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Premier League

3 settembre 2007
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Arsenal-Portsmouth 3-1…Il vecchio e il nuovo

Può ulteriormente ringiovanirsi. Può perdere i pezzi per strada. Può fare scelte discutibili ai più. Ma il buon vecchio, straripante ed entusiasmante “Arsenal Style” rimane sempre lo stesso, e più lucente che mai. Un qualcosa che non dipende tanto dagli interpreti in campo, quanto da quel grandissimo direttore d’orchestra che siede in panchina e che, alla fine, dimostra sempre di avere ragione. L’avversario di oggi, quinta giornata di Premiership, è il Portsmouth del buon vecchio Harry Redknapp, sessantenne esperto di Premier e di calcio in generale. Studia con pazienza i suoi avversari, e ne sa carpire pregi e difetti. Da quando ha trascinato per mano i Pompeys nella massima serie, ovvero dal 2003, conosce molto bene il valore dell’Arsenal e soprattutto di colui chee ne ha plasmato il gioco. Non è un caso che negli ultimi tempi, la squadra di Fratton Park , ha costituito un costante impiccio per il nostro cammino: l’anno scorso solo 2 punti in 2 partite raccolti contro di loro. Ma Redknapp, che da attento manager conosce la forza degli avversari, è ben consapevole anche di quella della sua stessa compagine. Una forza che spesso viene sottovalutata e che si trova in continua crescita, in termini di consistenza e di ambizioni: il nono posto dell’anno scorso non è poca cosa. Giovani e fresche ambizioni dunque, alimentate anche dalla possibilità di spendere e acquisire anno dopo anno giocatori importanti; non sorprende che il proprietario della società, Alexandre Gadamayak, sia un ricco magnate russo… E qui ho una strana sensazione di “deja-vu”… Mah, sarà un tema ridondante ultimamente… Ah, a proposito di ritorni: la sfida di oggi vede la possibilità di un triplice ritorno in termini di presenze che negli anni recenti hanno fatto, chi più chi meno, sentire il loro peso specifico. La formazione degli ospiti distribuita in tribuna stampa, porta in sé tre nomi (Campbell, Lauren, Kanu) non sconosciuti al pubblico dell’Emirates. Il vecchio contro il nuovo insomma. Per non contare una quarta presenza, un po’ più defilata, ma non per questo non cercata dalle telecamere, entrata per il passato tra le leggende del club. Fa un po’ sensazione vederlo in borghese, in veste di discepolo, del saggio maestro Harry. Eppure lui, “Tone”, è proprio là, faccia a faccia col suo passato, il vecchio contro il nuovo…

Ebbene, nonostante la formazione annunciata,  il capitano Sol non ce la fa a scendere in campo e lascia il posto a Noè Pamarot, uno che di Premier ne ha masticato abbastanza. Davanti ai pali difesi dal vecchio “calamity” James, difesa a quattro con Johnson, Pamarot, Distin e Hreidarsson. Tradizionale centrocampo lineare, con Lauren e Taylor rispettivamente a destra e a sinistra; coppia centrale Muntari e Sean Davies; mentre in attacco, duo nigeriano costituito da Utaka e Kanu.

Nell’Arsenal le defezioni sono cospicue, ma Arsenio, che sa il fatto  suo, riesce a mettere in piedi un ottimo undici iniziale, facendo tornare Flamini terzino destro (seconda maniera) e riaffidando le chiavi del centro campo a Gilberto Silva, inserito al fianco di Fabregas. Per il resto, si può parlare di formazione tipo, con l’eccezione di Almunia tra i pali, vista (fortunatamente) la tendinite di Lehmann. Recuperato Hleb, febbricitante in settimana, e confermato Adebayor come punta, supportato dall’inamovibile Van Persie. Dirige Mark Halsey. Si parte con il Portsmouth deciso a non fare sconti, ma sono i nostri a dare il “la” all’incontro: l’ispirazione è di Fabregas ke detta il passaggio filtrante per l’accorrente Adebayor. Quest’ultimo riesce a defilarsi sulla destra, crossando anche abbastanza bene verso il centro; la palla però viene controllata da Davies in netto anticipo. Risponde il Portsmouth. E lo fa con una bella azione partita da un bel movimento di Utaka: colpo di tacco a smarcare Taylor, in posizione di ala sinistra, traversone insidioso di quest’ultimo e colpo di testa di Lauren, che però si dimostra velleitario. Nonostante un equilibrio sostanziale tra le parti, nel minuto successivo, ovvero il 6′, l’equilibrio si spezza: un errore difensivo, mette in movimento Van Persie che, a tu per tu con James, tenta il dribbling per poi finire falciato. Per Halsey non ci sono dubbi ed è penalty: il duello vede James (esperto pararigori) da una parte, e Adebayor dall’altra (rigorista improvvisato). Il vecchio contro il nuovo… Al settimo del primo tempo il togolese spiazza il portiere e l’Arsenal è in vantaggio. Non male come inizio.

