
E’ il numero 156 della storia di queste 2 squadre. E’ l’efficace sintesi dei concetti di rivalità e contesa agonistica. Forse, una delle rivalità più aspre, se non quella più antica, tra due fazioni, due popoli, due culture calcistiche, quasi due etnie, i cui fulcri (l’Emirates Stadium e White Hart Lane) sono posti a soli 5 km di distanza in linea d’aria; ma le cui passioni sono distanti anni-luce, antitetiche e fortemente antagoniste. Ogni punto, ogni caratteristica è indice di profonde differenze: la prima che senza dubbio salta all’occhio, anche per chi vive la rivalità da non molto, è l’andamento dell’attuale stagione Da una parte, loro, gli “Spurs”, con una squadra rinforzata dal punto di vista tecnico, con una mentalità non più da mezzo-classifica, ma con 4 punti in 5 gare giocate e pochi frutti rispetto alla semina. Dall’altro lato, i nemici storici, i “Gunners”, con una squadra sempre più giovane, privata del condottiero principe, ma ciò nonostante, fiera di nuovi protagonisti e di una partenza spedita verso la lotta per il titolo, al primo posto, con Liverpool , Everton e Chelsea. E pensare che alla vigilia della stagione, il capitano del Tottenam, Ledley King, aveva dichiarato di potersi finalmente considerare più forti degli acerrimi nemici. Davvero un peccato che ieri non fosse della partita. Martin Jol, ritenuto dai più su una panchina scricchiolante, ha dovuto fare a meno di lui, ma ha potuto contare su un valido sostituto, Kaboul, che insieme a Dawson come centrale, e a Chimbonda e Lee Young Pyo ha completato il quartetto difensivo, a difesa di Robinson tra i pali. Confermatissimo a centrocampo l’esterno sinistro Bale, giovane interessante gallese, con Malbranque sul lato opposto e con la coppia Jenas-Huddlestone a presenziare il centrocampo. Solo panca per Zokorà quindi. Più spazio ai muscoli e alla forza bruta quindi. L’attacco è stato affidato ai soliti collaudati Robbie Keane e Berbatov.
Arsenio ha dovuto affrontare la sfida con una nota emergenza nel reparto difensivo: come ci si aspettava, la difesa a 4 è stata arrangiata più che bene, con il ritorno di Sagna a destra, Clichy dalla parte opposta, e con Gilberto in versione stopper accanto a Kolo Tourè. Il resto della squadra, a causa dell’imminente inizio della Champions, ha un leggero sapore di turn-over, con un inedito Diaby nella posizione di Rosicky, a sinistra. Flamini torna al centro, con Fabrègas, mentre Hleb presenzia il lato destro. In attacco Adebayor vince il ballottaggio con Eduardo, e va ad affiancare Van Persie. Arbitra il modesto Mark Clattemburg.
La gara si apre subito con ritmo incalzante, e con le due compagini che saltano la classica fase di studio, per passare all’azione, senza timore, a viso aperto. Parte bene l’Arsenal e lo fa con il suo laterale sinitro: Gael Clichy. Il parigino è in crescita costante e la sua accelerazione fulmina Malbranque prima, e Chimbonda poi (due che non sono proprio lenti); l’affondo è strepitoso, ma si perde sul fondo. E’ il primo segnale che gli ospiti ci sono, nonostante la voglia di primeggiare e di rinascere dei padroni di casa. Al 2’, i nostri ribadiscono il messaggio: Adebayor guadagna un rimpallo al limite, e ci prova di contro balzo. Robinson risponde e mette fuori. Gli Spurs non ci stanno e replicano con una buona incursione del talentuoso Huddlestone. Ottimo suggerimento per Malbranque sulla trequarti, che calcia però troppo centralmente. Una telefonata per Almunia. Jol ha caricato bene i suoi nel pre-gara, e si nota fin dalle prime battute il desiderio di vincere la sfida, come fosse una finale di Champions o una sfida salvezza. Altro squillo degli avversari, all’8’, con un bello stacco di Berbatov, che fortunatamente si perde sul fondo. La lotta è serratissima, in ogni settore del campo. Gli spazi si aprono e si chiudono in poche frazioni di secondo. C’è rispetto da entrambe le parti, consapevolezza delle rispettive forze. Ma questo non placa il ritmo della partita, in termini si azioni, giocate e sussulti. Che al minuto 14,, raggiungono il loro culmine: Gareth Bale, fin lì molto produttivo sulla fascia sinistra, si incarica di calciare una punizione vicino allo spigolo sinistro dell’area di rigore, in posizione defilata. Il suo sinistro è letale, e la palla finisce nel sacco alla destra di Almunia. 