal perde la sua imbattibilità in stagione, chiudendola a 28 risultati utili consecutivi. Perchè perde anche la leadership del Gruppo H, andando verso il rischio di affrontare una testa di serie, potenzialmente più forte, nella fase eliminatoria.
Perchè perde per 3 a 1, senza quel gioco, senza quella furia agonistica, senza quella capacità di reazione che contraddistingue gli uomini di Wengèr. O quasi. Già, perchè (e mi piace sottolinearlo) Arsenio a Siviglia non va proprio con tutti i suoi uomini. Emergenza si. Ma anche tanto turnover (si parlava di eccesso di self-confidence). Perciò, se si conta che l’asse Clichy-Rosicky era stata la chiave tattica capace di regolare gli andalusi all’andata, e che questa sera non potevamo farne uso, i conti, in un certo senso, tornano. Hoyte e Armand Traorè non sono certamtente Clichy e Sagna. Eduardo è una punta dinamica, ma non al punto da giocare largo a sinistra: molto più utile nell’area di rigore. Però ci sono gli infortuni.
Dicembre è pieno di partite, fondamentali per il prosieguo della Premiership. E poi la squadra è già qualificata. Il Siviglia invece è abbastanza in crisi, viene da due sconfitte consecutive in Liga ed ha un nuovo allenatore. Nonostante questo, è praticamente al completo e vuole la qualificazione. Accompagnati da un tifo sugli spalti letteralmente impressionante. Eppure è l’Arsenal a passare, al minuto 11. Dal duetto con Hoyte, Ebouè manda a vuoto Adriano, con un favoloso colpo di tacco a smarcare Bendtner, defilatosi sull’out di destra; il danese controlla e calibra un ottimo cross per Eduardo che, in due tempi, addomestica la sfera ed evita la pressione di Fazio e di Palop in uscita, mettendo dentro da pochi passi.
Forse l’unica vera azione da parte dei nostri, in quanto a incisività. Ebouè riesce spesso a creare problemi sul lato sinistro, sia a Crespo, sia a Adriano (non la coppia di attacco dell’Inter!), mentre da segnalare anche l’ottimo lavoro di Bendtner nel far salire la squadra e nel creare spazi, dando peso e profondità all’attacco. Di contro, il Siviglia può contare sul dinamico duo composto da Dani Alves e Jesùs Navas, devastanti come all’andata, se non di più.
L’Arsenal soffre terribilmente le sovrapposizioni del capitano col numero 4 e dei velenosi traversoni della giovane ala spagnola. E’ così che il Siviglia, al 24′, affonda il colpo: dallo svarione di Senderos, Navas è più lesto di Traorè, e trova il fondo da cui fa partire il cross per le punte; Gilberto riesce ad anticipare, liberando l’area, ma in maniera inefficace, perchè Keita raccoglie la palla al limite e, di prima, lascia partire un sinistro micidiale su cui Almunia non può nulla. Pareggio inesorabile. I Gunners finiscono per andare in bambola, e al 34′ il Siviglia effettua il sorpasso. Sul perfetto calcio di punizione dalla destra di Alves, Luis Fabiano (fin lì evanescente) sbuca dal nulla, anticipando tutti e gira di testa in rete, mettendo la palla sul palo opposto.
Con più di un tempo ancora da giocare, chiunque si aspetterebbe quella solita, sfrenata ricerca del pareggio a suon di accelerazioni e conclusioni pericolose. Ma gli uomini di Wengèr non riescono a concentrare la grinta e la forza atletica per poter realmente far male agli andalusi. Fabregàs non riesce ad ispirare, Eduardo non ha il dinamismo palla al piede per fare l’esterno, e le sovrapposizioni falliscono; il tutto a favore di un puro sbilanciarsi in avanti, senza organicità di gioco, rendendo copiose e letali le controffensive dei padroni di casa. L’ingresso in campo di Rosicky e Sagna prima, e di Walcott poi, non cambieranno l’andamento della gara.
Il Siviglia fa il suo gioco, senza che l’Arsenal possa reagire. Finchè Kanoutè, imbeccato da Navas, finisce steso a terra tra Sagna e Tourè. L’arbitro Braamhaar non ha dubbi stavolta, e concede un rigore, a mio avviso abbastanza discutibile. Da buon ex attaccante di West Ham e Tottenham, Kanoutè realizza, per il 3 – 1 finale. La prima sconfitta della stagione. Non certo una sconfitta qualsiasi. E gli effetti che ne derivano sono già stati abbondantemente eviscerati.
Ma Dicembre è alle porte e forse è meglio dimenticare. Subito. Perchè per ogni cosa che finisce, ce n’è sempre un’altra che comincia. E, qualsiasi cosa sia, sarà meglio prepararsi per affrontarla bene.



