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Premier League

29 ottobre 2007
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Liverpool – Arsenal 1-1 : Match Reports

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Finalmente. Già, finalmente giunge per i nostri il primo, vero, sentito test della stagione targata 2008. Una striscia di 12 vittorie consecutive, tra le varie competizioni dell’anno, non era sufficiente per capire quanto lontano potesse giungere la giovane squadra di Arsène Wengèr. L’alsaziano ha finora svolto un ottimo lavoro, raccogliendo meritatamente i frutti di anni e anni di lungimiranza e di sapiente attesa. Ma non era ancora abbastanza. Serviva un test più ragionevole, una prova più ardua e solida. Più oggettiva.

Ci è voluto un pochino, ma all’undicesima giornata di Barclays Premier League, la prova tanto attesa si materializza davanti ai giovani Gunners, in uno scintillante bagliore di colore rosso. Rosso Liverpool. Sorte vuole che la sede d’esame sia in prima battuta l’Anfield Road, stadio leggendario destinato a triste destino, come il compianto Highbury. Teatro di epiche battaglie, Anfield resterà sicuramente nei nostri cuori per quel goal di Thomas, praticamente allo scadere dei 90 regolamentari, regalandoci, con l’unico risultato plausibile, la vittoria del titolo targato 1989, con Graham a fare da direttore d’orchestra.

Per il resto, una rivalità spettacolare, dagli anni ’50 sempre accesissima, con 64 vittorie da parte loro, 58 da parte nostra e 40 pareggi. Per non contare l’abbondanza nella loro bacheca. E allora basta. E’ sufficiente, è la prova che stavamo aspettando. Lo scrutinatore Benitez, dispone il compito con una difesa a quattro, imperniata su Riise, Carragher, Hyypia e Finnan a destra. Sono tutti davanti al confermato Reina. A centrocampo si sistemano Mascherano in interdizione, Xabi Alonso in impostazione e Gerrard in appoggio.

Si termina con un sorprendente trio d’attacco, formato da Voronin, Torres e Kuyt. Gran bella formazione. Se c’è un allenatore che meglio può contrapporsi allo stile continentale e tattico di Benitez, questi è sicuramente Wengèr. Arsenio quasi gli si adatta, portando all’Anfield un Arsenal in assetto modificato, confermando sostanzialmente la squadra, ma mettendo Adebayor come punta unica e lasciandogli agire Rosicky liberamente alle spalle. Webb dirige la sfida, senza macchia e senza lode. Sfida che si apre subito con ritmi molto alti e sentiti.

L’Arsenal tiene molto bene il campo, ma è dei Reds il primo sussulto, al 5’: Finnan in sovrapposizione salta molto bene l’uomo, e serve centralmente Gerrard che non si lascia pregare nel far partire un rasoterra di interno destro, su cui Almunia interviene bene con la punta delle dita. Sugli strascichi della stessa azione, e nel tentativo di liberare l’area, il solito Gerrard conquista un calcio di punizione dal limite. Un minuto più tardi, è lo stesso capitano dei Reds a battere, trovando la barriera dell’Arsenal in imbarazzo, e bucando la porta di Almunia con un missile di rara potenza. Esplode la “Kop”, esultano i tifosi di casa. Arsenal costretto ad inseguire. E, consapevole di ciò, non si scompone. Impressionante la qualità del gioco offerto ancora una volta.

Nonostante la pressione dei 44.000 in delirio sugli spalti. Nella più canonica delle tattiche “beniteziane”, il Liverpool si chiude, provando ad arginare l’onda bianca, nella furiosa ricerca del pareggio. Al minuto 10, l’Arsenal ci prova con Hleb, lesto a raccogliere una smanacciata di Reina dal limite dell’area, ma non preciso nel concludere. Sinistro fuori di un metro. Poi, al 16’, ancora i nostri a rendersi pericolosi in percussione: da destra Hleb serve Fabregàs centralmente, il quale entrando in area, vede e serve sulla sua sinistra l’accorrente Adebayor. Perentoria l’uscita di Reina per ribattere la conclusione sottomisura del numero 25 in maglia bianca.

 Al 21’, lo sfondamento avviene dalla destra, con Rosicky abile a trovare il fondo e a effettuare il traversone insidioso al centro. La palla, smorzata da Hyypia, finisce sul lato opposto sui piedi di Ebouè, defilato ma in buona posizione, che al volo non trova la porta. La pressione del Liverpool inizia ad aumentare di intensità, lasciando sempre meno spazio all’Arsenal. Lo spettacolo non è certo prerogativa del calcio di Benitez, ma badare al risultato in quel momento era più importante. Bravissimi, in ogni caso, i Reds, nel concedere pochi varchi alle accelerazioni dei nostri. Sfiorano addirittura il raddoppio, quando Gerrard raccoglie al limite un rinvio della difesa ospite e calcia la palla al volo con inaudita violenza. Spettacolare la risposta di Almunia.