1 a 0 e il Tottenham passa in vantaggio. Il sottile equilibrio viene infranto, e il volto di Wengèr si fa scuro. E’ la tipica espressione di chi non ama perdere. Di chi, in queste occasioni, non è abituato a perdere. Per fortuna, il goal non incide sul morale, e l’Arsenal prova a ripartire, cercando il pareggio. Un minuto dopo, un lancio dalle retrovie pesca Adebayor, che senza pensarci su due volte, gira a colpo sicuro, da distanza ravvicinata. Ma il tiro si spegne sul corpo di Robinson, il cui riflesso è davvero da apprezzare, riscattandolo dalle papere commesse in nazionale. Al minuto 23, i Gunners si producono in un classico contropiede bruciante: Fabregas esegue un filtrante col contagiri per Adebayor, bravo a infilarsi nello spazio. Il togolese controlla bene, e defilandosi a destra, smarca di tacco l’accorrente Hleb nel corridoio centrale, al limite dell’area. Hleb riesce a penetrare e a calciare col piatto sinitro, per piazzare la palla nell’angolo. Ma non è il suo piede preferito e Robinson, i allungo, riesce a neutralizzare. Si cerca il pareggio. Ancora al 27’, Cèsc verticalizza per Adebayor, dopo un bel uno-due con Hleb, ma il togolese si allunga troppo la palla, senza riuscire a concludere. Il Tottenham si fa sentire un minuto importante, con un pericoloso cross di Bale, messo in corner da Tourè. La ricerca del goal è forsennata, ma finisce sempre per infrangersi come le onde sugli scogli. L’occasione migliore arriva al 32’, da una iniziativa dell’ottimo Hleb. Dalla destra, evita Lee e rientra sul sinistro, per poi sfondare centralmente. Ma anziché tirare, dopo essere entrato in area, vede e serve dal lato opposto Diaby, solissimo, che di piatto e di prima, esplode la conclusione sulla traversa della porta di Robinson. Come a dire:”niente da fare, oggi è una giornata storta…” E tra una serie di contrasti e di ulteriori spinte offensive, da una parte e dall’altra, il primo tempo si chiude con i padroni di casa in vantaggio e sempre più vicini a far loro la gara, vista l’improduttività degli attacchi avversari. Nel secondo tempo, il canovaccio non cambia, così come le formazioni. L’Arsenal non è ancora in ginocchio, e riparte con lo stesso spirito combattivo e con la speranza di capitalizzare le sue incursioni. Al 50’, si fa vedere Van Persie centralmente, che con spazio a disposizione, innesca Sagna sulla destra; quest’ultimo si defila e taglia al centro con un cross basso, ma fuori misura. Ironia della sorte, 2 minuti dopo è il Tottenham ad avere l’occasione di chiudere la sfida, con Berbatov messo in movimento da un lancio dei suoi centrocampisti; il passaggio è preciso e scavalca tutta la difesa dei Gunners, mettendo il bulgaro solo contro Almunia in uscita. Berbatov taglia completamente fuori lo spagnolo di Pamplona, ma un prodigioso recupero di Tourè, in tackle, evita miracolosamente il raddoppio e la fine delle ostilità. Ironicamente, l’Arsenal risponde con un’azione altrettanto pericolosa; ancora una volta Sagna, sulla destra, è grandioso nell’affondare e nel saltare Bale, lasciato sul posto; il francese finta il cross, e arriva letteralmente sul fondo, decidendo di servire comodamente la palla per Adebayor, solo a 2 metri dalla porta; detto fatto, ma il numero 25 carica troppo il piattone, spedendo la sfera “over the bar”. Due minuti dopo, i nostri ci riprovano, con una combo tutta in verticale, sull’asse Hleb-Fabregas-Adebayor; quest’ultimo non ha il tempo di concludere che viene steso da Robinson in area. Per Clattemburg è tutto regolare, e un’altra possibile occasione di rimonta sfuma. Arsenio inizia a temere la debacle, con l’incedere dei minuti e l’infruttuosità delle azioni prodotte. L’analisi dell’alsaziano è puntuale, riscontrando una discreta profondità di gioco, ma una certa pochezza sul lato sinistro, dove Diaby non ha sicuramente il passo dell’ala sinistra. Serve una ulteriore bocca di fuoco, e la soluzione si materializza in Rosicky, subentrato al francese. L’entrata del ceko, dà sicuramente una scossa. Dopo una chiusura eccellente di Gilberto, a limitare Berbatov penetrato in area, i Gunners rispondono con una girata di Van Persie, imbeccato da un lob di Cèsc, controllata da Robinson. La risposta degli Spurs arriva al 61’, con un tiro di Huddlestone di collo sinistro, su cross dalla destra di Chimbonda: conclusione velleitaria che si spegne sul fondo.