Nonostante il colpo, i Pompeys ci mettono tutta la loro tenacia e fanno capire agli avversari di essere ancora “vivi”. Dapprima con Utaka, al 10′, il cui affondo fulmineo viene arrestato dall’ottima uscita di Almunia; poi 2 minuti dopo con Muntari che con notevole personalità, lascia sul posto Fabregas con una finta e fa esplodere il sinistro. Almunia controlla senza difficoltà. Il match fa fatica a decollare, in termini di ritmo. Il che è dovuto anche all’Arsenal e alla sua incapacità di innestare la quinta, e di iniziare veramente il suo gioco tambureggiante. Ma il principale responsabile di tale situazione è la nuova,  straordinaria compattezza con la quale Redknapp è riuscito a mettere in campo i suoi: squadra ordinata, quadrata, tosta, con un centrocampo forte fisicamente, difficile da scardinare. Wenger ci mette del suo, e si rende conto che il muro eretto dai Pompeys non può resistere per sempre. L’alternanza delle trame di gioco, dal centro alle fasce, in qualche modo riesce a farne scricchiolare le fondamenta. E i risultati si vedono, già verso il 13′ quando Fabregas alza la testa e innesca la rapidità di Hleb. Dall’ incursione del bielorusso, scaturisce un cross basso, a tagliare l’area piccola, che Adebayor non raggiunge per meno di mezzo metro. La velocità tende ad aumentare. L’accelerazione stavolta è di Clichy, imbeccato da un buon controllo di Adebayor: il parigino effettua il taglio al centro e il suo connazionale Pamarot, nell’intercettarlo, sfiora l’autogoal. Il sinistro in corsa di Muntari, al 20′, è l’ultimo segno vitale dei Pompeys. Il buon vecchio “Arsenal Style” sale in cattedra per contrastare la nuova impostazione tattica di Redknapp. E’ il vecchio contro il nuovo…   Al minuto 24′, Hleb si libera di Hreidarsson con un numero da giocoliere e serve Flamini in sovrapposizione che fugge sulla destra. Il francese finisce con una buona incursione sulla fascia destra, ottenendo il calcio d’angolo: ma è il primo segnale del cambio di passo. Il ritmo, di conseguenza, ne guadagna in intensità: al 28′ il solito Fabregas , con eleganza, fa viaggiare Clichy sulla corsia sinistra: Johnson è sopraffatto, ma il cross è fuori misura. Sia al centro, sia sulle fasce, gli ospiti non riescono a guadagnare il possesso della sfera e cadono presto in balia del possesso palla dei nostri. Il dominio tende a crescere, per poi diventare totale verso il minuto 35: da un’azione stupenda scaturisce un calcio d’angolo; dalla bandierina batte Rosicky, che pesca Gilberto; il suo colpo di testa è deciso, e impatta su Davies, che controlla la sfera. Solo per una frazione di secondo però. Fabregas gli ruba il tempo e con una girata sottomisura, a 2 metri dalla porta, mette a segno il raddoppio. Meritatamente. Il Portsmouth è in ginocchio e fa fatica a reagire. Soffre, soffre troppo la velocità di Rosicky, l’impeto di Clichy, la caparbietà di Adebayor, la classe di Fabregas, l’imprevedibilità di Van Persie…   Il collettivo, più ke le individualità, emerge come la chiave di volta per superare la solidità difensiva degli ospiti. Ennesima dimostrazione al 41′: Rosicky raccoglie un lancio dalle retrovie e fa da sponda per Adebayor; il togolese restituisce la palla con un colpo di tacco al volo per il nostro numero 7 che, con una poderosa accelerazione trova il fondo e crossa di mezzo esterno, sbagliando mira… rimane la pura bellezza di un’azione spettacolare. La prima frazione di gioco si chiude così, facendo registrare solo un timido tentativo di Taylor, servito da Utaka, bravissimo a sgusciare via in dribbling ai limiti dell’area, che però calcia di destro a incrociare, sprecando malamente. Il risultato è emblematico e rispecchia abbastanza il dominio legittimato dagli uomini di Wenger. Dal canto suo Redknapp, inizia la ripresa dando forse più consistenza ai suoi. E lo fa inserendo Kranjcar e Pedro Mendes, al posto di Lauren e Hreidarsson. Ma il primo sussulto è dei Gunners, che sfiorano il terzo goal addirittura con Senderos, il cui affondo su calcio d’angolo viene chiuso ottimamente da James. Due minuti più tardi, al 49′, lo svizzero si rende nuovamente protagonista, ma in negativo: il suo body-check ai danni di Kanu, fin lì impalpabile, viene considerato fallo da ultimo uomo e Halsey estrae il cartellino rosso. Espulsione che ci può stare e Arsenal in dieci. Sulla stessa punizione dal limite, Utaka costringe Almunia ad un difficile intervento: i Pompeys vogliono risalire la china. Ma sebbene in 10, l’Arsenal non perde la sua vena offensiva e, dopo essersi resa pericolosa con Van Persie, trova al 58′ il terzo goal: calcio di punizione sul vertice sinistro dell’area del Portsmouth; Cesc batte a sorpresa, trovando Rosicky liberissimo che, dallo spigolo dell’area, calcia di interno destro, trovando il pertugio tra le gambe di Johnson. Ed è 3 a 0. Quando sembra essersi chiusa la gara, solo un minuto più tardi, il Portsmouth accorcia le distanze, con un rocambolesco goal di Kanu ke trasforma il cross di Utaka con un tiro a metà fra un colpo di tacco e un rimpallo con lo stinco. Non male il gesto, ma è la sostanza che alla fine importa. Importa eccome. Perché da lì i Pompeys prendono confidenza, iniziano a crederci. Harry non molla e butta dentro il talentuoso Nugent. Arsenio risponde inserendo Denilson e Diaby. La partita torna ad avere un equilibrio, con azioni e ripartenze a ripetizione. Al 64′ è lo stesso Nugent a rendersi pericoloso, quando, imbeccato da Taylor, spara direttamente su Almunia. Tra i protagonisti dell’Arsenal, va segnalato sicuramente Flamini, che nel secondo tempo non smette mai di lottare, come nel primo, su qualsiasi pallone. Da un suo recupero, al 72′ i Gunners si producono in una azione spettacolare, tutta di prima, tra Hleb, Fabregas e un Rosicky in forma eccezionale, che vede e serve Clichy: la percussione di quest’ultimo si conclude con un traversone per Diaby, che solissimo davanti alla porta, si divora il 4 a 1. Ma che spettacolo! Gli ospiti non stanno a guardare e mettono in pericolo la porta dei nostri per 2 volte consecutive: prima, con Johnson , il quale recupera la sfera dopo una ingenuità di Cesc e, dal limite, fa partire una bordata, impegnando seriamente Almunia; poi, con una conclusione destra di Taylor, imbeccato da un cross lungo per i suoi compagni d’attacco.   Con l’uomo in più, è ora il Portsmouth a ingranare gioco, specie con le accelerazioni di Utaka, cresciuto alla distanza. Tuttavia, la reazione si dimostra vana per il carattere dimostrato dall’Arsenal, oggi autore di una partita davvero encomiabile. L’inferiorità numerica si è vista davvero pochissimo, per non dire mai. Finisce così, meritatamente vittoriosi. Redknapp torna a Fratton Park a mani vuote, ma può lavorare bene e dar fastidio a parecchi in Premier con la nuova squadra che si ritrova. Da parte sua, Wenger può contare su questo nuovo ciclo, senza mai rinnegare il vecchio , oramai nostro marchio di fabbrica. Insomma, è il vecchio contro il nuovo. E, dico, forse la nostra forza si concretizza nel loro equilibratissimo contrasto.