L’Arsenal continua ad accelerare, ricercando furiosamente l’azione del goal, senza però trovare il passaggio finale, decisivo. Sarà questo il Leitmotiv fino alla fine dei primi 45 di gioco. Ma l’attacco continuo e rapido non era tanto irragionevole come approccio. Wengèr lo aveva già capito, al punto da ripartire con gli stessi uomini anche nella ripresa, iniziando però a movimentare i suoi rinforzi. Il gioco di contenimento di Benitez invece, necessitava di un uomo capace di tener palla e di far salire all’occorrenza i suoi, ecco quindi che Torres, letteralmente impalpabile, lascia il suo posto a Peter Crouch. Sarà proprio quest’ultimo ad inaugurare le danze, al 51’, con un gran destro dai 25 metri. Almunia ci mette una pezza.

Ironia della sorte, due minuti dopo l’Arsenal raccoglie l’occasione più netta della gara per risolvere il rebus: folata devastante di Ebouè dalla destra, che converge entrando in area e scaricando il destro potente sulla base del palo; la palla rimbalza all’indietro, verso Cèsc con la porta spalancata davanti a sé; il catalano ribatte al volo, ma la sfera si perde alta sopra la traversa. Che incredibile chance! Il ritmo della gara sale, e anche il Liverpool prova a farsi sentire al 63’. Perfetta la verticalizzazione di Voronin per Crouch, che riesce a girare di destro, senza trovare la precisione giusta.

Ma è l’Arsenal a fare la partita, con i padroni di casa intenti a blindare il risultato, fin lì un po’ troppo generoso. Bisognava provarci, spingendo sul pedale del gas, ed era opportuno dare più vigore agli affondi offensivi. Arsenio mette Walcott nella mischia, al posto dello sfortunato Rosicky.

La velocità di conseguenza aumenta, rendendo più complicato il compito ai Reds, oramai stanchi, nonostante l’ingresso di Benayoun e Arbeloa. Al 72’ Adebayor si produce in un’ottima progressione, tagliando dalla sinistra: il togolese serve poi Hleb, il cui sinistro, sporcato, diventa però inoffensivo. I Reds rispondono ancora, e lo fanno con Riise, la cui insidiosa volè di sinistro finisce alta sopra la traversa. E’ il momento di giocarsi il tutto per tutto, con l’ingresso di Gilberto Silva e del danese Bendtner, strepitoso nel dar profondità all’attacco. La buona volontà viene finalmente premiata al 79’. Hleb è straordinario ad andar via al marcatore diretto e a imbeccare Fabregàs nel pertugio centrale, con un filtrante favoloso. Il catalano prende controtempo Reina, e lo batte in uscita, regalando il pareggio ai Gunners.

Grandissimo goal, l’ennesimo di una stagione da incorniciare, per un giocatore magnifico, sempre più il migliore al mondo nel suo ruolo. L’Arsenal non si adagia sul pareggio e prova addirittura a depredare i 3 punti. La ricerca è ostinatissima, con i Reds in affanno nel chiudere e nel contenere la rapidità di gioco degli ospiti. All’86’, l’occasione di vincere si presenta su un piatto d’argento: Fabregàs trova il tempo per far partire, dai 20 metri, un destro a giro di contro balzo, di innata bellezza; la palla, imprendibile per Reina, impatta sul palo, violentemente, per poi tornare verso Bendtner; il danese, con di fronte a sé la porta sguarnita, tira di prima, al volo, spedendo la palla in orbita e fallendo la più incredibile delle occasioni.

Destino beffardo, specie se si pensa che l’ultima chance viene concessa al Liverpool, quando al minuto 89’ Gerrard viene lanciato da una sponda di petto di Crouch, per poi far esplodere il destro a pochi passi da Almunia. Se non fosse stato per il prodigioso recupero in tackle del capitano, sarebbe stato goal. Ma lì davvero sarebbe stata una ingiustizia. Invece resta il pari. Un pareggio alla fine meritato, contro una delle migliori squadre d’Europa. Soprattutto, in casa loro. Perché i conti si dovranno fare anche al ritorno, in casa nostra. E non sarà così semplice. Così come non è semplice strappare un punto contro il Liverpool di Benitez, all’Anfield Road. Da questo punto di vista, l’esame è superato. Di certo ce ne saranno degli altri, altrettanto impegnativi. Ma, di certo, la squadra rimane ancora una volta imbattuta Rimane ancora una volta artefice di un calcio sorprendente e spettacolare. E, soprattutto, rimane lì, in vetta alla classifica. Con una gara da recuperare. Direi che il voto si scrive da solo.[/lang_it]

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Finally. Yes, finally it’s time for our guys to deal with the first real and emotionally felt test-game of the 2008 Season. A streak of 12 straight wins, during all competitions, was not enough to realize how much far this young side can go, with such a potential. Arsenè Wengèr has made a magnificent job so far, collecting the deserved results from years and years of patient waiting. But it wasn’t satisfying. Not yet. It needed a more solid exam. More objective. It took a little bit of time but, during the 11th fixture of the campaign, here comes the prove we were waiting for, standing in front of the young Gunners, shining in a red lightning bolt. Red as Liverpool.