E’ un continuo botta e risposta. Ma al 65’, i nostri trovano il pari: calcio di punizione di Fabrègas, dal vertice destro della trequarti, stacco imperioso di Adebayor, e palla in rete. Pareggio. Voluto. Cercato. Meritato. Il goal galvanizza gli ospiti, che non si accontentano del punto, e cercano di sopraffare l’avversario. Ci provano Van Persie (girata di sinistro, facile per Robinson) e con Fabregàs, che raccoglie il taglio da una percussione fulminante di Clichy e spara il destro violento, ma impreciso, a un paio di metri dal bersaglio. Verso il 78’, e su uno dei momenti migliori dell’Arsenal, la squadra di Wengèr rischia il tracollo. Calcio d’angolo raccolto da Berbatov, il cui tap-in, a un metro dalla porta, viene incredibilmente salvato dalla testa di Clichy. Fortunatamente, solo un brivido. Poteva davvero stroncare la partita. Ma come succede ai più forti, ciò che non uccide, può solo renderti più forte e, all’80’, l’Arsenal mette la freccia e sorpassa il nemico: Fabregas colleziona l’ennesimo pallone, si apre il varco e dai 25 metri lascia partire un siluro di inaudita potenza. Stavolta la precisione non manca all’appello, e il bolide si insacca nel sette, dove Robinson non può arrivare. Tripudio Arsenal! Jol resta impietrito, e manda in campo Bent, per rimediare. Il talentuoso attaccante inglese, ha un’ottima chance quando si libera in progressione e, a tu per tu con Almunia, calcia malamente di sinistro a lato. Conclusione inguardabile. La vittoria è vicina, così come l’incubo per quelli di White Hart Lane. Wengèer si cautela, mandando in campo prima Denilson, poi Song. L’anno scorso, sullo stesso terreno di gioco, l’Arsenal si vedeva soffiare una clamorosa vittoria da un tiro al 94’ di Jenas. Ma, ironia della sorte, il destino restituisce puntualmente il maltolto, e allo stesso minuto: 94’ di gioco, il lancio dal centrocampo trova Adebayor, che controlla la sfera spalle alla porta e, senza pensarci su due volte, si gira calciando al volo col destro dal limite dell’area. Robinson può solo guardare, per quanto l’occhio umano possa cogliere una tale velocità, la sfera insaccarsi all’incrocio dei pali… Il colpo di grazia è inferto al White Hart Lane. La vittoria è ancora una volta meritata. Finisce così, 1 a 3 per gli ospiti, antichi nemici. Siamo primi in classifica, e con una gara in meno. Altre parole per descrivere la gara, la rivalità, l’agonismo e l’intensità che ne caratterizzano l’essenza, non riesco purtroppo a trovarle. E’ il Derby, il Derby del Nord di Londra. E noi Gunners ne siamo ancora una volta i legittimi vincitori.
bellissimo come al solito
sssssssssssssssiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii grande gunners!!!!!!!!!!!!!!!! il derby è nostro!!! come faremo senza ade quando giocherà la coppa d’africa? ora c’è il siviglia in champions!!!
grande vittoria!
Fabregas padrone assoluto della squadra…
Ade spaziale!!!
Contro il Tottenham abbiamo giocato forse la migliore partita degli ultimi 2 anni, considerato che siamo primi con una squadra dall’età media giovane, mi viene da pensare che nei prossimi 2/3 anni saremo ancora più forti dato che i ragazzi aumenteranno di esperienza, nei prossimi anni si potrebbe puntare alla vittoria della Champions.
Però dato che è una squadra giovane non sempre si giocherà così, arriveranno altre partite difficili dove non si vincerà.
Peccato che quest’anno ci sia in mezzo la coppa d’Africa altrimenti la Premier League poteva essere di nuovo nostra
gunners!!!gunners!!!quest’anno siamo sempre piu forti..contro ogni pronostico potremmo lottare seriamente x vincere il campionato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!vai!!!
io penso che saremo competitivi anche senza toure eboue ed ade…abbiamo rincalzi all’alterzza….solo il primo è insostituibile!
ragazzi che vittoria…per poco alla fine non mi mettevo a piangere!! al gol di Cesc sono veramente esploso!!! poi il secondo gol di Emmanuel mi rimarrà per sempre negli occhi!!! grandi gunners…ed ora pensiamo all’europa!!!
quest’anno stiamo bruciando le tappe…siamo forti e competitivi…che quest’anno sia l’anno buono? forza gunners