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11 Comments


  1. nicklas bendtner

    grande articolo!!!

    Altro che Chelsea e Manchester… questo è calcio…

    Quest’anno possiamo toglierci grandi soddisfazioni,…

    Titi ci manchi…

    Ma anche NO!.


  2. MARK90

    grande arsenal!!!!!!cmq titi nn ci manca xo pensace se c’era lui……..ma il titolo dell articolo e il vecchio e il nuovo..e titi oramai fa parte del passato..e noi siamo sempre forti!!!!!!!!!


  3. Il Bardo

    Abbiamo dominato per quasi tutta la partita, forse qualke sbavatura in difesa e un paio di palle gol non concretizzate. Però il gioco è sempre spettacolare. Ora dobbiamo concentranci sulla partita con gli spurs e mandarli ancora più a fondo (eh eh)


  4. missy

    già! prx settimana tottenham!!! ahahahaha!!!! dobbiamo vincere a tutti i costi!!!!!!


  5. Gunners4ever

    andremo al white hart lane per prenderci i tre punti………spurssssss tremate!!


  6. ike

    Scusa, ma qnt c’hai impiegato x scrivere tutto? :D onore all’Arsenal e, se mi permettete, anke al vekkio Kanu :D


  7. Gunners4ever

    l’autore è the method…il ringraziamento va a lui!


  8. fabregas4

    ma dove saremmo senza fabregas? è lui il trascinatore della squadra…complimenti a questo arsenal…quest’anno lo vedo molto bene anche in champions
    Forza arsenal e soprattutto abbasso chelsea e manchester


  9. The Method

    Ci avrò messo un paio di orette, dopo aver buttato giù una bozza, mentre guardavo il match… cmnq, si, Cèsc sta all’Arsenal come Paul McCartney stava ai Beatles… E’ inutile dire ke il 90% della nostra mole di gioco passa per i piedi del catalano…
    Secondo me, sarà decisivo anke a White Hart Lane… Forza Arsenal 4 life!!!


  10. samallardyce

    bella vittoria dell’arsenal anche se il portsmounth ha giocato a testa alta.Anche se sono un tifoso del millwall,del liverpool e del bolton faccio i complimenti a questa squadra che è sempre un piacere vederla giocare


  11. Beatles discography…

    The Beatles were a rock and pop band from Liverpool, England that formed in 1960. During their career, the group primarily consisted of John Lennon (rhythm guitar, vocals), Paul McCartney (bass guitar, vocals), George Harrison (lead guitar, vocals) and…



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