Il martedì di Champions League regala una notte magnifica e indimenticabile a tutti i tifosi dell’Emirates Stadium. L’Arsenal di Arsène Wengèr si rende protagonista di una prestazione straripante sotto tutti i punti di vista, in maniera netta ed inecquivocabile, riportando addirittura in auge una buona vecchia abitudine: i Record. Infatti, con uno strepitoso 7 a 0, rifilato ai cechi dello Slavia Praga (squadra capace di eliminare l’Ajax nella fase preliminare), i Gunners eguagliano il record di scarto reti (7 appunto), detenuto in precedenza dalla Juventus (7 a 0 contro l’Olimpyacos Pireo, nel 2003), rendendo quasi matematicamente certa la qualificazione al turno eliminatorio e collezionando la dodicesima vittoria consecutiva in tutte le competizioni della stagione 2007/2008. Non male, davvero niente male, soprattutto alla luce dello spettacolo e del gioco offerto sul terreno dell’Emirates Stadium. Lo schieramento abbottonato di Jarolim, con quattro difensori, cinque centrocampisti, e Vlcek unica punta, insieme all’atteggiamento tattico imperniato sul pressing asfissiante a tutto campo, è servito veramente a poco. Wengèr, deciso ad archiviare nel minor tempo possibile la pratica qualificazione, visto il calendario dei prossimi mesi e l’assenza forzata di Van Persie, manda in campo lo stesso undici titolare vittorioso contro il Bolton, con il solo Walcott come novità, al posto di Eduardo. Niente turn-over. Superiorità tecnico-tattica imbarazzante, già visibile al 5′, quando Hleb, dopo aver lavorato un ottimo pallone a sinistra, portando a spasso due avversari, imbecca bene Fabregàs, bravo a tagliare dallo spigolo sinistro dell’area. Il catalano controlla e lascia partire un sontuoso destro a giro, che si insacca alle spalle di Vaniak. Goal “Fabuloso”. Al 12′, ci prova Kalivoda dai 20 metri, ma il tiro finisce alto. Poi è totale dominio Gunners. Corner di Cèsc al 24′, la difesa non riesce a spazzar via come si deve e Hleb raccoglie la palla dal vertice dell’area piccola. Il sinistro è sporcato dalla deviazione di Hubacek e finisce in rete. 2 a 0. Agli uomini di Wengèr non basta, e sembrano prenderci gusto, divertendosi in campo con sprazzi di ottimo gioco in puro Arsenal Style. Lo Slavia è messo alla frusta. Al 41′, il portiere Vaniak emula Lehmann (stasera in panchina) sbagliando goffamente il disimpegno per il suo stopper. Walcott è lesto a raccogliere palla, a saltare il portiere e a mettere dentro la rete del 3 a 0. Primo goal di Theo in Champions League, e tripudio della folla. Lo spettacolo non accenna a diminuire e i nostri sfiorano due volte il goal, prima con Adebayor, di testa su corner, e poi con Ebouè, con un interessante tiro cross all’incrocio, dopo aver umiliato il marcatore diretto con uno spettacolare “sombrero”. Nella ripresa, Kalivoda lascia il posto a Jablonsky. Ma la musica non cambia. C’è solo il roccheggiante assolo dei Gunners in campo. Al 51′, strepitosa azione di rimessa dei nostri, in distensione. Hleb converge dalla sinistra e raccoglie il filtrante di Cèsc preciso al millimetro, fintando il tiro di sinistro, mettendo a sedere Suchy, e infilando Vaniak di destro sul primo palo. Sembra di assistere a una sessione di allenamento, con lo sfondo dell’Emirates al posto di London Colney. Quattro minuti più tardi, l’Arsenal concede ancora una azione da incorniciare, di finissima fattura: Cèsc scambia con Hleb, che stavolta si trasforma in assist-man; pesca col contagiri Walcott nel corridoio centrale che, in accelarazione bruciante, anticipa Vaniak in uscita con un delizioso tocco di esterno destro, finito in rete dopo aver toccato il palo. Un tocco da biliardo, che regala la prima doppietta di Theo della stagione. Che meraviglia! E non finisce qui. Perchè poco dopo, al 59′, dopo un’azione di pura accademia calcistica, è Fabregàs ad andare al bis, dopo una serie di passaggi di tecnica eccellente, scambiando con Walcott e andando al tiro sottomisura, regalando il 6 a 0 agli spettatori estasiati. L’ultima mezz’ora, vede l’ingresso triplice di Gilberto, Rosicky e Bendtner. non fanno rimpiangere i sostituti, e contribuiscono anch’essi a mettersi in mostra. Il piccolo mozart si muove benissimo e trova anche l’incrocio su una conclusione di destro da limite. Più fortunato invece il danese Bendtner, abile a intuire il colpo di tacco smarcante di Ebouè, inserendosi energicamente nell’area piccola e andando in rete, quasi sfondando la porta. Il settimo sigillo è il suo. Quello finale, che determina il risultato di una partita dimostratasi scontata fin dalle prime battute. Ma giocata con grinta, volontà e qualità eccelsa. E’ stata una notte che difficilmente dimenticheremo. L’Arsenal conferma ancora una volta il suo stato di grazia, nonostante l’assenza della fantasia di Van Persie. La concretezza offensiva ha saputo riempire il gap, e lo ha fatto a suo di goal e di bellezza del gioco. La pratica Slavia è archiviata con successo, ma è meglio non rilassarsi troppo. Domenica, ad Anfield, non sarà così semplice. Ma con sulle ali di quest’entusiasmo, è lecito aspettarsi una prestazione di valore. Staremo a vedere.




mamma mia ke ARSENAL!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! grandissimi!!!!!!!!!!!!!!!! CESC il solito campione!!!!!!! C’MON GUNNERS!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1111
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Ragazzi che partita!!! Appena puntavamo la porta era gol, bravi i ragazzi e grazie al portiere dello Slavia!!!
senza parole….grandi gunners
7 – 0!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
trtp trp trp braviiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!