As the Fate wants, Anfield Road is the classroom designed for the exam. Theater of historical battles, Anfield, condemned to a sad epilogue as the Highbury itself, will be forever in our minds for that Thomas’ goal, in the injury time, capable to grab the Title for our side, with Graham at its head. A great rivalry, since the fifties, always on fire, with 64 wins for the Reds, 58 for the Gunners and 40 draws. Without talkin’ about their palmarès and trophy room. So, this time is the right time. It’s the test we were searching for.

The examinant Benitez displays the homework with a four-men defense, starting from Riise, Carragher, Hyypia and Finnan on the right back. Reina is the keeper. Three midfielders, Mascherano (defensive half), Xabi Alonso and Gerrard to support a triple offensive pack, composed by Torres, Voronin and Kuyt. Great first team. But without any doubts, the Arsène’s style is at the opposite of the continental and tactical game of Benitez. The Alsatian manager provide to deal with the home side, displaying a different starting eleven, with the only Adebayor as forward and with Rosicky at his back, as offensive winger.

The Czech midfielder could act with liberty and support the teammate with his passing skill, trying the effort from the distance. A strategic move. Anyway, Webb is the referee of the game. The start is vibrant , with a great rhythm and intensity.

The first attempt is from the Reds, at 5’: Finnan is good to avoid the defender, and to serve Gerrard in the central path. The captain blows a superb right foot shot, but Almunia is concentrate and reflects the ball away. On the following action, Gerrard gets a freekick from the edge of the area. His powerful drive passes through the embarrassing wall of the Arsenal players, to finish then in the back of the net. The Kop explodes, in the excitement of the home fans. The Arsenal is forced to chase the equalizer. And, with this awareness, they do not lost their head. Despite the pressure of the crowd (44,000).

 As the most typical of the Benitez’s tactics, Liverpool tries to lock the offensive game of the Gunners, reducing the “white wave” in the desperate search for the equalize. At 10, Arsenal tries with Hleb, able and quick to grab the ball scrambled away from Reina, but not enough to find the goal with his left shot. It finished wide. Then, at 16’, our side made their mark, in a stretched percussion: from the right side, Hleb passes to Cèsc, who serves Adebayor in the left corridor. The Togolese striker has the time to hit the ball from small distance, but Reina’s save is peremptory.

At 21’, another attack coming from the left side: Rosicky accelerates and centers the ball; Hyypia’s header keep the ball away, but Ebouè collects it on the right side of the area; his volley has not the right accuracy, and the shot finishes wide once again. The Reds are good to block all the Arsenal’s attempt, and to limit the spaces on the pitch. They also get the possibility to make 2 – 0. Gerrard stops the ball on the edge of the area, collecting a wrong clear, and let it fly towards Almunia. Spectacular the save of the Spanish keeper. Arsenal will keep on searching for the goal, running and playing a fast and furious game.

It will be the Leitmotiv of the match until the end of the first half. In the second part of the game, Benitez puts in Crouch for Torres, evanescent during the first 45 minutes. Wengèr does not change his eleven.

The new entry gets in the mood firing a great right shot from 20 yards at 51’. Great save, once again, by Almunia. Minutes later, Arsenal gets the best chance to reach the equalizer: Rosicky serves Ebouè, attacking from the right side of the area; the Ivorian winger gets into the area and shoots, hitting the post; the ball bounce towards Fabregàs who, with the empty goal, sends it far away, over the bar. What a great chance! The rhythm of the match increases. Liverpool tries to answer with a perfect verticalization from Voronin.

He finds Crouch, able to control the pass; another shot wide. Wengèr decides then to replace Rosicky with Walcott, giving more speed to the Arsenal offensive potential. At 72’, Adebayor cuts in from the left side, in a devastating run. The Togolese striker serves Hleb, whose left low shot is deflected and becomes inoffensive. The Reds replicate with a volley shot by Riise, over the bar. Then, at 79’, Hleb is wonderful to escape the man and to serve Fabregas with a sensational through ball; the Spanish midfielder gets the pass and beats Reina with the point of the foot. Great goal! That’s the equalizer!

Minutes later, there’s another chance to get the three points: this time, Fabregàs hit the post, with a magnificent right-foot drive from the distance; the ball rebounds is collected by Bendtner who wastes the chance with a horrible wide shot. At 89’, at least, Liverpool conquest the possibility to reverse the fate, after a breast-touch of Crouch, to serve Gerrard; just seconds before his terrific shot, Gallas makes a perfect tackle to strip the ball from his legs. It’ 1 – 1. The exam is passed. The Arsenal remain unbeaten and on the top of the table. With a match to play. Just a great result.[/lang_en]

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One Comment


  1. SID

    va bene anche il pareggio….cmq il liverpool se l’è vista brutta, poteva prenderne 3 dai nostri campioni!!!! peccato x i pali….cmq C’MON GUNNERS!!!



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